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Sono appena arrivate in Italia le balie nere dall’Africa: le foto dei bellissimi uccelli bianconeri

Tra le specie più belle coinvolte nella migrazione dall’Africa figurano le balie nere, piccoli uccelli passeriformi caratterizzati da un elegante piumaggio bianconero (nei maschi adulti in abito). Le prime sono già arrivate in Italia e noi abbiamo avuto la fortuna di incontrare e fotografare un esemplare.
A cura di Andrea Centini
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Balia nera. Credit: Andrea Centini
Balia nera. Credit: Andrea Centini

Il mese di aprile, per l’Italia, è indubbiamente il più ricco e spettacolare sotto il profilo della migrazione, grazie al vero e proprio fiume di uccelli che arriva a ondate dall’Africa. Tra le specie più belle coinvolte in questo meraviglioso – e irto di pericoli – viaggio verso l’Europa figurano le balie nere (Ficedula hypoleuca), piccoli passeriformi insettivori di una dozzina di centimetri, caratterizzati da un elegantissimo piumaggio. I maschi in abito sono nettamente contrastati di bianco e nero, col ventre candido e il dorso scuro. Le ali sono nere con una bella macchia bianca che dalla base si estende verso il centro, mentre un’altra chiazza chiara è ben visibile sulla fronte. I giovani, le femmine e i maschi adulti in abito invernale presentano un piumaggio in cui il nero è sostituito dal marroncino, sebbene alcuni dettagli permettano di distinguere i maschi. Fra essi, la presenza della sopracitata macchia posta sulla fronte, oppure “per la parte superiore della coda più nera e le copritrici dell’ala abbastanza nerastre”, come evidenzia la Guida degli Uccelli d’Europa, Nord Africa e Vicino Oriente di Lars Svensson. Ciò che è certo è che si tratta di uccelli davvero affascinanti, “tra i passeriformi più belli”, come affermato dal giovane divulgatore scientifico ed esperto di ornitologia Francesco Barberini. Non c'è da stupirsi che le balie nere siano amatissime da appassionati di birdwatching e fotografia naturalistica.

Balia nera. Credit: Andrea Centini
Balia nera. Credit: Andrea Centini

Le balie nere sono appena arrivate dall’Africa e noi abbiamo avuto la fortuna di incontrare il primo esemplare di questa stagione, comparso all’improvviso in una zona di macchia mediterranea nel Parco Nazionale del Circeo, non distante dal lago di Fogliano. Eravamo appostati dietro un albero con la nostra fotocamera nella speranza di immortalare il gufo di palude, che in questo periodo dell’anno si fa vedere nell’area. In attesa del potenziale passaggio del rapace, abbiamo osservato sterpazzoline, verzellini, cardellini e altri piccoli passeriformi, il cui canto riecheggiava assieme ai richiami delle rondini nella tranquillità di un’assolata giornata primaverile. A un certo punto, con la coda dell’occhio, abbiamo scorto un movimento sulla nostra destra, di un piccolo uccello che si dirigeva verso una coppia di alberi innanzi a noi. Era un bellissimo maschio di balia nera, con il piumaggio non esattamente in ordine, probabilmente ancora provato dal lunghissimo viaggio dall’Africa tropicale. Era piuttosto tranquillo e ci ha permesso di scattare alcune foto con il nostro teleobiettivo esteso al massimo (600 millimetri) per non arrecare disturbo; è stato con noi per cinque minuti, spostandosi da un albero all’altro, mantenendosi sempre all’ombra e in controluce, ma comunque permettendoci di portare a casa un bel ricordo di questo prezioso incontro.

La balia nera incontrata al Parco Nazionale del Circeo ad aprile del 2026. Credit: Andrea Centini
La balia nera incontrata al Parco Nazionale del Circeo ad aprile del 2026. Credit: Andrea Centini

Non è così facile vedere una balia nera, a maggior ragione nelle zone che frequentiamo abitualmente, come quelle umide lungo la costa del Lazio; questi uccelli, appartenenti alla famiglia dei muscicapidi (Muscicapidae), come il pigliamosche e il pettirosso, si fanno vedere per alcuni giorni proprio nel mese di aprile, poi "spariscono" e almeno dalle nostre parti dobbiamo aspettare l’aprile dell’anno seguente per poterli rivedere. Tra il 2018 e il 2020 fummo particolarmente fortunati – anche dal punto di vista fotografico – perché una balia nera tornò sempre negli stessi giorni di aprile in un giardino privato, mostrando un comportamento piuttosto confidente (non era disturbata dal passaggio delle persone). Poi, purtroppo, non si fece più vedere.

Balia nera. Credit: Simone Proietti
Balia nera. Credit: Simone Proietti

Molte delle balie nere visibili nel Lazio in questi giorni fanno tappa sull’isola di Ventotene, una delle più importanti sulla rotta della migrazione. Proprio qui, nei giorni scorsi, è stato inanellato presso la stazione dell’Area Marina Protetta Riserva Naturale Statale di Ventotene e S. Stefano un rarissimo tordo oscuro. È proprio fra le splendide viuzze dell’isola pontina che il naturalista e fotografo Simone Proietti ha immortalato le balie nere che vedete nell’articolo, assieme a quelle dei nostri scatti. “Le foto sono state scattate a Ventotene, nel paradiso della migrazione, in uno di quegli anni particolarmente caratterizzati da ingresso di balie, sia nere che dal collare”, ci ha raccontato Simone. La balia dal collare è molto simile alla balia nera, sebbene meno comune, come evidenziato dalla Lipu. Si distingue fondamentalmente per la presenza di un collare bianco che spezza il nero uniforme sul dorso delle balie nere.

Balia nera. Credit: Simone Proietti
Balia nera. Credit: Simone Proietti

La balia nera, spiega lo Svensson, nidifica in “giardini, foreste aperte miste e decidue e nella taiga”. In Italia lo fa solo occasionalmente. Ha una certa predilezione per le querce mature, dalle quali si lancia alla cattura di insetti e altri piccoli invertebrati. È abilissima a prenderli anche in volo, come molti altri muscicapidi, caratterizzati da un becco ampio, corto e appuntito, specializzato proprio nel “fly catch” (in inglese il nome della balia nera è infatti European pied flycatcher, con chiaro riferimento alle abilità da pigliamosche). La specie, che ha un enorme areale di distribuzione che comprende larga parte dell’Europa, dell’Africa e dell’Asia, è fortunatamente classificata come in “rischio minimo” (codice LC, Least Concern) nella Lista Rossa dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN). In base all’ultimo monitoraggio condotto nel 2018, si stima la presenza di 33–52 milioni di esemplari a livello globale, purtroppo in decrescita.

Balia nera. Credit: Andrea Centini
Balia nera. Credit: Andrea Centini
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