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“Stanno sparendo”: i drammatici dati della Lipu sugli uccelli selvatici nelle zone agricole d’Italia

La Lipu ha presentato i dati relativi allo stato di conservazione degli uccelli negli ambienti agricoli italiani, il Farmland Bird Index (Fbi) 2025, facendo emerge un quadro allarmante. Ben il 71% delle specie indice ha sofferto un calo netto e drammatico in appena 25 anni. Fra esse torcicollo, saltimpalo e calandro hanno avuto un crollo del 70%. Gli uccelli selvatici stanno letteralmente sparendo dalle nostre campagne.
A cura di Andrea Centini
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Maschio di Saltimpalo. Credit: Andrea Centini
Maschio di Saltimpalo. Credit: Andrea Centini

La Lega italiana protezione uccelli, meglio nota con l'acronimo di Lipu, ha annunciato i dati relativi al 2025 del Farmland Bird Index (Fbi), l'indicatore che descrive lo stato di salute degli uccelli nelle zone agricole in Italia. La situazione evidenziata dal report, che verrà presentato in modo esteso e ufficiale mercoledì 25 febbraio in un evento online, può essere definita drammatica e preoccupante senza esagerazione. Complessivamente, a partire dal 2000, negli ambienti agricoli italiani è infatti andato perduto il 33 percento degli uccelli. Ciò significa, come spiegato in un post su Facebook dal Direttore generale della Lipu Danilo Selvaggi, che dalle nostre campagne in 25 anni sono spariti 33 uccelli su 100. C'è un dato ancor più preoccupante che riguarda le aree di pianura, dove il numero di uccelli selvatici è stato letteralmente dimezzato: – 50 percento in un quarto di secolo. Sono numeri inquietanti che urlano di una biodiversità in costante declino e pericolo, martoriata dagli effetti dei pesticidi, della meccanizzazione e dell'incuria, senza dimenticare il ruolo del bracconaggio e del cambiamento climatico.

A rendere ancor più evidenti gli effetti di questo tracollo sono i numeri relativi alle 28 specie rappresentative degli agrosistemi. Per alcune di esse siamo a cifre davvero allarmanti. Quella messa peggio di tutte è il bellissimo torcicollo (Jynx torquilla), un uccello appartenente alla famiglia dei picchi (Picidae) ma dal comportamento e dall'aspetto decisamente peculiari (noi abbiamo avuto la fortuna di incontrarlo e fotografarlo varie volte: qui le nostre foto). Il calo per questa specie risulta essere del 76 percento, ciò significa che oltre ¾ della popolazione è scomparso in appena 25 anni. Situazione simile anche per il calandro (Anthus campestris) e il saltimpalo (Saxicola rubicola), per i quali il crollo è rispettivamente del 73 e del 71 percento. Il primo è un uccello passeriforme appartenente alla famiglia dei Motacillidi (come la rarissima cutrettola di Bering che abbiamo recentemente incontrato al Parco Nazionale del Circeo); il secondo fa invece parte dei Muscicapidi (come pettirosso e pigliamosche) ed è caratterizzato da un netto dimorfismo di genere, col maschio che durante la stagione riproduttiva sviluppa uno splendido piumaggio con testa nera, collare bianco e petto arancio vivo.

Torcicollo. Credit: Andrea Centini
Torcicollo. Credit: Andrea Centini

Complessivamente, il 71 percento delle 28 specie rappresentative degli agrosistemi presenta un calo preoccupante, in base ai dati citati dalla Lipu. Tra le altre specie più colpite figurano averla piccola (- 65 percento); passera mattugia (– 61 percento); passera d’Italia (- 60 percento); verdone (-59 percento); allodola (-54 percento); cutrettola (-49 percento); e verzellino (- 47 percento). Fra queste specie c'è un'unica specie cacciabile, l'allodola, che nonostante sia in cattivo stato di conservazione evidenziato anche dal netto declino, continua a restare nei carnieri dei cacciatori e nel mirino dei bracconieri. Si stima che ogni anno tra 1,8 e 2 milioni di allodole vengano abbattute a fucilate in Italia.

Verdone. Credit: Andrea Centini
Verdone. Credit: Andrea Centini

I dati del Farmland Bird Index (Fbi) sono stati raccolti da centinaia di volontari con operazioni di ascolto sul campo (per un totale di 1,8 milioni di ore), che permettono di determinare quanti uccelli ci sono in un determinato territorio. Sono dati preziosi che possono aiutare i legislatori a introdurre misure di tutela per proteggere un patrimonio naturale che ci sta letteralmente sfuggendo dalle mani. I Europa l'Fbi dal 1980 al 2025 è crollato del 58 percento, pertanto la situazione è preoccupante non solo nel nostro Paese.

Verzellino. Credit: Andrea Centini
Verzellino. Credit: Andrea Centini

Di fronte ai dati drammatici del nuovo Farmland bird index, che peraltro confermano il trend negativo in atto da molti anni, il nuovo Regolamento europeo per il Ripristino della natura rappresenta un’importante opportunità per invertire la tendenza al declino degli uccelli degli ambienti agricoli: in particolare gli articoli 10 e 11 prevedono misure per migliorare la diversità degli impollinatori e la messa in campo di pratiche ‘agroecologiche’ per rafforzare la biodiversità degli ecosistemi agricoli”, ha spiegato in un comunicato stampa Roberta Righini, coordinatrice Fbi per la Lipu. “Auspichiamo dunque che nel Piano nazionale in corso di elaborazione vi sia una particolare attenzione a questi articoli, nonché una loro piena attuazione negli anni a venire, pena un ulteriore e definitivo impoverimento dell’habitat e scomparsa della biodiversità che viene ospitata”, ha aggiunto l'esperta.

Cutrettola. Credit: Andrea Centini
Cutrettola. Credit: Andrea Centini

È essenziale sottolineare una volta ancora quanto sia urgente l'attuazione della Nature Restoration Law, che prevede anche misure per gli impollinatori e l'agroecologia, e ricordare che una buona agricoltura non solo è possibile ma esiste, è già praticata da molti, anche a costo di sforzi e sacrifici. È questa l'agricoltura che va promossa e aiutata, per il bene della natura, del paesaggio, della qualità del cibo”, ha affermato Danilo Selvaggi nel suo intervento su Facebook. I dati del Farmland bird index verranno presentati ufficialmente il 25 febbraio in un evento online della Lipu ad accesso libero, previa registrazione a questo link.

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