Le foto del meraviglioso picchio nero, il più grande picchio d’Europa: “Il maschio ama farsi notare”

In Italia vivono poco meno di dieci specie di picchi (famiglia Picidae) e sono una più bella dell'altra. Tra le più amate da fotografi naturalisti e appassionati di birdwatching, come dimostrano le splendide foto di Claudia Mai che trovate nell'articolo, figura sicuramente il picchio nero (Dryocopus martius), che è anche il più grande picchio d'Europa. La Guida degli Uccelli d'Europa, Nord Africa e Vicino Oriente di Lars Svensson indica che questo uccello ha una lunghezza che può arrivare circa a mezzo metro negli esemplari più grandi, mentre l'apertura alare può sfiorare i 75 centimetri. Per fare un confronto, il ben più comune picchio verde (Picus viridis) ha una lunghezza massima di circa 35 centimetri per un'apertura alare di 50 centimetri. Di fatto, questo bellissimo uccello ha dimensioni paragonabili a quelle di una cornacchia grigia (Corvus cornix), sebbene leggermente inferiori. Il peso può superare i 300 grammi, evidenzia la Lipu.

Anche il piumaggio ricorda quello di corvidi alla stregua del corvo imperiale (Corvus corax), essendo – come suggerisce il nome comune – completamente nero, ad eccezione di un elegante dettaglio rosso sulla testa. Nel maschio la macchia rossa si estende per tutto il vertice, mentre nella femmina copre soltanto la metà posteriore della testa, sopra la nuca. A rendere l'aspetto del picchio nero ancor più affascinante vi sono gli occhi chiari, simili a quelli del sopracitato picchio verde, ma che risaltano ancor di più grazie al piumaggio color pece. La silhouette del picchio nero è robusta, il collo è stretto e la testa risulta slanciata grazie al lungo, appuntito e forte becco, di color grigio chiaro. Le zampe, grigie anch'esse, sono robuste e hanno artigli forti, che permettono a questo uccello di posarsi e spostarsi in verticale sugli alberi come fanno altri appartenenti alla famiglia dei picchi (ad eccezione del torcicollo, che è un picchio assai peculiare, come potete vedere e leggere in questo nostro articolo). A favorire questo comportamento anche le penne rinforzate della coda, che fungono da appoggio quando i picchi sostano in verticale, ad esempio per tambureggiare i tronchi col becco. I picchi neri prediligono gli alberi grandi – spesso morti o morenti – nei boschi maturi dove poter costruire il classico nido, che viene usato anche come dormitorio. Questi uccelli si nutrono prevalentemente di formiche.

Incontrare un picchio nero è ogni volta una grande emozione, come ci ha raccontato la fotografa naturalista Claudia Mai, autrice dei bellissimi scatti presenti nell'articolo. Ha avuto l'opportunità di osservare spesso degli esemplari in Piemonte, dove si trova una delle popolazioni più abbondanti d'Italia. “La vera ricchezza del mio paese, dal punto di vista naturalistico, è il Parco Naturale del Ticino, dove è possibile ammirare numerose specie di uccelli nel loro habitat naturale. Tra queste, una delle presenze più affascinanti è senza dubbio il picchio nero”, ha raccontato Claudia a Fanpage.it. “All’inizio – prosegue – non lo vedevo: sentivo soltanto un canto potente e risonante tra gli alberi. Col tempo, però, sono riuscita ad associare quel richiamo proprio a lui, imparando a riconoscerne la presenza ancora prima di scorgerlo.” La fotografa ci ha raccontato un dettaglio curioso dei suoi incontri, ovvero una differenza significativa nel comportamento di maschi e femmine: “Io lo definisco il picchio più curioso ed esibizionista: il maschio, infatti, ama farsi notare e spesso si mostra senza timidezza, quasi consapevole di attirare l’attenzione. La femmina, al contrario, è molto più riservata e restia a farsi vedere, preferendo rimanere nell’ombra del bosco.”

La specie, come indicato dalla Lipu, è ampiamente diffusa in Europa, “dalla Spagna settentrionale verso nord ed est fino alla Russia.” Per quanto concerne l'Italia, spiega l'associazione ambientalista, in passato il picchio nero era “legato solo alle aree montane, mentre oggi si rinviene al nord in collina e in alcuni casi anche in pianura (ad es. lungo il fiume Ticino), mentre la sua presenza in Appennino appare più localizzata.”

Nonostante la buona diffusione al Settentrione e l'incremento nei numeri della popolazione italiana registrata negli ultimi anni, si parla comunque di appena 1.300 – 3.700 coppie nidificanti. Siamo dunque ben lontani dalle 60.000 – 120.000 del picchio verde. Non a caso lo stato di conservazione nel nostro Paese appare inadeguato, alla luce della concentrazione alpina e della frammentazione dell'areale appenninico. Il numero maggiore di coppie, come indicato, si trova molto probabilmente in Lombardia, mentre al Centro e al Meridione ci sono popolazioni sparse tra Molise e Abruzzo, Calabria e Campania. La specie non è migratrice e dunque presente sul nostro territorio tutto l'anno.

Riuscire a vedere e fotografare questo uccello è già un grande privilegio, ma Claudia è riuscita a ottenere anche dei bellissimi primi piani, come quello che vedete qui sopra. Chiaramente senza arrecare alcun disturbo agli animali, nel pieno rispetto della fauna selvatica grazie alla distanza offerta dal teleobiettivo. “Il primo vero primo piano che sono riuscita a scattare al picchio nero – ci ha raccontato Claudia – è una fotografia a cui sono particolarmente legata, una vera e propria foto del cuore. L’ho realizzata quasi per caso, nei pressi di un capanno fotografico dove mi ero recata con l’intento di immortalare tutt’altre specie. È uno di quegli scatti che raccontano non solo un soggetto, ma anche l’emozione dell’attesa, della sorpresa e del legame che si crea, a volte all’improvviso, tra il fotografo e la natura.” E noi non possiamo far altro che ringraziarla per la condivisione delle sue bellissime immagini.