Svelata la causa di un tipico cattivo odore dei piedi: ora c’è un modo per combatterlo

L'odore sgradevole dei piedi è generalmente associato alla degradazione del sudore da parte di specifici generi di batteri, come Corynebacterium (in particolar modo C. striatum e C. jeikeium) e Brevibacterium, quelli legati alla caratteristica “nota al formaggio”. Com'è ampiamente noto, la puzza può essere amplificata in modo significativo dal tipo di calzatura indossata. Ci sono inoltre condizioni mediche che rendono il cattivo odore dei piedi particolarmente intenso e persistente, con sfumature ben distintive. Una di esse è la cheratosi palmoplantare di tipo Nagashima (NPPK), un tipo di cheratoderma palmoplantare piuttosto diffuso in Asia ma raro in Europa.
La condizione è caratterizzata da un eccessivo ispessimento della pelle dei palmi delle mani e delle piante dei piedi, arrossamento, iperidrosi palmoplantare e un caratteristico odore che compromettono la qualità della vita. Una dozzina di anni fa ricercatori giapponesi avevano scoperto che questo disturbo è causato da mutazioni nel gene SERPINB7, come indicato anche nello studio “Nagashima-Type Palmoplantar Keratosis with Compound Heterozygous Mutations in SERPINB7” pubblicato su PubMed. Ora i ricercatori non solo hanno scoperto quali ceppi batterici sono responsabili del cattivo odore dei piedi, ma anche un modo per attenuarlo sensibilmente, ovvero attraverso il perossido di benzoile, un prodotto già utilizzato in dermatologia (sotto stretta sorveglianza medica, non è una pomata da banco).
A scoprire i batteri responsabili del caratteristico cattivo odore dei piedi nella cheratosi palmoplantare di tipo Nagashima (NPPK) – e a trovare una soluzione al problema – è stato un team di ricerca giapponese guidato da scienziati della Facoltà di Medicina dell'Università di Kobe, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi del Dipartimento di Dermatologia dell'Università Keio, del Laboratorio per le scienze del microbioma simbiotico del RIKEN Center for Integrative Medical Sciences di Kanagawa e altri istituti. I ricercatori, coordinati dal professor Akiharu Kubo, docente presso la Divisione di Dermatologia dell'ateneo di Hyogo, negli ultimi anni hanno ricevuto migliaia di pazienti con questa condizione perché fu proprio il loro team a scoprire il coinvolgimento del gene SERPINB7. La NPPK è la forma più comune di cheratoderma palmoplantare in Asia: si stima che colpisca centinaia di migliaia di persone, di cui circa 10.000 in Giappone.
Durante i trattamenti, il professor Kubo si è accorto che quando le mani e i piedi dei pazienti venivano immersi in acqua diventavano bianchi, un segno associato alla proliferazione batterica – scarsa idrorepellenza – che avrebbe potuto innescare anche il caratteristico odore. Dopo aver raccolto campioni biologici da vari pazienti e condotto test di laboratorio, gli scienziati hanno determinato che, rispetto agli individui sani del gruppo di controllo, le persone con NPPK presentavano una disbiosi (alterazione) della flora batterica, con un incremento significativo dei batteri delle specie Staphylococcus epidermidis e Corynebacterium tuberculostearicum. La carica batterica elevata era presente soprattutto nelle aree fra le dita dei piedi. Per contrastare questa alterazione della flora batterica i ricercatori hanno così applicato il perossido di benzoile, un composto chimico che, come indicato, viene già utilizzato in dermatologia sotto prescrizione medica. L'applicazione topica del composto non solo ha ridotto in maniera significativa il cattivo odore, ma ha anche riequilibrato la flora batterica, eliminando i batteri più abbondanti del genere Corynebacterium.
“I nostri risultati suggeriscono che la disbiosi microbica, in particolare la crescita eccessiva di specie di Corynebacterium, è fondamentale per la patogenesi del cattivo odore dei piedi nella cheratosi palmoplantare di tipo Nagashima. Il perossido di benzoile topico è un promettente intervento terapeutico per mitigare la disbiosi e il cattivo odore dei piedi ad essa associato”, hanno scritto il professor Kuno e colleghi nell'abstract dello studio. Il trattamento potrebbe essere efficace anche in altri disturbi cutanei analoghi legati ad alterazione della flora batterica. I dettagli della ricerca “Microbial dysbiosis and foot odor in Nagashima-type palmoplantar keratosis: Improvement with topical benzoyl peroxide” sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Journal of Investigative Dermatology.