Il 4 aprile gloria o distruzione per la cometa C/2026 A1 (MAPS): visibile a occhio nudo se sopravvive al Sole

La cometa C/2026 A1 (MAPS), una delle più promettenti dell’anno, è sempre più vicina a conoscere il suo destino, che farà un’enorme differenza su come questo oggetto verrà ricordato qui sulla Terra. Sabato 4 aprile, infatti, la cometa raggiungerà la minima distanza dal Sole (perielio), un incontro che potrà avere due esiti diametralmente opposti: la totale distruzione, a causa del calore estremo nei pressi della nostra stella, oppure la “gloria eterna”. Se il nucleo – con un diametro stimato di 2,4 chilometri – dovesse sopravvivere al pericoloso "bacio" del Sole, la cometa potrebbe illuminarsi eccezionalmente, sino a diventare visibile a occhio nudo. È doveroso tenere presente che l’astro chiomato appartiene all’affascinante famiglia delle “comete radenti di Kreutz” (Kreutz sungrazers), un gruppo di oggetti che si avvicina talmente tanto al Sole da finire disintegrato nella maggior parte dei casi. Non a caso l’astrofisico Gianluca Masi del Virtual Telescope Project (VTP) aveva definito queste comete “suicide” e “spericolate” ai nostri microfoni. Abbiamo visto più volte la fine di comete radenti nelle immagini catturate dal telescopio spaziale SOHO della NASA e dell’ESA. Ma C/2026 A1 (MAPS), alla luce delle sue dimensioni significative, potrebbe fare la differenza e regalarci uno spettacolo indimenticabile. Nel caso, l’osservazione andrà fatta in totale sicurezza, senza correre rischi inutili per la vista, soprattutto se dovesse diventare visibile in pieno giorno.

Poiché queste comete si avvicinano in modo così estremo al Sole, nei momenti chiave sorgono e tramontano con la stella, una circostanza che le rende praticamente invisibili in queste fasi (se non appunto con strumentazione specializzata e molta esperienza). Ma se la cometa C/2026 A1 (MAPS) dovesse sopravvivere al perielio, aumentando sensibilmente la sua luminosità grazie alla sublimazione del ghiaccio, nei giorni successivi potrebbe diventare facilmente visibile a occhio nudo molto bassa sull’orizzonte occidentale, subito dopo il tramonto. Questo perché, giorno dopo giorno, la cometa tenderà a staccarsi e ad allontanarsi prospetticamente dal disco solare, restando isolata nel firmamento per qualche tempo. Attorno al 9/10 aprile potrebbe regalare circa 50 minuti di spettacolo memorabile nel cielo di Roma a partire dalle 19:45 circa, come evidenziato dal planetario virtuale di TheSkyLive. A patto, naturalmente, che la cometa non venga vaporizzata dal calore solare durante il pericoloso incontro di sabato 4.

Come indicato nel portale specializzato in comete astrovanbuitenen.nl, durante il perielio l’astro chiomato raggiungerà una distanza di appena 0,0057 unità astronomiche dal Sole (una UA è pari a circa 150 milioni di chilometri, la distanza che separa la Terra dal Sole); ciò equivale a circa 853.000 chilometri. Poiché la distanza si misura dal centro del Sole e la stella ha un raggio di quasi 700.000 chilometri, questo vuol dire che la cometa C/2026 A1 (MAPS) passerà ad appena 150.000 chilometri dalla fotosfera. Parliamo quindi di una cometa radente estrema, che nonostante le dimensioni generose potrebbe comunque essere distrutta dall'intenso calore della stella. Il 4 aprile, secondo il portale dei Paesi Bassi, dovrebbe raggiungere una magnitudine di ben –2,7, quindi perfettamente visibile a occhio nudo, considerando che il limite della visibilità per l’occhio umano è +6,0 (la magnitudine si basa su una scala inversa: più è basso il valore – anche negativo – più alta è la luminosità). Ma in quel giorno la cometa sarà troppo vicina al Sole per poter essere osservata, se non da professionisti con apposita strumentazione. Quindi, per poterla ammirare (potenzialmente a occhio nudo), dovranno verificarsi due condizioni: la prima è che la cometa sopravviva al perielio; la seconda è che la sua magnitudine resti sufficientemente alta per alcuni giorni, permettendo una “comoda” osservazione serale subito dopo il tramonto attorno al 9/10 aprile. Non resta che attendere fiduciosi i prossimi giorni e sperare che C/2026 A1 (MAPS) passi per la “gloria eterna” e non venga distrutta dal calore infernale Sole.