Oggi 13 aprile pioggia di detriti spaziali sull’Italia alle 05:44: ipotesi razzo cinese

Alle 05:44 di oggi, lunedì 13 aprile 2026, i cieli del Centro e in particolar modo del Sud Italia sono stati illuminati da una serie di spettacolari scie luminose, compatibili con la distruzione di detriti spaziali a causa dell'attrito con l'atmosfera terrestre. Come indicato dal portale Astronomitaly, sarebbero stati uditi anche dei boati nei cieli della Puglia. La distanza significativa fra le diverse località in cui è stato avvistato il fenomeno, da Venafro in provincia di Isernia (Molise) a Faeto in provincia di Foggia (Puglia), passando per Napoli (CampanIa), indica che l'oggetto si trovava molto in alto quando è avvenuta la frammentazione per ablazione. Si tratta di quel processo che, a causa dell'elevata velocità con cui gli oggetti entrano dallo spazio, determina un'estrema compressione dell'aria innanzi ad essi con aumento della temperatura a migliaia di gradi: ciò comporta fusione, vaporizzazione e frammentazione. È lo stesso fenomeno che dà vita alle meteore (le cosiddette stelle cadenti) e ai bolidi quando sono coinvolti “sassolini” spaziali. In questo caso, la pioggia di detriti visibili in vari video, in particolar modo in quello di Giuseppe Feniello condiviso dalla pagina di divulgazione scientifica “Chi ha paura del buio?”, è compatibile con la distruzione di componenti di un veicolo spaziale. E ci sarebbe già un indiziato molto probabile: il secondo stadio di un razzo cinese.
I sospetti sono concentrati sul razzo Kinetika-2 (Lijian-2), sviluppato dagli ingegneri di CAS Space, una costola dell’Accademia Cinese delle Scienze. Il razzo, protagonista del suo volo inaugurale, è stato lanciato a mezzanotte del Tempo Coordinato Universale – UTC di lunedì 30 marzo 2026 (le 02:00 del 31 marzo in Italia) dal Jiuquan Satellite Launch Center (JSLC) sito in Cina, nel contesto della missione spaziale Xinzhengcheng 02 legata al prototipo di navicella spaziale cargo “Qingzhou”. Il secondo stadio del razzo Kinetika-2 è designato dal North American Aerospace Defense Command (NORAD) con in nome in codice di ZK-2 R/B (ID 68413). Stando alle indicazioni fornite dall'azienda specializzata Aerospace, il rientro di questa componente del razzo era atteso per le 01:15 UTC del 13 Aprile (le 03:15 ora italiana), con un margine di errore di più o meno 13 ore. Quindi siamo pienamente nella finestra temporale.
A rendere ancor più credibile il coinvolgimento del razzo cinese il fatto che la traiettoria del rientro di ZK-2 R/B, come mostra l'immagine sottostante, attraversava proprio l'Italia centro-meridionale, dove è stata osservata la pioggia di detriti poco prima delle 06:00 di stamattina. L'ipotesi è stata accreditata anche dal portale Passione Astronomia. È verosimile immaginare che l'attrito con l'atmosfera terrestre abbia distrutto completamente il secondo stadio del razzo Kinetika-2, sebbene non si possa escludere che alcuni frammenti possano aver raggiunto la superficie terrestre.

Ciò che è che certo è che le immagini condivise sui social network mostrano stupore e anche un pizzico di preoccupazione da parte di chi le ha filmate. Il fenomeno, oltre a evidenziare numerose scie brillanti tinte di giallo e rosso, similmente ad alcuni rientri da “Armageddon” del razzo Falcon 9 e della Starship di SpaceX, è stato visibile anche a lungo, molto più di un'effimera fiammata lasciata dai bolidi e altri eventi naturali. Recentemente il rientro di alcuni frammenti di un asteroide sui cieli della Germania – dei quali uno ha centrato e danneggiato una casa – ha persino fatto temere ad alcuni che fosse coinvolto un missile iraniano, alla luce del conflitto nel Golfo (attualmente è in corso una precaria tregua, a seguito del primo colloquio fallito tra Stati Uniti e Iran a Islamabad).
In genere questi rientri sono tanto spettacolari quanto “innocui” da osservare, tuttavia sono lo specchio della quantità enorme di spazzatura spaziale che affligge l'orbita terrestre. Si tratta di un problema che, oltre a poter innescare la temuta “Sindrome di Kessler” con contestuale fine dell'esplorazione spaziale, può sfociare in inquinamento significativo e disturbo degli studi astronomici e astrofisici. Senza dimenticare i possibili rischi per chi è sulla Terra. Nel 2033 cadrà in modo incontrollato anche il famosissimo Telescopio Spaziale Hubble; la NASA ha già calcolato il numero di potenziali vittime che potrebbe causare nel caso in cui i suoi detriti dovessero precipitare su un'area densamente popolata.