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21 Gennaio 2022
12:16

Perché la neve nel deserto del Sahara è uno spettacolo che preoccupa gli esperti

L’insolito evento sta diventando sempre più frequente nella città algerina di Ain Sefra, conosciuta come la “porta del deserto”: si tratta della quinta nevicata in quasi quarant’anni, la quarta in meno di un decennio.
A cura di Valeria Aiello
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Per la quinta volta in quasi quarant’anni, la quarta in meno di un decennio, la neve è tornata a imbiancare le dune del deserto del Sahara, in uno spettacolo alquanto surreale. L’evento sta diventando sempre più frequente vicino alla città di Ain Sefra, nel nord-ovest dell’Algeria, una località che si trova nelle montagne dell’Atlante, a 1.000 metri sul livello del mare, conosciuta anche come “la porta del deserto”.

In quest’area, la temperatura massima media si aggira intorno ai 14° gradi nel mese di gennaio, mentre di notte la minima può scendere anche sotto lo zero, con minime record di -10,2 °C, sebbene le precipitazioni, specialmente quelle a carattere nevoso, siano “insolite ma non inaudite” secondo quanto affermato da un portavoce del servizio meterologico britannico a The Independent. Questo perché nel deserto di solito non c’è abbastanza umidità relativa. In precedenza, gli unici altri eventi di neve nel deserto del Sahara sono stati registrati nel 1979, 2017, 2018 e lo scorso anno.

Secondo un rapporto del DailyMail, il fenomeno è causato da sistemi ad alta pressione di aria fredda che si sono spostati via terra verso il deserto, causando un crollo delle temperature. Tali anticicloni tendono a raggiungere l’Arabia Saudita, sposandosi in senso orario al di fuori dell’Asia Centrale, raccogliendo umidità che si raffredda fino a formare la neve.

Sebbene sia difficile determinare l’impatto della crisi climatica sul singolo evento meteorologico, l’intensificarsi della loro frequenza preoccupa gli esperti. Secondo Roman Vilfand, capo del Servizio federale russo per l’idrometeorologia e il monitoraggio ambientale, precedentemente citato dall’agenzia di stampa statale russa TASS, i cambiamenti climatici potrebbero avere un ruolo nelle nevicate nel Sahara.

Tali situazioni, comprese le nevicate nel Sahara, la lunga ondata di freddo in Nord America, il clima molto caldo nella parte europea della Russia e le piogge prolungate che hanno provocato inondazioni nei paesi dell'Europa occidentale, si sono verificate più frequentemente – ha affermato l’esperto – . L’elevata ricorrenza di queste condizioni [meteologiche] estreme deriva dal riscaldamento globale. Non è solo il mio punto di vista, ma un’opinione condivisa dai membri del Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici.

Ad oggi, l’identificazione degli estremi climatici nella regione del Sahara è stata ostacolata anche dalla mancanza di dati e studi scientifici , come riportato nel 2018 dall’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), la principale autorità mondiale in materia di scienze del clima. Condizioni più calde e più asciutte e modelli meteorologici mutevoli legati alla crisi climatica in Africa significano che il deserto del Sahara sta crescendo di dimensioni a causa dell’aumento della desertificazione, sebbene i cambiamenti non si manifestino in modo uniforme tra le diverse regioni: questo significa che anche se le temperature aumentano in alcune aree, ci saranno anche eventi di grande freddo.

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