Modena, lo psichiatra Cozza: “Il disturbo schizoide non basta a spiegare il gesto di Salim El Koudri”

Le informazioni diffuse sul profilo psichiatrico di Salim El Koudri, l’uomo che sabato 16 maggio ha travolto con l’auto 8 pedoni in centro a Modena, hanno riacceso il dibattito sul rapporto tra salute mentale e atti violenti. Il 31enne, italiano di origine marocchina e laureato in Economia, in passato era stato seguito dal Centro di salute mentale per disturbi schizoidi, ma dopo un primo periodo di osservazione se ne erano perse le tracce. “Il disturbo schizoide non è tipicamente associato ad atti violenti di questo tipo” spiega a Fanpage.it lo psichiatra Massimo Cozza. “Bisogna evitare collegamenti automatici tra una diagnosi psichiatrica e comportamenti estremi, perché il rischio è quello di alimentare confusione e stigma”.
La condizione, osserva il dottor Cozza, direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL Roma 2, è caratterizzata soprattutto da isolamento sociale, distacco emotivo e difficoltà relazionali.
Cosa significa esattamente “disturbo schizoide di personalità”?
È un disturbo definito dal DSM-5, il manuale diagnostico utilizzato in psichiatria, e fa parte del cosiddetto cluster A. Parliamo di persone caratterizzate soprattutto da distacco dalle relazioni sociali e da una ridotta espressività emotiva. Sono persone molto isolate, dei ‘lupi solitari’, emotivamente fredde, che tendono a stare da sole.
Quindi non è un disturbo normalmente associato ad atti di violenza?
No. Il disturbo schizoide di personalità, così come i disturbi psichiatrici in generale, non porta di per sé a impulsi violenti. Non ci sono evidenze scientifiche per affermare che una persona con disturbi psichiatrici, in assenza di abuso di sostanze o gravi traumi, sia più pericolosa della popolazione generale. Anzi, chi soffre di disturbi mentali è molto più spesso vittima che autore di violenza.
Nel caso di Modena, si sta però già collegando una diagnosi a un gesto estremo?
Bisogna stare molto attenti. Ogni persona con un disturbo psichiatrico ha una storia unica, che andrebbe conosciuta prima di esprimere giudizi o dare spiegazioni. Anche quando una persona soffre ad esempio di schizofrenia o ha episodi deliranti, non è detto che compia un gesto per quel motivo. Ci possono essere tante altre ragioni dietro.
Secondo alcune testimonianze, Salim El Koudri avrebbe detto di sentirsi “bullizzato”. L’isolamento sociale può avere un ruolo?
Potrebbe anche essere una reazione a una condizione di isolamento o di esclusione sociale. Persone con queste caratteristiche possono essere più chiuse, più fragili nei rapporti con gli altri, magari più soggette a essere prese in giro. Però, senza conoscere davvero la storia della persona, non si può sapere che cosa abbia portato a un gesto del genere.