Monossido di carbonio: da dove esce, come ci si accorge e i sintomi da non sottovalutare

Il monossido di carbonio è un gas incolore e inodore che può accumularsi negli ambienti chiusi senza essere percepito. Capire da dove esce, come ci si accorge della sua presenza e quali sintomi non vanno sottovalutati è fondamentale, perché un’esposizione anche breve può avere conseguenze gravi e provocare la morte per avvelenamento.
A riportare l’attenzione su questo rischio sono le recenti vicende di cronaca, come la morte di un’intera famiglia a Lucca e altri casi di intossicazione avvenuti in abitazioni private e in luoghi pubblici, tra cui un asilo nido a Milano. In Italia, ogni anno, il monossido di carbonio è responsabile di circa 6mila casi di intossicazione ed è una delle cause più frequenti di avvelenamento domestico, soprattutto nei mesi invernali.
Proprio per il suo carattere subdolo, il monossido di carbonio è spesso definito un “killer silenzioso”: come ricordano i Centers for Disease Control and Prevention, è un gas insidioso, che può causare avvelenamenti anche gravi, senza dare segnali immediatamente riconoscibili. I sintomi iniziali dell’esposizione, come mal di testa, nausea, vertigini e senso di debolezza, possono essere confusi con quelli di altre condizioni o non essere avvertiti durante il sonno, rendendo difficile accorgersi del pericolo in tempo.
Per questo è essenziale riconoscere i segnali di allarme e sapere come e dove il gas si genera, tenendo conto che la protezione più efficace passa dalla corretta ventilazione degli ambienti e dall’uso di rilevatori di monossido di carbonio, soprattutto in presenza di caldaie, stufe, camini e altri apparecchi a combustione.
Come si forma il monossido di carbonio
Il monossido di carbonio (CO) è un gas che si forma durante una combustione incompleta, tipica delle situazioni in cui l’ossigeno è insufficiente, di materiali contenenti carbonio, come gas, legna, pellet, carbone o carburanti. Può essere prodotto, ad esempio, da caldaie, stufe, camini, scaldabagni a gas, fornelli o motori a combustione accesi in ambienti chiusi o poco ventilati.
Come riportato dal Ministero della Salute, il monossido di carbonio è un gas tossico che può raggiungere concentrazioni elevate negli ambienti chiusi in assenza di un’adeguata ventilazione, con effetti potenzialmente molto gravi per l’organismo. La presenza del gas non indica necessariamente un guasto improvviso: spesso è legata a manutenzione carente, canne fumarie ostruite, prese d’aria chiuse o utilizzo improprio degli apparecchi.

Come ci si accorge del monossido di carbonio
Accorgersi del monossido di carbonio non è semplice, perché non stimola i sensi. Non ha odore e non provoca irritazioni immediate, a differenza di altri gas. L’esposizione non viene quindi percepita direttamente dall’ambiente, ma si manifesta solo attraverso le condizioni delle persone.
L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) evidenzia che l’esposizione può avvenire senza che ce ne si renda conto, proprio perché il gas è invisibile e impercettibile. Un elemento che può far sorgere il sospetto è il malessere simultaneo di più persone nello stesso ambiente. Esistono anche alcuni indizi indiretti che possono suggerire un problema di combustione o di ventilazione, come condensa anomala, tracce di fuliggine o un comportamento irregolare delle fiamme negli apparecchi a gas.
Tutti questi segnali non permettono tuttavia un riconoscimento affidabile del rischio, per cui gli esperti raccomandano l’installazione di rilevatori di monossido di carbonio, strumenti in grado di segnalare la presenza del gas prima che compaiano effetti sulla salute.
I sintomi del monossido di carbonio
I sintomi dell’intossicazione da monossido di carbonio possono essere inizialmente lievi e aspecifici, ma rappresentano un vero segnale di allarme. L’ISS indica tra i più comuni:
- mal di testa
- vertigini
- debolezza
- nausea
- vomito
- stato confusionale
Altri sintomi possono includere difficoltà di respiro, aumento della frequenza cardiaca, difficoltà di coordinare i movimenti, confusione mentale. Anche i Centers for Disease Control and Prevention evidenziano che questi segnali sono tipici dell’intossicazione da CO, indicando che possono peggiorare rapidamente se l’esposizione continua, provocando perdita di coscienza e morte.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità sottolinea inoltre che gli effetti sulla salute dovuti alla formazione di carbossiemoglobina nel sangue, che compromette la capacità di trasporto dell'ossigeno, un meccanismo che spiega perché anche concentrazioni elevate per periodi relativamente brevi possano risultare pericolose.
In presenza di sintomi che possono far sospettare un’intossicazione da monossido di carbonio, non bisogna sottovalutare il malessere, soprattutto se coinvolge più persone o compare in ambienti chiusi. Poiché il gas non è percepibile direttamente, sono proprio questi segnali a costituire spesso l’unico indizio di un’esposizione in corso, e riconoscerli tempestivamente può essere determinante.