Smettere di bere alcol riduce il rischio di un tumore “big killer”, secondo uno studio

Smettere di bere alcol è associato a una riduzione del rischio di sviluppare una delle forme di cancro più diagnosticate e mortali: il cancro al colon retto. È quanto emerso da un nuovo studio pubblicato su Cancer che ha seguito quasi centomila persone nell'arco di venti anni. Tra gli ex bevitori, rispetto ai bevitori leggeri (meno di un drink a settimana) è stata osservata una probabilità sensibilmente inferiore di adenoma, ovvero di polipi benigni ma precancerosi, che possono evolvere in adenocarcinoma e quindi in un cancro intestinale vero e proprio. Ricordiamo che, in base al rapporto “I numeri del cancro in Italia” di AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica, AIRTUM (Associazione Italiana Registri Tumori) e altre associazioni, il cancro al colon retto è il secondo più diagnosticato nel nostro Paese – con poco meno di 50.000 nuove diagnosi all'anno – e il secondo più mortale (circa 20.000 decessi annui). È anche il secondo più diagnosticato (1,9 milioni) e mortale (900.000 vittime) nel mondo. Non a caso il carcinoma colorettale è inserito nella lista dei cosiddetti tumori “Big killer”.
A determinare che smettere di bere riduce il rischio di cancro al colon retto è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati statunitense del National Cancer Institute dei National Institutes of Health (NIH), che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi di vari istituti. Fra quelli coinvolti la Scuola di Medicina Perelman dell'Università della Pennsylvania, l'Istituto Wellcome–Wolfson di Medicina Sperimentale della Queen's University di Belfast (Regno Unito) e del Dipartimento di Epidemiologia e Salute Pubblica dell'Università del Maryland. I ricercatori, coordinati dalla professoressa Erikka Loftfield, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver analizzato i dati di 88.000 persone coinvolte nello studio Prostate, Long, Colorectal, and Ovarian (PLCO) Cancer Screening Trial del National Cancer Institute (NCI), Nel corso del periodo di follow-up, durato una ventina di anni, sono stati registrati circa 1.700 casi di cancro all'intestino (1,9 percento). Per quanto concerne gli adenomi, tra i circa 12.000 pazienti sottoposti a colonscopia – negativi al basale – li hanno sviluppati in 812, il 6,6 percento. I ricercatori hanno associato le cartelle cliniche alle abitudini alcoliche dei partecipanti, facendo emergere una forte associazione tra il consumo di alcol e il rischio di sviluppare adenomi e tumore maligno all'intestino.
Incrociando tutti i dati, infatti, è emerso che i bevitori assidui, cioè coloro che bevono più di 14 drink a settimana, avevano un rischio di cancro al colon retto del 25 percento superiore rispetto ai bevitori “leggeri” (meno di 1 drink a settimana), e in particolar modo di cancro al retto (+95 percento). I bevitori assidui avevano in generale un rischio superiore del 91 percento di ammalarsi rispetto ai bevitori moderati, inoltre è stato osservato che gli ex bevitori avevano un rischio ridotto del 42 percento di adenoma non avanzato rispetto ai bevitori leggeri. “Il nostro studio è uno dei primi a esplorare come il consumo di alcol nel corso della vita sia correlato sia al rischio di adenoma colorettale che di cancro colorettale. Sebbene i dati sugli ex bevitori fossero scarsi, siamo stati incoraggiati dal constatare che il loro rischio potrebbe tornare a quello dei bevitori moderati”, ha affermato in un comunicato stampa la professoressa Loftfield. Secondo gli scienziati l'aumento del rischio potrebbe essere legato sia allo sviluppo di agenti cancerogeni innescati dal metabolismo dell'alcol sia dell'impatto dell'alcol sulla flora batterica (o a una combinazione di entrambi i fattori).
Un recente studio dell’American Association for Cancer Research (AACR) ha trovato una forte associazione tra il consumo di alcol e sei tipi di tumore diversi, tra i quali il sopracitato cancro al colon retto; il cancro della testa e del collo; il cancro del fegato; il cancro al seno; il cancro allo stomaco; e il carcinoma a cellule squamose dell'esofago. Pertanto smettere di bere può essere prezioso anche nella prevenzione di tutte queste patologie. È doveroso ricordare che l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) indica che non esistono dosi sicure di alcol, nemmeno quando consumato con moderazione. L'alcol, evidenzia l'Istituto Superiore di Sanità (ISS) che cita i dati dell'OMS, ogni anno uccide circa 3 milioni di persone nel mondo ed è associato a 200 patologie. È una causa significativa di morte e disabilità anche tra i giovani, che consumano quantità di alcol sempre maggiori soprattutto durante le abbuffate alcoliche (binge drinking). I dettagli della nuova ricerca “Association of alcohol intake over the lifetime with colorectal adenoma and colorectal cancer risk in the Prostate, Lung, Colorectal, and Ovarian Cancer Screening Trial” sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Cancer.