L’Amazzonia nasconde centinaia di strutture geometriche sotto la foresta: “Ribaltano ciò che sappiamo degli Aquiry”

Sotto la Foresta Amazzonica si nascondono centinaia di strutture geometriche di forme e dimensioni diverse. Sono i geoglifi amazzonici, grandi opere di terra che si estendono in un’area che un tempo ospitava la civiltà Aquiry, un’antica società multiculturale di cui si sa ancora poco. Le strutture sono state rivelate da scansioni laser aeree (LIDAR) che hanno mappato la forma del terreno sotto chioma degli alberi in una sezione di circa 4.500 chilometri quadrati dell’Amazzonia sudoccidentale.
Nell’area i ricercatori hanno identificato oltre 400 geoglifi, di cui 36 erano già noti, tra cui il sito di Piloto, a Fazenda Cipoal, a quelli di D. Schaan, Fazenda Atlântica e Amag34. “Presentano strutture esterne quadrilatere e multilaterali con terrapieni mai osservati in precedenza in fotografie aeree o immagini satellitari” spiegano gli studiosi.

Rapportando i dati all’intero territorio della cività Aquiry, esteso per circa 183.000 chilometri quadrati, i ricercatori stimano che possano esistere oltre 20.0000 antichi geoglifi. Il più grande finora conosciuto di estende circa 50 ettari. “Tutte queste strutture sembrano essere servite come centri pubblici, cerimoniali e politici per visitatori invitati, senza occupazione permanente o strutture difensive” aggiungono i ricercatori. I risultati dell’analisi sono stati appena pubblicati in uno studio su Nature.
I geoglifi cambiano ciò che sappiamo sulla civiltà Aquiry
I gran numero di geoglifi e le loro diverse forme e dimensioni restituiscono un’immagine molto più complessa dell’antica civiltà Aquiry. Fiorita nell'Amazzonia sudoccidentale tra il 600 a.C. e l'850 d.C., questa società potrebbe aver contato fino a 3 milioni di persone al suo apice, prima di scomparire misteriosamente. Il suo nome, che significa "fiume dei caimani", deriva dal termine con cui i popoli indigeni Arawak indicavano il fiume Acre.
“Non si trattava di un singolo regno, ma di una rete di molte comunità diverse” ha osservato Pirjo Kristiina Virtanen, professore di studi indigeni all'Università di Helsinki e co-autore dello studio. Non si sa però quali lingue fossero parlate, né come le diverse comunità si chiamassero tra loro. Non si sa nemmeno cosa abbia causato l’apparente rapido declino di questa civiltà, avvenuto pressappoco nello stesso periodo in cui anche la civiltà Maya classica in America Centrale collassò in modo relativamente repentino.
I numerosi geoglifi rivelano però la portata di una civiltà che ha lasciato un segno nel paesaggio amazzonico. “Hanno bruciato la foresta dominata dal bambù per far posto a campi di mais, zucca e manioca, a monumentali centri cerimoniali e alle ampie strade che vi conducevano” evidenziano i ricercatori. Gli Aquiry praticavano anche l’orticoltura e gestivano specie arboree di pregio.
“Le nostre scoperte ribaltano la nostra comprensione del passato della regione amazzonica e della cività Aquity” ha affermato Martti Pärssinen, professore emerito dell'Università di Helsinki che ha diretto lo studio. “Il suo impatto sull’ambiente amazzonico è stato di gran lunga maggiore di quanto si credesse in precedenza”.