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Le foto del pesce liocorno spiaggiato in Sicilia: era ancora vivo, ma non ce l’ha fatta. Sarà esposto in un museo

Il biologo marino e divulgatore scientifico Carmelo Isgrò ha mostrato su Facebook il corpo di un rarissimo e sfortunato pesce liocorno, che si è spiaggiato lungo la costa di Milazzo in Sicilia. Si tratta di una creatura abissale, della quale si hanno pochissime segnalazioni per il Mar Mediterraneo. Il corpo si trova presso un laboratorio per le analisi di rito, poi verrà trasferito in un museo.
A cura di Andrea Centini
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Il pesce liocorno spiaggiato a Milazzo. Credit: Carmelo Isgrò
Il pesce liocorno spiaggiato a Milazzo. Credit: Carmelo Isgrò

Su una spiaggia di Milazzo, comune di circa 30.000 anime in provincia di Messina (Sicilia), è stato ritrovato un pesce liocorno (Lophotus lacepede), un raro pesce abissale appartenente alla famiglia dei Lofotidi (Lophotidae). Sono pesci dal lungo corpo argenteo, schiacciato lateralmente e nastriforme, adornato da una splendida cresta e da una struttura appuntita sul capo che richiama il corno del mitologico unicorno (liocorno è un antico sinonimo). Un’altra caratteristica affascinante sono gli enormi occhi che occupano un’ampia percentuale della testa; sono un adattamento evolutivo alla vita di profondità, dove la luce è scarsa o completamente assente (quella visibile filtra fino a circa 200 metri, mentre queste affascinanti e misteriose creature vivono anche in abissi di 1.000 metri).

A descrivere su Facebook il ritrovamento di questo sfortunato e meraviglioso pesce è stato Carmelo Isgrò, biologo marino, divulgatore scientifico e direttore del MuMa – Museo del Mare di Milazzo, volto noto anche della televisione. Il ricercatore ha scritto che il pesce è stato trovato sulla spiaggia del Circolo del Tennis e della Vela Milazzo, davanti al suo centro immersioni. A segnalare la presenza dell’animale “il giovanissimo Alessandro Magistri e Gianni D’Angelo”, che hanno avvistato tempestivamente il biologo marino. Quando è arrivato, il pesce era ancora vivo, ma tutti i tentativi di salvarlo rimettendolo in acqua sono stati vani. Nel suo post ha anche spiegato che il pesce liocorno ha spruzzato un copioso getto di liquido da una sacca. Si tratta di un meccanismo di difesa non troppo dissimile da quello di polpi e seppie; la sacca si trova vicino alla cloaca e, quando il pesce si sente minacciato, rilascia con forza dell’inchiostro in grado di disorientare potenziali predatori.

Come spiegato dal dottor Isgrò in un video successivo, è abbastanza raro poter vedere un pesce liocorno così bene su una spiaggia. L'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) spiega che per l'Italia sono note pochissime segnalazioni, pertanto la specie è valutata come come "Carente di Dati (DD) perché non si hanno dati sulla consistenza e la tendenza delle popolazioni nelle acque italiane".

Il biologo marino ha evidenziato che il pesce “presenta un corpo allungato e nastriforme che si rastrema verso la coda, una pinna dorsale rossa che si estende per quasi tutta la lunghezza del corpo composta da raggi flessibili, mentre la pinna anale e la caudale sono piccolissime; gli occhi sono enormi per adattarsi all’oscurità delle profondità e i denti, disposti su tre file, sono conici, appuntiti e irregolari, perfetti per catturare piccoli organismi pelagici.

Tra i dettagli che ha mostrato, oltre al corno e alla bellissima cresta rossastra che percorre tutto il corpo, anche i grandissimi occhi. Questo pesce, infatti, “deve vedere anche dove non arriva la luce, tra i 300 e i 1.000 metri”, evidenzia lo scienziato. Sebbene in inglese il pesce liocorno venga chiamato pesce remo crestato (crested oarfish), non è strettamente imparentato con il pesce remo o re di aringhe (Regalecus glesne), che pur essendo somigliante appartiene alla famiglia dei Regalicidi (Regalicidae). Il pesce remo è il più lungo pesce osseo al mondo – può raggiungere e superare i 7 metri – e può arrivare a un peso di 200 chilogrammi. Vive anch’esso tra i 200 e i 1.000 metri di profondità. Il pesce remo è noto anche per la leggenda metropolitana (molto virale sul web) secondo cui i suoi spiaggiamenti sarebbero associati a potenziali catastrofi naturali come fortissimi terremoti e tsunami, ma chiaramente si tratta di una bufala.

Non è noto se anche il pesce liocorno sia associato a simili dicerie, ciò che è certo è che l’esemplare che si è spiaggiato a Milazzo è stato prontamente trasferito alla Stazione Zoologica Anton Dohrn di Messina (SZN), dove il dottor Isgrò sta conducendo tutte le analisi di rito assieme a Pietro Battaglia. Dopo gli studi, l’esemplare verrà preparato per essere esposto presso il Museo della Fauna dell’Università degli Studi di Messina e il MuMa – Museo del Mare di Milazzo diretto proprio dal dottor Isgrò. Qui è presente lo scheletro dello sfortunato capodoglio Siso, un giovane maschio che nel 2017 rimase ucciso a causa di una rete da pesca fantasma, tra le principali minacce – assieme alla plastica – per questi meravigliosi cetacei.

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