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Il meraviglioso bacio di tre pianeti splende nei cieli d’Italia il 26 febbraio: a che ora vederli a occhio nudo

Poco dopo il tramonto del 26 febbraio Mercurio, Venere e Saturno daranno vita a un bellissimo triangolo celeste nei cieli d’Italia. A che ora e come vedere il bacio dei tre pianeti, uno dei più spettacolari fenomeni astronomici del mese.
A cura di Andrea Centini
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Il bellissimo triangolo celeste con Mercurio, Venere e Saturno nel cielo del 26 febbraio 2026. Credit: Stellarium
Il bellissimo triangolo celeste con Mercurio, Venere e Saturno nel cielo del 26 febbraio 2026. Credit: Stellarium

La sera di domani, giovedì 26 febbraio 2026, potremo vedere a occhio nudo nei cieli italiani uno spettacolo astronomico meraviglioso: il bacio fra i tre pianeti Venere, Mercurio e Saturno. Il terzetto si incontrerà poco dopo il tramonto – attorno alle 18:20, ora di Roma – a Ovest, piuttosto basso sull’orizzonte. L’abbraccio fra i tre astri non durerà molto e sarà osservabile solo con la linea visiva sgombra da ostacoli, ma in cambio offrirà un’esperienza memorabile. Del resto, non sempre è possibile ammirare Mercurio, a maggior ragione se in compagnia di due gioielli del firmamento come il “Pianeta dell’Amore” e il “Signore degli Anelli”. Come spiegato nella rubrica “Il cielo del mese” dell’Unione Astrofili Italiani (UAI), quella di domani sera sarà la seconda e penultima congiunzione astrale del mese. La conclusiva, uno splendido duetto tra la Luna e Giove, si verificherà la notte di venerdì 27. Ecco tutto quello che c’è da sapere per non perdersi il fenomeno astronomico.

A che ora vedere il bacio dei tre pianeti del 26 febbraio

La congiunzione astrale tra Venere, Mercurio e Saturno avrà inizio dopo il tramonto, attorno alle 18:20 ora di Roma, quando i raggi solari caleranno a tal punto da far comparire tutti i protagonisti del valzer celeste. Chiaramente l’orario del tramonto varia in base alla posizione geografica dell’osservatore e con essa anche la visibilità e la durata dei fenomeni astronomici. A Roma, Milano e Palermo, ad esempio, il tramonto è atteso poco prima delle 18:00; a Cagliari e Torino verso le 18:15; mentre a Bari, Udine e Trieste tra le 17:40 e le 17:50. Sottolineiamo che questi orari sono puramente indicativi ed è importante documentarsi sull’ora esatta del tramonto per la propria località. La ragione è semplice: si rischiano danni alla vista. La congiunzione astrale si verificherà a Ovest, poco più in alto del punto esatto in cui tramonta la stella, pertanto si dovrà volgere lo sguardo sul basso orizzonte occidentale soltanto dopo la scomparsa del disco solare. Guardare direttamente il Sole senza protezioni adeguate (come gli occhialini per le eclissi) può comportare gravi e irreversibili danni alla vista e persino la cecità.

Purtroppo i tre protagonisti del bacio celeste saranno immersi nel crepuscolo serale e diventeranno visibili solo quando saranno molto bassi sull’orizzonte. Venere, il primo del gruppo a tramontare, sparirà oltre la linea dell’orizzonte occidentale pochi minuti prima delle 19:00 (sempre ora di Roma), il che significa che ci saranno meno di 40 minuti per poter vedere il terzetto nel cielo della Capitale.

Come riconoscere Venere, Mercurio e Saturno nel cielo

I tre protagonisti della congiunzione astrale del 26 febbraio disegneranno nel cielo un bellissimo triangolo celeste, abbracciato dalla costellazione dei Pesci. Il vertice più basso sarà occupato da Venere, il pianeta più facilmente riconoscibile del terzetto. La ragione è legata al fatto che si tratta del terzo oggetto più luminoso della volta celeste, superato in magnitudine soltanto dalla Luna e dal Sole. Il Pianeta dell’Amore appare infatti come una sorta di faro appeso nel cielo, visibile ben prima di tutti gli altri astri. Sarà impossibile confonderlo con altri oggetti; l’unico che può indurre in confusione in determinate circostanze è Giove, ma il gigante gassoso la sera del 26 febbraio sarà altissimo nel cielo sudorientale e in compagnia della Luna.

Il triangolo celeste del 26 febbraio. Credit: Stellarium
Il triangolo celeste del 26 febbraio. Credit: Stellarium

Tornando al triangolo celeste, il vertice alto sarà invece occupato da Saturno, la cui luminosità risulterà decisamente meno intensa di quella di Venere. Il pianeta con gli anelli, infatti, pur essendo molto più grande, in media si trova a 1,4 miliardi di chilometri dalla Terra, quindi appare come un puntino debole, non “scintillante” come Venere. La sua colorazione tenue è inoltre inconfondibile: un bianco giallognolo spento. Dopo il tramonto del 26 febbraio sarà visibile poco più in alto di Venere, leggermente spostato sulla sinistra. A chiudere il triangolo celeste ci sarà Mercurio, il primo e più veloce pianeta del Sistema solare. Essendo così vicino alla stella, sorge e tramonta quasi in contemporanea, quindi le occasioni per poterlo vedere sono decisamente inferiori rispetto agli altri pianeti (deve trovarsi alla distanza e alla posizione giusta rispetto al Sole). La sera di domani lo troveremo leggermente più in alto e a destra di Venere, sufficientemente luminoso da apparire nel crepuscolo serale.

Poiché i tre pianeti saranno piuttosto bassi sull’orizzonte, sarà fondamentale avere una linea visuale totalmente sgombra da ostacoli per poter vedere la bellissima congiunzione astrale. Alberi, montagne ed edifici possono compromettere la visibilità del fenomeno astronomico. Teoricamente il luogo ideale per osservarlo è la costa tirrenica, magari da una spiaggia remota priva di inquinamento luminoso. Anche prati in collina e montagna o una vasta pianura potrebbero agevolare l’osservazione. Il fenomeno sarà perfettamente visibile a occhio nudo, ma con un telescopio sarà possibile osservare i dettagli dei protagonisti, come la fase di Venere e gli anelli di Saturno.

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