La buccia di zucca è formidabile per la conservazione degli alimenti, meglio della plastica. Lo studio giapponese

Si calcola che fino al 50 percento della frutta e della verdura raccolte non arriva sulle tavole dei consumatori per diverse ragioni, spesso a causa del deterioramento dovuto alla conservazione. Ricercatori giapponesi hanno dimostrato che una pellicola biodegradabile a base di buccia di zucca è in grado non solo di preservare la freschezza dei prodotti in modo sensibilmente superiore rispetto a quelli non confezioni o confezionati con i tradizionali metodi a base di plastica, ma anche di sopprimere la crescita microbica, rallentare l'ammorbidimento e la perdita di peso. I test condotti con pomodorini ciliegino – facilmente deperibili – mostrano tutta l'efficacia della nuova pellicola, che i ricercatori sostengono essere economica, sostenibile e molto efficace.
A mettere a punto l'innovativa pellicola per alimenti a base di buccia di zucca è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati giapponesi della Graduate School of Bioresource and Bioenvironmental Sciences e della Facoltà di Agraria dell'Università di Kyushu, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi del Dipartimento di Ingegneria Agraria presso la Facoltà di Agraria dell'Università di Peradeniya di Kandy (Sri Lanka). Gli scienziati, coordinati dal professor Fumihiko Tanaka, specialista in nanomateriali presso l'ateneo nipponico, studiano da anni materiali alternativi per la conservazione del cibo. Quelli a base di plastica, che ancora oggi abbondano nei supermercati di tutto il mondo, derivano dall'industria petrolchimica e dunque dal petrolio. Com'è ampiamente noto, la plastica – seppur biodegradabile – ha un impatto significativo sull'ambiente e sulla fauna selvatica, inoltre deriva dall'estrazione di un combustibile fossile alla base della crisi climatica che stiamo vivendo, catalizzata dalle emissioni di CO2 e altri gas climalteranti che ne derivano. In sostanza, abbiamo bisogno di prodotti più sostenibili, come imballaggi e pellicole per conservare il cibo che non siano di plastica (laddove non sia possibile fare diversamente).

Tanaka e colleghi si sono concentrati sulla buccia della zucca, che rappresenta uno scarto alimentare diffuso e non utilizzato. La buccia è stata riscaldata ad alta pressione e successivamente liofilizzata per ottenere punti quantici di carbonio (CQD), minuscole particelle di polvere nera che hanno molteplici proprietà idonee alla conservazione del cibo. Combinando questi CQD con carbossimetilcellulosa (CMC) e gelatina (Gel) i ricercatori hanno creato una pellicola per imballaggio con migliori proprietà meccaniche, capacità antiossidanti, protezione dai raggi ultravioletti, resistenza microbica e capacità di conservazione migliore dei prodotti freschi (il test, come indicato, è stato fatto con pomodori ciliegini).
La preparazione più efficace è stata quella con un contenuto al 3 percento di CQD. Con questa concentrazione hanno ad esempio ottenuto una protezione del 72,5 percento dai raggi UV-A e del 94,3 percento dei raggi UV-B; una diminuzione del permeabilità al vapore acqueo diminuisce del 12,32 percento; un'attività antiossidante dell'88,58 percento; e altre proprietà molto interessanti.

Il test coi pomodorini, come indicato, ha mostrato soppressione dei microbi, riduzione della perdita di peso e dell'ammorbidimento e preservazione della freschezza migliori dei confezionamenti tradizionali (o senza imballaggi). I ricercatori sottolineano che questa pellicola protettiva può essere anche spruzzata direttamente sui prodotti e poi lavata via tranquillamente. Anche la sicurezza risulta elevata. “I test di vitalità cellulare hanno confermato che il materiale non è tossico al di sotto di 2 mg/mL e che il rivestimento stesso ne utilizza solo una frazione, con uno spessore di circa 0,01 millimetri. I consumatori possono ridurre ulteriormente l'esposizione semplicemente lavando o rimuovendo il rivestimento”, ha spiegato il coautore dello studio Reshaka Kavindi in un comunicato stampa.
Gli scienziati sottolineano che simili imballaggi potrebbero essere preziosi soprattutto in Asia, dove non è ancora disponibile una efficiente catena del freddo e molti prodotti conservati a temperatura ambiente vanno perduti rapidamente. I dettagli della ricerca “Development of active food packaging using carboxymethyl cellulose/gelatin composites reinforced with carbon quantum dots derived from pumpkin peel waste” sono stati pubblicati su Food Research International.