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26 Settembre 2022
13:03

I lupi si affezionano agli esseri umani come i cani

Un team di ricerca dell’Università di Stoccolma ha dimostrato con un test che i lupi creano legami sociali con l’uomo e si affezionano esattamente come i cani.
A cura di Andrea Centini
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La dottoressa Christina Hansen Wheat e uno dei lupi coinvolti nello studio, Lemmy. Credit: Peter Kaut / Università di Stoccolma
La dottoressa Christina Hansen Wheat e uno dei lupi coinvolti nello studio, Lemmy. Credit: Peter Kaut / Università di Stoccolma

Secondo un nuovo studio i lupi (Canis lupus) possono legarsi agli esseri umani come i cani (Canis familiarsi), dimostrando affetto e attaccamento nonostante la natura selvatica. Si tratta di un'informazione preziosa per capire meglio sia il processo di domesticazione del cane – avvenuto tra i 40mila e i 15mila anni fa – che le caratteristiche di questi affascinanti animali. Il risultato della ricerca, infatti, contraddice l'affermazione secondo cui l'attaccamento agli uomini sarebbe emerso solo dopo l'addomesticamento, mentre risulta evidente che questa capacità di creare una relazione sociale è innata anche nei lupi (non quelli da cui è derivato il cane).

A dimostrare che il lupo può affezionarsi all'uomo come un cane è stato un team di ricerca svedese composto da scienziati del Dipartimento di Zoologia dell'Università di Stoccolma. I ricercatori, coordinati dalla dottoressa Christina Hansen Wheat, docente di Etologia presso l'ateneo svedese, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver condotto un peculiare studio comportamentale chiamato “Strange Situation Test”. In tutto hanno coinvolto 10 lupi grigi europei e 12 cani husky originari dell'Alaska. Il test era stato originariamente progettato per valutare il grado di attaccamento dei bambini ai cosiddetti caregiver. Tutti gli esemplari coinvolti sono stati allevati dall'età di 10 giorni fino alle 23 settimane da personale specializzato, prima di essere sottoposti all'esame nelle medesime modalità.

In parole molto semplici, sia i cani che i lupi sono stati rilasciati in stanze con estranei e con le persone che si sono prese cura di loro, in diverse combinazioni (ad esempio da soli, insieme, a turno etc etc). Gli scienziati hanno analizzato il comportamento degli animali durante il test e hanno osservato che i lupi discriminavano le persone famigliari da quelle estranee esattamente come facevano i cani, cercando il contatto con gli amici umani, seguendoli e provando a giocare con loro. Con gli estranei i lupi hanno assunto atteggiamenti di stress più accentuati, come il piegare la coda, accovacciarsi e camminare nervosamente. “Era molto chiaro che i lupi, come i cani, preferivano la persona familiare allo sconosciuto. Ma ciò che forse è stato ancora più interessante è che mentre i cani non sono stati particolarmente colpiti dal test, i lupi lo sono stati”, ha dichiarato in un comunicato stampa la professoressa Hansen Wheat. Le persone familiari diventavano infatti dei veri e propri “cuscinetti sociali” per i lupi quando entravano nella stanza dove era già presente l'estraneo, dato che avevano la capacità di calamare sensibilmente i segnali di stress degli animali.

È probabile dunque che questa capacità di attaccamento all'uomo da parte dei lupi sia un fenotipo innato e che abbia favorito l'addomesticamento migliaia di anni fa, e che dunque non sia scaturito durante il processo di domesticazione. “Insieme a studi precedenti che hanno fornito importanti contributi a questa domanda, penso che ora sia appropriato sostenere l'idea che se nei lupi esiste una variazione nel comportamento di attaccamento diretto dall'uomo, questo comportamento potrebbe essere stato un potenziale bersaglio per le prime pressioni selettive esercitate durante la domesticazione del cane”, ha dichiarato la professoressa Hansen Wheat.

È doveroso sottolineare che i lupi coinvolti in questo studio sono animali allevati in cattività subito dopo la nascita, non esemplari adulti incontrati in natura. Il lupo è infatti diffidente verso l'essere umano ed è bene che lo resti, per la sua salvezza. Si tratta di un predatore apicale che gioca un ruolo fondamentale negli equilibri ecologici e che è stato portato sull'orlo dell'estinzione proprio a causa dell'ignoranza e della cattiveria umana. Il fatto che abbia la capacità di affezionarsi all'uomo non vuol dire che vada considerato come un "pet", assolutamente. I dettagli della ricerca “Human-directed attachment behavior in wolves suggests standing ancestral variation for human–dog attachment bonds” sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Ecology and Evolution.

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