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Gorilla fatto nascere con un parto cesareo d’emergenza da ostetrici: “Il piccolo e mamma Olympia stanno bene”

Dopo le complicazioni emerse durante il travaglio, una femmina di gorilla è stata sottoposta a un delicatissimo parto cesareo d’emergenza. Hanno partecipato anche ostetrici che lavorano su pazienti umani. Il suo piccolo, un maschio di 2,4 kg, è stato fatto nascere con successo ed è in salute come la mamma.
Il gorilla appena nato col parto cesareo. Credit: Nichole Hamilton, ecografista specializzata in medicina materno–fetale/ Woodland Park Zoo
Il gorilla appena nato col parto cesareo. Credit: Nichole Hamilton, ecografista specializzata in medicina materno–fetale/ Woodland Park Zoo

Presso l'ospedale veterinario del Woodland Park Zoo di Seattle, negli Stati Uniti, è stato fatto nascere un gorilla tramite parto cesareo. Il piccolo, nato da mamma Olympia domenica 24 maggio alle 13:44 PDT (Pacific Daylight Time PDT), le 22:44 ora italiana, è un maschietto di 2,4 chilogrammi che al momento risulta in perfetta salute. Si è trattato di un intervento eccezionale per varie ragioni, tenendo presente che, in tutto il mondo, sono state eseguite pochissime di queste delicate operazioni sui gorilla. Nel caso di Seattle ha partecipato anche un team di ostetrici che lavora abitualmente sugli esseri umani.

A rendere particolarmente significativa questa nascita vi è il primate al centro nel virtuoso intervento, il gorilla di pianura occidentale (Gorilla gorilla gorilla), una sottospecie di gorilla occidentale che è classificato come in pericolo critico di estinzione (codice CR) nella Lista Rossa dell'Unione Internazionale per la Natura (IUCN). Ogni cucciolo di queste grandi scimmie antropomorfe è preziosissimo e rappresenta una speranza per proteggerne il futuro; non a caso il Woodland Park Zoo, dove sono ospitati 13 gorilla di pianura occidentali suddivisi in due gruppi famigliari, collabora strettamente con l'organizzazione AZA Species Survival Plan al fine di mantenere la diversità genetica di questi animali, fondamentale per tutelarli e permetterne una futura e potenziale reintroduzione in natura. Secondo le stime della gorilla Foundation in natura vivono circa 100.000 gorilla di pianura occidentale, ma la popolazione è in forte declino con una riduzione calcolata del 60 percento negli ultimi 25 anni (fra le cause figurano bracconaggio, virus Ebola, distruzione dell'habitat naturale e altre minacce). Ma torniamo al parto cesareo.

La gravidanza della neomamma Olympia è stata monitorata per tutto il tempo necessario – dura 8 mesi e mezzo nei gorilla, poco meno di quella umana – tramite ecografie condotte da Nichole Hamilton dell'MFM Specialists of Puget Sounde e altri esami, che hanno permesso di evidenziare dei cambiamenti significativi proprio a ridosso del parto. I veterinari hanno rilevato variazioni nel liquido amniotico, nella posizione e nella frequenza cardiaca del feto, segnali di un travaglio non produttivo (inefficace), una complicazione che determina una mancata progressione fino alla potenziale interruzione. È una delle condizioni che richiede più frequentemente un parto cesareo d'urgenza, esattamente come avvenuto nel caso di Olympia. Può verificarsi quando le contrazioni risultano troppo deboli e insufficienti, la posizione del piccolo non è favorevole alla discesa o ci sono differenze significative nella proporzione tra feto e bacino. Se gli interventi di supporto – ad esempio con l'ossitocina – non sono efficaci, si interviene col cesareo.

Nel caso della gorilla, grazie all'ecografia eseguita dalla dottoressa Sachita Shah del Butterfly Network, sono state osservate una significativa riduzione del liquido amniotico e una dilatazione cervicale incompleta. “Questo significava che Olympia non sarebbe stata in grado di partorire senza il nostro aiuto, quindi abbiamo preso la decisione cruciale di far nascere il bambino tramite taglio cesareo”, ha affermato in un comunicato stampa il dottor Tim Storms, il responsabile della salute degli animali presso lo zoo statunitense. Così la gorilla sedata è stata trasferita presso l'ospedale veterinario dove ad attenderla, oltre ai veterinari, c'è anche un'equipe di ostetrici dello Swedish Medical Center, fra i quali la dottoressa Emily Norland, Primario di Ostetricia e Ginecologia; la Dottoressa Suzanne Peterson, Direttrice del Programma di Specializzazione in Ostetricia e Ginecologia; e l'infermiera Lily Pang. Il team è intervenuto rapidamente e il piccolo gorilla, che non ha ancora un nome, è stato fatto nascere con successo.

La prima notte il piccolo è stato tenuto vicino a mamma Olympia (dove poteva sentirlo e annusarlo) nel recinto dei gorilla, in una zona dove due membri dello staff lo hanno monitorato – senza poter essere visti – ininterrottamente dandosi il cambio. Il giorno successivo il piccolo è stato presentato al gruppo e la prima ad essere intervenuta è stata Jamani, un'altra femmina che solo la settimana prima aveva dato alla luce il suo cucciolo. In entrambi i casi il padre è il silverback Nadaya. Jamani non solo ha preso in braccio il piccolo e lo ha allattato, ma lo ha anche portato nei pressi di una rete dove è possibile nutrire i neonati con i biberon, in caso di necessità. Le femmine adulte vengono addestrate con delle bambole a compiere questa operazione che può essere cruciale per aumentare le possibilità di sopravvivenza dei piccoli.

Al momento, sia il figlio di Olympia che quello di Jamani risultano sani e vengono monitorati 24h su 24 per 7 giorni su 7. “Grazie al lavoro di squadra dei medici, dei veterinari e del team di cura dei gorilla, Olympia e il suo cucciolo godono di buona salute e stanno bene. Visti gli indicatori positivi finora, restiamo ottimisti ma anche cauti perché la situazione è molto fluida e delicata”, ha chiosato il responsabile di mammologia Martin Ramirez presso il parco.

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