Primo rientro anticipato dalla Stazione Spaziale, Mike Fincke rivela: “Il problema di salute riguardava me”

Il primo rientro anticipato dalla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) per motivi di salute è stato legato alle condizioni di salute di Mike Fincke. L’astronauta della NASA ha confermato di essere stato lui il membro della Crew-11 che, il 7 gennaio 2026, ha avuto un problema medico a bordo della stazione orbitale, portando la NASA alla storica decisione di anticipare il rientro sulla Terra.
La dichiarazione è contenuta in un comunicato diffuso dalla NASA su richiesta dello stesso Fincke:
Il 7 gennaio, mentre ero a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, ho avuto un problema medico che ha richiesto l'immediata attenzione dei miei incredibili compagni di equipaggio. Grazie alla loro rapida risposta e alla guida dei nostri medici di volo della NASA, le mie condizioni si sono rapidamente stabilizzate.
Dopo ulteriori valutazioni, la NASA ha stabilito che la soluzione più sicura fosse un rientro anticipato per la Crew-11: non un'emergenza, ma un piano attentamente coordinato per poter sfruttare le avanzate tecnologie di imaging medico non disponibili sulla stazione spaziale. Il 15 gennaio, siamo atterrati al largo di San Diego dopo una straordinaria missione durata cinque mesi e mezzo.
Sono profondamente grato ai miei compagni della Expedition 74 – Zena Cardman, Kimiya Yui, Oleg Platonov, Chris Williams, Sergey Kud-Sverchkov e Sergei Mikayev – così come all'intero team della NASA, a SpaceX e al personale medico dello Scripps Memorial Hospital di La Jolla, vicino a San Diego. La loro professionalità e dedizione hanno garantito un esito positivo.
Sto molto bene e continuo il ricondizionamento post-volo standard presso il Johnson Space Center della NASA a Houston. Il volo spaziale è un privilegio incredibile e a volte ci ricorda quanto siamo umani. Grazie a tutti per il vostro supporto.
Perché è stato deciso il rientro anticipato della Crew-11
Il rientro anticipato della Crew-11 non è stato determinato da una situazione di emergenza, ma da una valutazione medica prudenziale. Dopo la stabilizzazione delle condizioni di Fincke a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, i medici di volo della NASA hanno ritenuto più sicuro riportare l’intero equipaggio sulla Terra per consentire accertamenti diagnostici avanzati.
Sulla ISS sono disponibili strumenti medici e sistemi di monitoraggio, ma alcune tecnologie di imaging e analisi clinica sono accessibili solo a terra. Proprio questo aspetto aveva già sollevato interrogativi nei giorni successivi al rientro, quando si era parlato dello strumento medico utilizzato in orbita e dei suoi limiti operativi.
Il 15 gennaio la Crew-11 è ammarata nell’Oceano Pacifico, al largo della costa di San Diego, chiudendo una missione durata cinque mesi e mezzo. Anche in quell’occasione la NASA aveva confermato che il ritorno anticipato era legato a un imprevisto medico a bordo, precisando però che l’identità dell’astronauta coinvolto non sarebbe stata resa pubblica per motivi di privacy.
Ora, con la sua dichiarazione pubblica, Mike Fincke — comandante della Expedition 74 al momento della missione — dà un volto al primo rientro anticipato dalla Stazione Spaziale Internazionale per motivi di salute, trasformando un episodio rimasto anonimo in una vicenda raccontata in prima persona.