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Perché le banane rischiano di diventare sempre più care

La varietà Cavendish, la più diffusa nei mercati globali, è minacciata da una malattia fungina che sta spazzando via le piantagioni dei principali produttori mondiali.
A cura di Valeria Aiello
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Le banane della varietà Cavendish, le più diffuse nei mercati globali, rischiano di diventare sempre più rare, e quindi costose. La loro coltivazione è minacciata da un’infezione, chiamata malattia di Panama, causata dal fungo Fusarium tropical race 4 (TR4), un ceppo che uccide le piante ostruendo il loro sistema vascolare. Inizialmente identificato in Australia, il fungo si è diffuso in India e Cina, Medio Oriente ed Africa, e più recentemente è stato rilevato in Sud America, dove sta spazzando via intere piantagioni. L’epidemia, avvertono gli esperti, potrebbe far salire i prezzi delle banane a livello globale.

Ciò che sta accadendo alle banane Cavendish si è già verificato con un’altra popolare varietà di banane, la Gros Michel (conosciuta anche come Big Mike), che nella prima metà del secolo scorso era la prevalente. Un precedente ceppo del Fusarium TR4, il tropical race 1 (TR1), ha infatti completamente decimato le piantagioni di banane Gros Michel, costringendo i produttori a cercare una nuova varietà. “La Cavendish divenne la principale banana d'esportazione, sostituendo la Gros Michel perché immune al TR1ha spiegato a Insider il professor James Dale, scienziato agrario a capo del programma di biofortificazione delle banane presso la Queensland University of Technology di Brisbane, in Australia.

A distanza di quasi un secolo, la storia sembra ripetersi. Ma, rispetto ad allora, gli scienziati stanno cercando di salvare le banane Cavendish, lavorando su varietà di Cavendish resistenti al TR4 e sostituti resistenti. In particolare, Dale e i suoi colleghi hanno sviluppato una varietà di Cavendish geneticamente modificata, chiamata QCAV-4, che non viene intaccata dal Fusarium TR4, mentre un altro team di ricerca, guidato da scienziati dell’Università di Cambridge, sta esplorando l’innesto come possibile soluzione. Un gruppo di ricerca del Taiwan Banana Research Institute sta invece tentando una forma di selezione naturale al fine di ottenere le piante resistenti al TR4 senza ricorrere a modificazioni genetiche.

Secondo i patologi vegetali, prima che l’impatto del Fusarium TR4 sia drastico, trascorrerà almeno un decennio. “Abbiamo il tempo di arrivare a una soluzione prima che il mercato delle esportazioni di Cavendish venga gravemente compromesso” ha aggiunto il professor Dale. Altri esperti sono però meno fiduciosi nel raggiungimento di una soluzione basata su varietà di Cavendish resistenti, ritenendo che il rimedio più a breve termine sia sostituire l’attuale cultivar con una diversa varietà resistente al ceppo TR4, analogamente a quanto accaduto con la Gros Michel.

Nel lungo termine, una strategia utile potrebbe invece quella di diversificare la produzione, coltivando più varietà che, proprio perché geneticamente differenti, mostrano una diversa vulnerabilità alle malattie. “Ciò ridurrebbe anche la nostra dipendenza da un solo tipo di banana – ha affermato Dan Koeppel, autore del libro “Banana: il destino del frutto che ha cambiato il mondo” – . Le mele sono un ottimo esempio (di questa strategia, ndr). In qualsiasi supermercato ne troviamo tra le cinque e le 30 varietà. Più sono geneticamente diverse, meno è probabile che siano tutte suscettibili a una stessa malattia”.

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