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Il ghiaccio dopo un trauma può allungare i tempi di guarigione: l’ipotesi di uno studio della McGill University

Un nuovo studio su topi, pur confermando i benefici nell’immediato, suggerisce che sono necessarie nuove ricerche per comprendere meglio i reali effetti dell’applicazione del ghiaccio sui tempi di guarigione nel lungo periodo.
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Mettere del ghiaccio dopo un trauma lieve è un gesto così consolidato che è diventato praticamente istintivo. Non è un caso se il ghiaccio fa parte del protocollo RICE, l'approccio più spesso utilizzato nel primo soccorso dopo infortuni o traumi lievi per ridurre il gonfiore o il dolore. Oggi però questa consuetudine sembra non essere più così certa. Almeno in base a quanto emerso da un nuovo studio preclinico della McGill University che sembra mettere in dubbio gli effetti dell'utilizzo del ghiaccio sui tempi di guarigione nel lungo periodo.

È importante specificare che si tratta di uno studio condotto soltanto su topi e non ancora su esseri umani. Parliamo infatti di risultati ancora preliminari e non definitivi: questo significa che per il momento il ghiaccio resta uno dei rimedi più utilizzati dopo contusioni o traumi lievi, ma questi risultati suggeriscono – spiegano i ricercatori – l'importanza di approfondire con ulteriori studio gli effetti del ghiaccio sul lungo periodo.

I risultati dello studio

Nello studio pubblicato su Anesthesiology i ricercatori della McGill University hanno osservato gli effetti della crioterapia – nel breve e lungo periodo – in esperimenti su topi che hanno riprodotto lesioni infiammatorie e legate all'esercizio fisico. Hanno scoperto che sebbene il ghiaccio abbia alleviato il dolore nell'immediato, è stato associato a tempi di guarigione più lunghi, in alcuni casi perfino raddoppiati. Questi risultati forniscono – dicono i ricercatori – per la prima volta una prova diretta, sebbene limitata a studi su animali, che il ghiaccio può influenzare la durata del dolore e i tempi di recupero.

I dubbi sugli effetti sul lungo periodo

Quindi lo studio non mette in dubbio l'effetto immediato del ghiaccio sul dolore, ma i possibili esiti sulla guarigione nel lungo periodo: "Questi risultati evidenziano un paradosso – spiega l'autore principale Lucas Lima, ricercatore associato presso l'Alan Edwards Centre for Research on Pain – i trattamenti che riducono l'infiammazione e alleviano il dolore a breve termine possono, in alcuni casi, interferire con i processi biologici necessari per il pieno recupero". Ora i ricercatori dovranno capire se quanto visto nei topi sarà confermato anche negli uomini: è infatti già in corso un nuovo studio clinico, quindi sugli uomini, per verificare gli effetti del ghiaccio sulla guarigione dopo la rimozione dei denti del giudizio.

Questi risultati, per quanto non ancora applicabili senza ulteriori conferme agli esseri umani, si aggiungono a diverse ricerche pubblicate negli ultimi anni che avevano già messo in dubbio l'efficacia sul lungo periodo di alcune strategie antinfiammatorie molto spesso usate nel trattamento del dolore. Ad esempio – spiegano gli autori – altri studi su animali avevano suggerito che il ghiaccio potrebbe ritardare la riparazione dei tessuti", spiegano i ricercatori.

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