Nuova eclissi solare il 17 febbraio 2026, dove sarà visibile l’anello di fuoco

Poco dopo le 13:00 ora italiana di martedì 17 febbraio si verificherà una magnifica eclissi solare, la prima del 2026. A rendere il fenomeno ancor più spettacolare, il fatto che si tratterà di un'eclissi di Sole anulare, caratterizzata dalla comparsa dell'affascinante anello di fuoco nel cielo. L'evento al massimo del suo splendore sarà purtroppo visibile soltanto in un luogo remoto dell'Antartide, mentre il fenomeno parziale si manifesterà nei cieli di parte dell'Africa meridionale – Madagascar compreso – e nell'estrema punta meridionale dell'America latina, tra Cile e Argentina. Visibilità parziale anche sulle Isole sub-antartiche – come Georgia del Sud e Isole Sandwich Australi – e in porzioni meridionali degli oceani Pacifico e Atlantico. Al momento non sono state annunciate dirette streaming a copertura dell'eclissi, molto probabilmente a causa della posizione remota e inaccessibile del Polo Sud in cui si manifesterà l'anello di fuoco. Potremo comunque rifarci fra non molto: il 12 agosto di quest'anno, infatti, potremo ammirare una splendida eclissi di Sole anche in Italia, con punte di oscuramento di oltre il 90 percento nelle regioni settentrionali.
Come indicato dal portale specializzato timeanddate.com, l'eclissi solare anulare del 17 febbraio avrà inizio alle 10:56 ora italiana, quando la Luna inizierà a “rosicchiare” il disco solare. La totalità sarà raggiunta alle 12:42 nella prima località coinvolta dal fenomeno, mentre il massimo dell'eclissi con l'anello di fuoco è atteso per le 13:12. L'eclissi totale terminerà alle 13:41, mentre la fine della fase parziale è prevista per le 15:27. Poiché il fenomeno coinvolgerà luoghi completamente disabitati o comunque scarsamente popolati, si calcola che appena il 2,17 percento della popolazione mondiale (176 milioni di persone) potrà assistere a una qualsiasi fase dell'eclissi del 17 febbraio 2026. Appena lo 0,03 percento (2,3 milioni di persone) potrà assistere al 30 percento di oscuramento del disco solare, mentre il resto dell'evento – la parte più spettacolare – praticamente non la potrà vedere nessuno. Qui di seguito è possibile osservare la mappa della visibilità dell'eclissi anulare messa a punto da timeanddate (più il colore è scuro, maggiore è la visibilità dell'eclissi).

È interessante notare che gli scienziati impiegati nelle stazioni di ricerca antartiche in genere se ne vanno proprio entro la fine di febbraio o al massimo all'inizio di marzo, ovvero alla fine dell'estate australe, a causa del significativo peggioramento delle condizioni meteo. Ad esempio, recentemente i ricercatori del British Antarctic Survey (BAS) hanno creato e filmato un enorme buco di 1.000 metri nel ghiacciaio Thwaites, noto come “Ghiacciaio dell'Apocalisse”; purtroppo hanno perso gli strumenti e non hanno potuto fare un altro tentativo proprio perché era giunto il momento di tornare al sicuro. Alla luce di questa situazione, è verosimile immaginare che non ci saranno nemmeno studiosi a riprendere il fenomeno con telefonini e fotocamere. La speranza è che ci sia almeno qualche webcam fissata in punti strategici a raccogliere le immagini del fenomeno astronomico.
Ricordiamo che le eclissi di Sole totali (e anulari) si verificano quando il Sole, la Luna e la Terra sono perfettamente allineati, condizione necessaria affinché il disco del satellite naturale passi innanzi a quello solare, coprendolo. Il fenomeno, inoltre, produce un cono d'ombra che non oscura totalmente la faccia diurna del nostro pianeta, ma genera una sorta di striscia a forma di S che passa solo su una ridotta percentuale di territori. Non a caso si calcola che in media un'eclissi solare totale si verifica nello stesso luogo ogni 373 anni. Il motivo per cui a volte il disco lunare non copre totalmente il Sole, ma ne lascia una parte visibile dando vita all'anello di fuoco, risiede nella distanza della Luna, che non è fissa rispetto alla Terra. La compagna della Terra, infatti, orbita in media a 384.000 chilometri da noi, ma può essere anche molto più vicina (perigeo) a circa 360.000 km o più lontana (apogeo) a oltre 400.000 nel corso del mese lunare. Se è prossima all'apogeo, la dimensione apparente del disco lunare non è sufficiente a coprire il Sole, da qui la comparsa del bellissimo anello di fuoco.