Per la prima volta un whisky verrà invecchiato nello spazio: “Avrà sapori molto decisi”
Whisky distillato e invecchiato direttamente nello spazio, per valutare come la microgravità modifichi la sua evoluzione chimica: è l’ambizioso progetto di un team di ingegneri scozzesi e giapponesi, che si apprestano a lanciare un whisky dove nessun altro è mai arrivato. L’Oro di Scozia verrà infatti fermentato e distillato in orbita, maturando fino a cinque anni a bordo di un satellite CubeSat.
Sempre in orbita, verrà monitorato anche un frammento di legno della botte, per capire come reagirà alle rapide variazioni di temperatura estreme, sia calde sia fredde, mentre viaggerà attorno alla Terra in cicli di 90 minuti. Secondo il dottor Gilles Bailet della James Watt School of Engineering dell’Università di Glasgow, a capo del progetto, i ripetuti sbalzi di temperatura potrebbero accelerare il processo di maturazione del whisky, che avrà “sapori molto decisi” proprio a causa del suo insolito viaggio.
Il primo whisky invecchiato nello spazio: come verrà prodotto
Il progetto, frutto di una collaborazione tra ricercatori scozzesi e del Kyushu Institute of Technology in Giappone, invierà in orbita campioni di mosto ottenuto mescolando orzo con acqua e lievito. Il lievito scomporrà gli zuccheri presenti nell’orzo, producendo etanolo come sottoprodotto. Il sistema sviluppato dal team dimostrerà come l’etanolo, che svolge un ruolo nella produzione di molti farmaci, possa essere estratto in orbita, mentre il distillato verrà studiato durante il suo invecchiamento.
Il lancio del CubeSat che ospiterà l’esperimento, denominato “Space Puffin”, è previsto nel 2028 nell’ambito di una missione di rifornimento di SpaceX verso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS), durante la quale verrà rilasciato in orbita dal modulo giapponese della stazione.
Un componente chiave del sistema, che i ricercatori chiamano “lingua nanofotonica”, sarà un sensore miniaturizzato che sfrutterà le proprietà ottiche dell’oro e dell’alluminio per analizzare rapidamente la composizione chimica del whisky e individuare eventuali cambiamenti.
Questa “lingua” verrà impiegata anche per monitorare come il legno di botte risponderà all’ambiente orbitale. Il team prevede che il legno “respiri” molto più velocemente di quanto potrebbe mai fare sulla Terra, aprendo potenzialmente una strada completamente nuova per studiare, e persino accelerare, il processo di maturazione.