“Ho la gastrite autoimmune”: cos’è la malattia allo stomaco diagnosticata a Bryan Johnson

Bryan Johnson, l’imprenditore americano celebre per il suo programma anti-invecchiamento “Blueprint”, ha rivelato di avere la gastrite autoimmune (AIG), una malattia considerata incurabile, in cui il sistema immunitario attacca le cellule dello stomaco. Johnson ha raccontato di aver ricevuto la diagnosi a maggio, dopo 11 anni di livelli di ferritina persistentemente bassi, senza tuttavia segni di anemia. “Il mio stomaco si sta divorando da solo” ha scritto in un post su Instagram, spiegando che la condizione riguarda una piccola fetta della popolazione. “Il 2-5% ne è affetta, ma probabilmente di più, perché resta nascosta”.
Johnson ha attribuito le cause della malattia alla dieta seguita durante l’infanzia. “Mangiavo cereali pieni di zucchero, bevevo bibite gassate zuccherate e mi abbuffavo di fast food”. Ha aggiunto che la condizione sarebbe stata aggravata dallo stress cronico durante i primi anni di carriera e la paternità. Quel periodo, ha precisato, ha coinciso con un aumento di peso e una profonda depressione. “Il mio corpo ha iniziato a sviluppare un processo autoimmune che ha colpito la tiroide e poi la mucosa gastrica”.
Cos’è la gastrite autoimmune
La gastrite autoimmune è una malattia immunitaria cronica in cui il sistema immunitario accatta le cellule dello stomaco. Con il tempo, questo attacco può portare ad assottigliamento della mucosa gastrica e a carenze nutrizionali importanti, in particolare di ferro e vitamina B12.
Come altre malattie autoimmuni, le cause che possono portare all’insorgenza della gastrite autoimmune non sono ancora del tutto state chiarite, sebbene la familiarità per malattie autoimmuni la presenza di malattie autoimmuni preesistenti (come il diabete di tipo 2 e la tiroidite di Hashimoto) siano fattori di rischio noti.
Nel caso di Brayan Johnson, la compresenza di un’altra condizione autoimmune a carico della tiroide potrebbe pertanto aver avuto un ruolo nello sviluppo della condizione, rientrando in quella che viene definita come “sindrome tireogastrica”. In questo tipo di disordine autoimmune, una patologia tiroidea, come la tiroidite di Hashimoto, si associa alla gastrite cronica autoimmune, come risultato della produzione di auto-anticorpi capaci di attaccare sia la tiroide sia le cellule parietali dello stomaco.
Quali sono i sintomi della gastrite autoimmune
La gastrite autoimmune può restare asintomatica e non dare alcun segnale evidente, ma può anche se può manifestarsi con sintomi simili a quelli della “normale” gastrite, tra cui:
- difficoltà a digerire
- nausea
- sensazione di sazietà precoce
- vomito
Oltre a questi sintomi, possono manifestarsi anche problemi legati alla carenza prolungata di vitamina B12, come formicolii, intorpidimento e debolezza degli arti, o di ferritina, quali stanchezza, debolezza, pallore, mal di testa e fiato corto.
Come si cura la gastrite autoimmune e i piani di Bryan Johnson
La gastrite autoimmune è una malattia per cui non esiste ancora una cura. I trattamenti sono volti a controllare le carenze nutrizionali con integratori alimentari, in particolare di vitamina B12 o ferro, e a trattare i disturbi digestivi, evitando i farmaci inibitori della pompa protonica.
Bryan Johnson ha però annunciato l’intenzione di andare oltre la gestione dei sintomi, perseguendo strategie sperimentali volte a fermare o invertire l’attacco autoimmune.
Il suo piano prevede il sequenziamento di oltre un milione di cellule immunitarie per identificare i cloni specifici che prendono di mira la mucosa gastrica, la correzione delle carenze con infusioni endovenose di ferro e l'esplorazione di interventi sulle vie immunitarie, terapie con cellule T regolatrici e potenziali trattamenti con cellule ingegnerizzate.