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Perché il bisfenolo A della plastica è più pericoloso per i bambini con autismo e iperattività

La principale via di eliminazione del bisfenolo A (BPA) è compromessa nei bambini con disturbi dello sviluppo neurologico, aumentando l’esposizione dei tessuti a questa pericolosa sostanza.
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A cura di Valeria Aiello
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L’esposizione al bisfenolo A (BPA), una sostanza chimica molto utilizzata nella produzione di plastiche per uso alimentare, è un problema per la salute delle persone di tutte le fasce di età e, soprattutto, per i bambini a cui è stato diagnosticato il disturbo dello spettro autistico (ASD) e il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD). La ragione di questo aumento del rischio risiede nel processo di disintossicazione mediato dal nostro organismo, chiamato glucuronidazione, che permette di eliminare le tossine dal sangue attraverso l’urina.

Nei bambini con ASD e ADHD, questo processo è risultato compromesso in termini di efficienza, come scoperto dai ricercatori della Rowan University e della Rutgers University negli Stati Uniti che, in un nuovo studio pubblicato su Plos One, hanno rilevato che la minore efficienza della glucuronidazione può aumentare l’esposizione dei tessuti a questa pericolosa sostanza e, di conseguenza, i rischi per la salute ad essa associati.

Cos’è il bisfenolo A e dove si trova

Il bisfenolo A (BPA) è una sostanza chimica impiegata principalmente nella produzione di policarbonato (PC), un tipo di plastica trasparente e rigida utilizzata anche per la realizzazione di contenitori per la conservazione degli alimenti e bottiglie per bevande riutilizzabili. Altri usi in campo non alimentare, vanno dalla carta termica degli scontrini alle resine epossidiche impiegate in edilizia, oltre alla produzione di rivestimenti protettivi di metalli (ad esempio per lattine e vasche).

Oltre ad essere già considerato un interferente endocrino, il bisfenolo A è sospettato di essere associato a cancro, infertilità, diabete e obesità, e sembra svolgere un ruolo chiave nello sviluppo di infiammazioni polmonari allergiche e malattie autoimmuni. Il bisfenolo A può essere rilasciato dai recipienti agli alimenti e bevande che contengono, pertanto la sostanza può contaminare i cibi, migrando dagli imballaggi alimentari agli alimenti.

Cosa dice il nuovo studio

La nuova ricerca, che ha esaminato tre gruppi di bambini (66 con autismo, 46 con ADHD e 37 neurotipici) ha evidenziato che i bambini con ASD e ADHD non riuscivano a eliminare il BPA e un altro composto simile, chiamato di-2-etilesilftalato (DEHP), con la stessa efficienza degli altri bambini, portando a una potenziale esposizione prolungata a queste sostanze. “La disintossicazione di questi due plastificanti è compromessa nei bambini con ASD e ADHD – scrivono i ricercatori nello studio – . Di conseguenza, i loro tessuti sono più esposti a questi due plastificanti”.

Nel caso del BPA, la differenza in termini di disintossicazione è stata statisticamente significativa: l’efficienza del processo di eliminazione è risultata ridotta di circa l’11% nei bambini con ASD e del 17% nei bambini con ADHD, rispetto al gruppo di bambini di controllo. Anche il DEHP ha mostrato tendenze simili, ma non significative.

I bambini con ASD e ADHD sono clinicamente e metabolicamente diversi ma condividono una riduzione nell’efficienza della disintossicazione sia per il BPA sia per il DEHP – hanno concluso gli studiosi – . Per il BPA, le riduzioni sono state statisticamente significative”.

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