Le foto del basettino, il raro e bellissimo uccello con le ‘basette’. La fotografa: “Esaudito un desiderio”

Con il termine “lifer” gli appassionati di birdwatching indicano una specie di uccello che hanno osservato e identificato (con certezza) la prima volta nella loro vita. L'incontro con un lifer è sempre una grandissima emozione, soprattutto per chi coltiva questo hobby da tanti anni e quando è coinvolto un animale particolarmente bello e ricercato, sia a livello individuale che collettivo. Questo è indubbiamente il caso della fotografa naturalista Claudia Mai, che come evidenziano le immagini che trovate nell'articolo ha avuto la fortuna e il privilegio di incontrare un bellissimo basettino (Panurus biarmicus), un piccolo uccello passeriforme appartenente alla famiglia dei panuridi (Panuridae) e dall'aspetto inconfondibile. Il nome comune di questo volatile, infatti, è un chiaro riferimento alle “basette” nere – più correttamente dei “baffi” – che spiovono sotto gli occhi e il becco dei maschi. È un tratto distintivo del piumaggio che rende questi uccelli aggraziati e fotogenici; non c'è da stupirsi che si tratti di una specie molto ambita per i fotografi naturalisti.

Il basettino, come spiegato dalla Lipu, è una specie che in Italia ha purtroppo uno status di conservazione cattivo, caratterizzato da una distribuzione frammentata e soprattutto da un fortissimo declino nel numero degli esemplari. Basti sapere che, negli ultimi venti anni, si è registrato un significativo restringimento dell'areale di distribuzione e un drammatico crollo della popolazione, pari al 90 percento. Ricordiamo che nel nostro Paese il basettino è una specie nidificante (soprattutto lungo l'alta costa adriatica), migratrice e svernante. Sono state purtroppo registrate diverse estinzioni locali e, nel complesso, si contano soltanto tra le 550 e le 850 coppie nidificanti, come indicato dall'associazione ambientalista.

È alla luce di questi preoccupanti numeri che incontrare un basettino è divenuto estremamente difficile sul territorio nazionale, a maggior ragione se si tiene conto dell'habitat naturale in cui vive questo uccello. Il basettino predilige infatti zone umide con fitti canneti maturi, dove si nasconde con facilità. La maggior parte delle coppie, evidenzia la Lipu, è concentrata in Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Umbria e Veneto, con le popolazioni più cospicue nell'alto Adriatico e nelle zone umide del ravennate e del ferrarese. I basettini sono presenti anche in Toscana, Puglia e Lombardia, ed è proprio in un canneto di un lago lombardo che Claudia ha avuto la possibilità di immortalare un esemplare maschio.

“Ho cercato per anni il basettino”, ha affermato a Fanpage.it l'esperta fotografa naturalista, sulle cui pagine social è un tripudio di bellissime immagini. Dopo un periodo di tempo così lungo senza avvistamenti, nonostante l'impegno e l'assidua presenza sul campo, aveva ormai perso la speranza di poterne incontrare uno in Italia, tanto da essere ormai convinta di doversi recare all'estero per esaudire questo desiderio. In Europa, dove lo stato di conservazione della specie è favorevole, ci sono colonie abbondanti nelle zone umide di Polonia, Regno Unito, Paesi Bassi, Ucraina e Russia.

Fortunatamente Claudia non ha dovuto preparare le valigie, perché alla fine del 2025 il basettino si è infine palesato innanzi ai suoi occhi: “Ha fatto capolino nei canneti di un lungo lago lombardo”. “Prima di fotografarlo – ci ha raccontato – l’ho osservato per un po', incredula dell’averlo davanti. È stata un’emozione ammirarlo, ne sono stata ben felice, un ‘mi piacerebbe fotografare un…' esaudito”, ha chiosato la fotografa, sottolineando che i primi scatti sono stati fatti domenica 14 dicembre. Comprendiamo benissimo la sua emozione genuina, dato che in tantissimi anni di fotografia naturalistica anche noi non abbiamo ancora avuto la fortuna di poter osservare un basettino (nonostante alcune segnalazioni nel Lazio ci abbiano avvicinato all'esaudimento di questo desiderio naturalistico).

Come si evince dalle fotografie di Claudia, il basettino è un uccello piuttosto piccolo, che raggiunge una lunghezza di 14-15,5 centimetri, come indicato nella Guida degli Uccelli d'Europa, Nord Africa e Vicino Oriente di Lars Svensson. La coda lunga e la testa arrotondata ricordano in parte l'aspetto di un codibugnolo (Aegithalos caudatus), anche se il piumaggio presenta colori completamente differenti. La colorazione dominante è un marroncino-giallognolo, con dettagli neri e bianchi su dorso e ali. La gola è bianca e il becco è piccolo, corto e giallo. Il dettaglio principale che differenzia i maschi dalle femmine è la testa: nei primi è azzurro-grigiastra e impreziosita dagli spettacolari mustacchi neri (le cosiddette basette) che scendono dalla base del becco e degli occhi lungo il collo, mentre nelle seconde richiama il colore marroncino del corpo.
Il basettino emette un nasale e vivace “pscing” quando si trova in volo o in gruppo, come indicato da Svensson; può anche emettere versi come “cirrr” e “pet”, mentre il canto è caratterizzato da 3-4 note “stridule e dissonanti”. Insomma, non ci troviamo davanti a un melodioso rigogolo (Oriolus oriolus). Tra le principali minacce affrontate dal basettino figurano la distruzione e l'alterazione dei canneti, tra incendi programmati nei mesi invernali, interventi sui livelli dell'acqua e anche l'azione delle nutrie, in grado di modificare in modo sensibile questo habitat naturale. Anche inverni molto rigidi, come quello che stiamo vivendo attualmente, può avere un impatto significativo sulla sopravvivenza dei basettini.