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Sanremo 2026, come fanno i cantanti ad avere sempre voce: il medico spiega tutti i trucchi

La voce non è solo talento e studio, per un cantante e in generale per chi la usa per professione è fondamentale anche prendersene cura. Il dottor Marco Gitto, medico foniatra, spiega quali sono le pratiche con cui i cantanti si preparano a un concerto o un evento importante.
Intervista a Marco Gitto
Medico foniatra e specialista in audiologia
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Serena Brancale durante la prima serata della 76esima edizione del Festival di Sanremo
Serena Brancale durante la prima serata della 76esima edizione del Festival di Sanremo

Lo sappiamo tutti: il Festival di Sanremo non è più soltanto un concorso canoro, è un fenomeno sociale che ogni anno ci racconta qualcosa del Paese in cui siamo e del momento storico che stiamo vivendo. Ma per i cantanti, i veri protagonisti almeno fino a prova contraria del Festival, resta uno dei palchi più importanti in Italia, dove esibirsi, ovvero mostrare il proprio talento e in fondo far sentire la propria voce, non solo nel senso metaforico, ma anche in quello più letterale del termine.

La voce è talento, preparazione e studio, ma quasi mai pensiamo ad essa come qualcosa di cui prendersi cura. Eppure quest'ultimo è una delle priorità per chi lavora con la voce. Esistono infatti professionisti specializzati proprio nell'accompagnare i professionisti della voce, cantanti e non, nel loro percorso, non solo per prepararli nella performance, ma anche per curare la salute della loro voce.

Marco Gitto è specialista in audiologia e foniatria presso l’UO clinicizzata di Neuroriabilitazione degli Istituti Clinici Zucchi di Carate Brianza MB. A Fanpage.it ha spiegato come i cantanti si prendono cura della loro voce, soprattutto in vista di un evento, come un concerto o un'esibizione.

Chi usa la voce di professione ha esigenze specifiche?

Innanzitutto quando si parla di uso professionale della voce bisogna fare una distinzione tra la categoria degli artisti e quella dei professionisti che usano la voce ma senza fini artistici. In quest’ultimo caso si tiene conto dell'efficacia della voce, ovvero la possibilità di utilizzarla per lo scopo per cui è prodotta, e dell'economia, cioè usarla senza affaticarsi. In ambito artistico, invece, ci sono anche fini estetici e interpretativi richiesti. Parliamo di aspetti che per la maggior parte della popolazione non sono essenziali, ma che se mancano in un artista rappresentano un problema.

Come ci si prende cura della salute della voce?

Per entrambe le categorie di professionisti della voce, la cosa più importante in assoluto è gestire il carico vocale. Per questo motivo, soprattutto se si sta attraversando un periodo in cui si usa tanto la voce è importante pianificare riposi strategici durante la giornata, magari associati a dei brevi esercizi di defaticamento vocale.

Quindi non serve il riposo assoluto?

Non sempre è possibile, ma in ogni caso il riposo deve essere breve e circoscritto altrimenti può essere controproducente. Sappiamo che se dura più di due giorni potrebbe portare a una perdita di tono muscolare. In genere invece se si usa molto la voce, ad esempio per più di un'ora continuativa, fare delle pause anche di soli 10 minuti permette al muscolo di recuperare e non accumulare fatica, che è ciò che predispone ai danni sulle corde vocali.

Ci sono anche regole o suggerimenti nell’alimentazione o nello stile di vita?

L’idratazione è fondamentale. Di solito consigliamo di assumere non meno di un litro e mezzo di acqua al giorno, ben distribuita durante il giorno. Questo ha l’obiettivo di tenere tutti i tessuti, compresi quelli delle corde vocali, ben idratati per la giornata successiva. Al contrario se i tessuti non sono ben idratati potrebbero non funzionare più correttamente: questo predispone le corde vocali a fenomeni infiammatori che se si ripresentano continuamente aumentano il rischio di danni.

Proprio per questo agli artisti e ai professionisti della voce vengono consigliate anche pratiche di idratazione topica, che consistono nell’idratare direttamente le corde vocali attraverso le fosse nasali, respirando vapori umidi a temperatura ambiente tramite aerosol oppure respirando per 10 minuti  direttamente su delle semplici garze sterili bagnate con soluzione fisiologica.

Non ci sono anche degli esercizi da fare?

Certo, per chi utilizza la voce per professione, proprio come fanno gli atleti, è molto importante prepararsi attraverso delle pratiche di riscaldamento vocale mirate alla performance che si deve intraprendere. Per una breve, circa 10 minuti, variando la frequenza, quindi la nota, sono sufficienti.

Quali sono i muscoli coinvolti nella voce?

Il "sistema voce" utilizza principalmente tre elementi (più uno). C'è il sistema respiratorio, il cui compito è far arrivare il flusso d'aria alle corde vocali, ovvero le strutture vibratili che producono il suono. Queste quando vengono raggiunge dall’aria, vibrano, producendo il suono. Il numero di vibrazioni al secondo produce il tono, ovvero la nota. Proprio come gli strumenti, il suono è amplificato da una cassa di risonanza, ovvero gli spazi presenti al di sopra delle corde vocali, che costituiscono il tratto vocale. Questi servono a produrre il timbro, ovvero l'impronta digitale della voce, ciò che distingue la voce di un individuo da quella di un altro, oltre che le consonanti e le vocali.

Qual è il quarto elemento?

Anche il sistema nervoso centrale svolge un ruolo fondamentale perché controlla il cambiamento delle tre componenti. Quindi la salute della voce dipende dalla salute di tutti questi sistemi, non solo delle corde vocali.

In occasione di un grande evento, come Sanremo, queste pratiche cambiano o la prassi rimane la stessa?

Le pratiche di riscaldamento e defaticamento non sono uguali per tutti e per tutte le situazioni, ma vanno personalizzate in base all'evento. Se devo fare un concerto di due ore in un'arena, il riscaldamento sarà diverso rispetto a un'esibizione acustica di pochi brani in una stanza piccola. Paradossalmente, dato che il riscaldamento è già una pratica muscolare intensa, più l'evento è lungo, minore deve essere il riscaldamento, per evitare di arrivare al concerto con il sistema già affaticato.

Cambia anche in base al genere di musica?

Certo perché in base al genere varia anche il carico vocale e gli obiettivi richiesti.  Un cantante jazz lavorerà, in genere, più sugli aspetti articolatori, mentre a chi viene richiesto un range estensivo molto ampio lavorerà sulla flessibilità del muscolo cricotiroideo, che tende le corde vocali.

Ad esempio chi fa rap lavora molto di più sull'articolazione e sulla velocità di eloquio, è quindi è un po' più simile a un lavoro che si fa con un attore. Paradossalmente il carico vocale di un rapper è quasi maggiore di quello di un cantante pop. Quindi con questo tipo di cantanti si lavora molto su labbra, lingua, motilità della mandibola, e si evitano riscaldamenti prolungati per non sovraccaricare il sistema.

Quali sono le figure professionali che si occupano della salute della voce di un cantante?

È un lavoro di équipe che coinvolge diversi professionisti, ognuno con un ruolo diverso. Se c'è una difficoltà vocale che dura più di 10-15 giorni, il primo a cui rivolgersi è il medico foniatra, che è un po' il case manager. L'équipe è poi composta da un riabilitatore, ovvero il logopedista, e l'insegnante di canto, che lavora sull'aspetto pedagogico per mettere in pratica tutto il lavoro fatto con il logopedista ai fini della performance artistica.

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