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Oggetto interstellare 3I/ATLAS

La “sconcertante” simmetria dei getti di 3I/ATLAS: Avi Loeb indica un altro possibile dettaglio tecnologico

Analizzando le immagini di 3I/ATLAS catturate da Hubble ed elaborate dall’astrofisico italiano Toni Scarmato, il professor Avi Loeb ha evidenziato una singolare simmetria nei getti dell’oggetto interstellare, oltre alla stabilità poco probabile nell’allineamento geometrico col Sole. Questa configurazione è stata definita “sconcertante” dall’esperto, con chiaro riferimento alla potenziale natura tecnologica del visitatore alieno.
A cura di Andrea Centini
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3I/ATLAS ripreso da un piccolo telescopio in Belgio. Credit: Alfons Diepvens
3I/ATLAS ripreso da un piccolo telescopio in Belgio. Credit: Alfons Diepvens
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L'oggetto interstellare 3I/ATLAS continua a mostrare caratteristiche singolari, che nell'ultimo articolo pubblicato su Medium il professor Avi Loeb non ha esitato a definire “puzzling”, ovvero sconcertanti, di difficile interpretazione. Nel caso specifico, il fisico e astronomo dell'Università di Harvard si riferisce alla configurazione dei getti visibili in alcune immagini elaborate dall'astrofisico italiano Toni Scarmato: oltre alla lunghissima anti-coda che punta verso il Sole, si osservano tre getti più piccoli rivolti nella direzione opposta che sono orientati con una simmetria incredibile, secondo il professor Loeb, a +/- 120° l'uno dall'altro. “La separazione angolare uguale di 360 gradi divisa per 3 tra questi tre assi del getto è sconcertante”, ha scritto lo scienziato israeliano naturalizzato statunitense sul suo blog. Avi Loeb evidenzia inoltre che avere una anti-coda di un'ordine di grandezza superiore (in lunghezza) a questi getti simmetrici richiede una stabilità duratura con l'asse di rotazione del nucleo allineato col Sole, una condizione ritenuta poco probabile.

Questa nuova, significativa anomalia, sottolinea ancora una volta la natura peculiare di 3I/ATLAS. Per la stragrande maggioranza degli esperti è senza dubbio una cometa interstellare, con caratteristiche singolari per via dell'estrema velocità con cui sta attraversando il Sistema solare e per il fatto di non aver incontrato stelle per un tempo lunghissimo; tuttavia il professor Avi Loeb sostiene da tempo che non si può escludere a priori la potenziale natura tecnologica.

I getti simmetrici in questa configurazione, suggerisce il ricercatore, potrebbero essere prodotti dai motori di un astronave: la disposizione altamente simmetrica dei flussi più piccoli è interessante proprio perché, teoricamente, permetterebbe di regolare con raffinatezza la navigazione nello spazio. Basti pensare ai getti degli ugelli di razzi e navicelle (visibili anche nei film di fantascienza) per comprendere il riferimento. La lunghissima anti-coda potrebbe invece essere una sorta di faro in direzione della navigazione, o magari un sistema per liberare la via da potenziali ostacoli. Chiaramente si tratta di speculazioni senza alcuna evidenza scientifica a sostegno, di fatto un'interpretazione suggestiva delle immagini che arrivano da sonde e telescopi.

In giallo il grande getto dell’anti–coda di 3I/ATLAS, in un’immagine catturata il 19 dicembre. Credit: Alfons Diepvens
In giallo il grande getto dell’anti–coda di 3I/ATLAS, in un’immagine catturata il 19 dicembre. Credit: Alfons Diepvens

La fonte delle nuove valutazioni del professor Avi Loeb sono sempre le immagini catturate dal Telescopio Spaziale Hubble tra il 30 novembre e il 27 dicembre del 2025, che potete trovare a questo link. Si tratta di dati grezzi che sono stati elaborati dall'astrofisico e astrofilo italiano Toni Scarmato, attraverso il filtro a gradiente di rotazione Larson-Sekanina. Il ricercatore, esperto di comete, ha pubblicato le elaborazioni il 31 dicembre sul gruppo Facebook ICQ Comet Observations con il seguente commento: “Augurandovi un felice anno nuovo, condivido con voi questa elaborazione di immagini di 3I/ATLAS del Telescopio Spaziale Hubble. Non solo la rotazione dei getti è interessante, ma anche la loro forma. Al momento non ho interpretazioni. Auguri a tutti!

Avi Loeb ha utilizzato proprio le immagini del dottor Scarmato per le sue ultime considerazioni. Lo scienziato ha spiegato che su una cometa naturale i getti sono legati a “grandi sacche di ghiaccio sulla superficie di un nucleo rotante.” “Quello che punta verso il Sole – sottolinea l'esperto – crea un prominente getto anti-coda che si estende per 100.000 chilometri. L'attività degli altri getti potrebbe essere innescata dalla conduzione di calore attraverso il corpo del nucleo.” Tuttavia la configurazione fortemente simmetrica dei tre getti posteriori, la lunghezza dell'anti-coda rispetto agli altri flussi e lo stabile allineamento geometrico, tutte informazioni che si evincono dalle immagini, risultano perlomeno peculiari.

La cometa interstellare 3I/ATLAS fotografata dal nostro lettore Fabrizio Montanucci
La cometa interstellare 3I/ATLAS fotografata dal nostro lettore Fabrizio Montanucci

La struttura interna simmetrica a triplo getto o l'improbabile allineamento dell'asse di rotazione con la direzione del Sole sono segni distintivi della tecnologia? Oppure possono essere un risultato naturale della dinamica dei gas? Solo il tempo ce lo dirà”, ha chiosato il professor Loeb. In precedenza lo scienziato aveva indicato che se 3I/ATLAS fosse una cometa naturale, allora non dovrebbe avere una specifica caratteristica.

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