video suggerito
video suggerito

Contenitori di plastica nel microonde, Bassetti avverte: “Rilasciano miliardi di particelle nel cibo”

Fino a 4,2 milioni di microplastiche e 2,1 miliardi di nanoparticelle per centimetro quadrato: il commento di Matteo Bassetti su un recente studio che misura il rilascio di particelle durante il riscaldamento al microonde in contenitori in plastica.
A cura di Valeria Aiello
0 CONDIVISIONI
Matteo Bassetti nel video in cui commenta il rilascio di microplastiche dai contenitori usati nel microonde
Matteo Bassetti nel video in cui commenta il rilascio di microplastiche dai contenitori usati nel microonde

Riscaldare il cibo in contenitori di plastica nel microonde è un gesto quotidiano, ma può comportare il rilascio di miliardi di particelle nel cibo. Un recente studio pubblicato su Environmental Science & Technology calcola che possono essere rilasciate fino a 4,2 milioni di microplastiche e 2,1 miliardi di nanoplastiche per centimetro quadrato, un dato che il professor Matteo Bassetti richiama in un video pubblicato sui social.

Nel suo intervento, Bassetti sottolinea come l’uso di contenitori di plastica nel microonde sia una pratica diffusa, collegandola ai risultati dello studio: “Dove vanno queste particelle? Finiscono  nel cibo, e quindi arrivano a noi” osserva l’infettivologo, sintetizzando in modo diretto il punto centrale della questione.

Le microplastiche sono considerate un contaminante emergente che suscita crescente preoccupazione. L’Istituto Superiore di Sanità richiama l’attenzione sull’esposizione attraverso alimenti e bevande, mentre gli effetti sulla salute umana non sono ancora stati chiariti in modo definitivo.

Rilasciate miliardi di particelle, cosa succede nel microonde

Riscaldare gli alimenti in contenitori di plastica può portare al rilascio di miliardi di particelle nel cibo: in alcuni casi, secondo i risultati dello studio, anche pochi minuti di cottura – circa tre  – sono sufficienti per osservare fino a 2,1 miliardi di nanoplastiche e 4,2 milioni di microplastiche per ogni centimetro quadrato di contenitore. Le quantità variano in base ai materiali: il polietilene, per esempio, tende a rilasciare più particelle rispetto ai contenitori in polipropilene.

Lo studio rileva inoltre che il fenomeno non è limitato al calore: anche la refrigerazione e la conservazione a temperatura ambiente per lunghi periodi possono contribuire al rilascio, seppur in misura inferiore. Le stime suggeriscono che l’esposizione può variare in base alle abitudini alimentari, con valori più elevati in alcuni scenari che riguardano i più piccoli. Test di laboratorio su cellule segnalano possibili effetti biologici a concentrazioni elevate, ma si tratta di risultati preliminari che richiedono ulteriori conferme.

Bassetti: “Le microplastiche finiscono nel cibo”. Cosa fare

Il professor Matteo Bassetti interpreta questi risultati in chiave pratica: “Anche i contenitori indicato come “adatti al microonde” possono rilasciare miliardi i particelle di plastica nel cibo” sottolinea. “Non si sa bene quale sia l’effetto sulla nostra salute di queste microparticelle, però rischiano di creare un’infiammazione continua e costante nell’organismo”.

Il messaggio di Bassetti è prudenziale: “Preferire contenitori in vetro e ceramica… va bene il microonde, ma evitiamo di usare la plastica”. In altre parole, il microonde resta uno strumento sicuro se utilizzato correttamente, ma la scelta dei materiali può contribuire a ridurre l’esposizione.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views