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28 Ottobre 2022
18:49

Risolto dopo 26 anni un mistero del Titanic (ed è una scoperta meravigliosa)

Nel 1996 sul sonar di un sottomarino apparve un misterioso segnale nei pressi del relitto del Titanic. Oggi, grazie a una spedizione, sappiamo di cosa si tratta.
A cura di Andrea Centini
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Nel 1996, durante un'immersione nel sito in cui è affondato il Titanic, al largo dell'isola di Terranova nell'Oceano Atlantico settentrionale, il sonar di un sommergibile rilevò qualcosa di anomalo nei pressi del colossale transatlantico. Un “blip” misterioso apparso sul monitor di Paul Henry Nargeolet, avventuriero ed esperto pilota di sottomarini che per decenni ha studiato il relitto più famoso del mondo (oggi visibile in straordinarie immagini 8K grazie a una recente spedizione). L'oggetto rilevato dal sonar era enorme, con una forma paragonabile a quella della nave affondata dal famigerato iceberg. Avrebbe potuto essere un altro relitto, una formazione geologica o chissà cos'altro. Il mistero è rimasto tale fino a quest'anno, quando la società di ricercatori ed esploratori degli abissi OceanGate Expeditions – la stessa che ha filmato il Titanic ad altissima risoluzione – ha deciso di indagare a fondo. Ecco cosa è stato scoperto.

Titanic. Credit: OceanGate Expeditions
Titanic. Credit: OceanGate Expeditions

Grazie a un piccolo sommergibile gli avventurieri si sono avvicinati al luogo di origine del misterioso blip, trovandosi innanzi uno spettacolo meraviglioso e inaspettato: una barriera corallina incontaminata su una grande formazione basaltica, completamente sconosciuta agli scienziati. Vicino al Titanic c'è un ecosistema denso e pullulante di vita, ricchissimo di vertebrati e invertebrati. Nargeolet (che ha partecipato alla spedizione) e i colleghi hanno potuto ammirare coralli di varie specie, forme e colori, oltre a spugne, crostacei, pesci e molti altri organismi marini affascinanti. La barriera è un vero e proprio mondo perduto a 2.900 metri di profondità, a due passi dallo straordinario ecosistema che si è sviluppato sulla barriera artificiale offerta dai tronconi del Titanic. Il confronto della biodiversità dei due ecosistemi limitrofi è uno dei progetti di ricerca più intriganti avviati dopo la scoperta.

“Questa scoperta migliorerà il modo in cui pensiamo alla biodiversità degli abissi. Le formazioni vulcaniche apparentemente basaltiche sono notevoli e siamo stupiti dalla diversità e dalla densità di spugne, coralli bambù, altri coralli di acqua fredda, aragoste e pesci che prosperano a 2900 metri di profondità nell'Oceano Atlantico settentrionale”, ha dichiarato in un comunicato stampa il professor Steve W. Ross, ricercatore presso il Center for Marine Science dell'Università della Carolina del Nord e membro di OceanGate Expeditions. “Non sapevamo cosa avremmo scoperto. Sul sonar, questo avrebbe potuto essere qualsiasi altra cosa, incluso un potenziale altro naufragio. Ho cercato a lungo la possibilità di esplorare questo grande oggetto apparso sul sonar tanto tempo fa. È stato fantastico esplorare quest'area e trovare questa affascinante formazione vulcanica brulicante di così tanta vita”, gli ha fatto eco un entusiasta PH Nargeolet.

Grazie al sommergibile gli scienziati hanno raccolto un gran numero di dati, foto e video che saranno analizzati a fondo nei prossimi mesi. Sono stati raccolti anche campioni di acqua da diverse zone dell'ecosistema, che attraverso l'analisi del DNA permetteranno di determinare quali specie vivono e frequentano il mondo perduto. La formazione basaltica è stata chiamata col nome provvisorio di Nargeolet-Fanning Ridge, in omaggio allo scopritore del “blip” nel 1996 e a Oisín Fanning, un veterano delle missioni di OceanGate Expeditions.

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