Mappamondo mostra cosa c’è agli antipodi, scavando in linea retta sotto i nostri piedi

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Il mappamondo che permette di scoprire cosa si trova agli antipodi. Credit: Martin Krpelan/throughearth.com
Sul portale throughearth.com c’è un mappamondo che permette di selezionare qualunque località della Terra e scoprire cosa si trova agli antipodi, cioè esattamente sul lato opposto. Ecco dove si sbuca dalle città italiane “scavando” attraverso il pianeta.

Se vi siete mai chiesti cosa si trova agli antipodi, ovvero sul lato opposto della Terra esattamente sotto i vostri piedi, c'è un sito con un bel mappamondo che può rispondere in modo efficace ed elegante alla vostra domanda. È infatti sufficiente inserire una qualsiasi città o coordinata nel menù a tendina di throughearth.com e trovarsi proiettati in una spettacolare animazione in prima persona, che scava attraverso tutti gli strati del nostro pianeta, fino a farci riemergere dall'altra parte. È possibile sfruttare anche la geolocalizzazione, indicando il punto esatto in cui ci si trova nel momento in cui si interagisce con l'interfaccia.

Una volta selezionata la località, la visuale sul mappamondo si allontana mostrando uno scorcio spaziale del nostro pianeta, non dissimile da quello delle splendide immagini pubblicate dagli astronauti della missione Artemis 2; a quel punto la telecamera si focalizza sul luogo prescelto e lo zoom inizia a tuffarsi verso la superficie terrestre, passando la crosta e dando vita a un affascinante “viaggio al centro della Terra”. L'animazione messa a punto da Martin Krpelan, consulente aziendale specializzato in automazione basata sull'IA, passa attraverso tutti gli strati del pianeta: crosta, mantello superiore, mantello inferiore, nucleo esterno e nucleo interno, proseguendo poi nello stesso ordine inverso fino a sbucare dalla parte opposta, completando il viaggio di 12.742 chilometri.

Una volta riemersi, il mappamondo mostra il luogo in cui si è arrivati e le coordinate. Nella maggior parte dei casi, il risultato sarà sempre lo stesso: oceano. Questo perché la superficie terrestre è occupata in gran parte da acqua. Dei circa 510 milioni di chilometri quadrati della superficie terreste, 361 milioni (71 percento) sono infatti composti da oceani, mari, laghi e altri bacini, mentre il restante 29 percento (149 milioni di chilometri quadrati) sono terre emerse. Come spiegato da Krpelan, solo il 15 percento delle terre emerse ha terraferma ai suoi antipodi; ciò corrisponde a meno del 5 percento della superficie complessiva. “Dalla maggior parte dell'Europa, del Nord America, dell'Africa e dell'India, si arriverebbe direttamente al mare”, spiega l'informatico.

Nei nostri test condotti con varie città italiane, siamo sempre finiti nell'Oceano Pacifico, a est della Nuova Zelanda. Esistono tuttavia alcune associazioni interessanti: dalla Spagna, ad esempio, si finisce proprio in Nuova Zelanda (Madrid è nei pressi dell'antipodo di Wellington); dall'arcipelago statunitense delle Hawaii si arriva in Botswana, in Africa, mentre da Taipei (Taiwan) si sbuca in Paraguay. Il caso più curioso riguarda Londra: dalla parte opposta si trovano le acque delle “Isole Antipodi” della Nuova Zelanda, così chiamate proprio perché appunto si trovano agli antipodi della Capitale inglese.

Evidentemente non riusciremo mai a scavare da parte a parte il nostro pianeta, considerando le pressioni e le temperature estreme con cui avremmo a che fare; basti pensare che il nucleo della Terra ha una temperatura di circa 5.400 °C, più o meno la stessa della superficie del Sole. Il buco più profondo realizzato fino ad oggi è il cosiddetto “pozzo superprofondo di Kola” (Kola Superdeep Borehole o Kolskaya sverkhglubokaya skvazhina in russo). Si trova nella Penisola di Kola nell'estremo nord-ovest della Russia e affonda per 12 chilometri, scavati nel corso di lunghi 20 anni e vari stop. Il progetto si è ufficialmente concluso nel 2008, ma il punto più profondo in assoluto fu raggiunto nel 1989. Come spiegato a IFLScience da Krpelan, l'idea di creare un mappamondo che permettesse di perforare la Terra da parte a parte è venuta dai suoi figli, che gli posero la domanda su dove sarebbero sbucati scavando una profondissima buca in linea retta.

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