F‑15 abbattuto in Iran, cos’è l’addestramento SERE per i piloti finiti in territorio nemico

Sono ore drammatiche per uno dei due piloti del caccia statunitense F-15E Strike Eagle abbattuto venerdì 3 aprile nel cielo dell’Iran. Il primo è stato individuato e recuperato con successo da una squadra di soccorritori e ora si trova sotto custodia americana, sottoposto a cure mediche; il secondo è ancora nel territorio nemico, nascosto da qualche parte e sottoposto a una vasta e pressante caccia all’uomo condotta dalle forze di Teheran, che hanno anche messo una taglia sulla sua cattura. I piloti degli aerei abbattuti, del resto, sono da sempre prigionieri di altissimo profilo, sia per le informazioni di cui sono in possesso (strategie, bersagli, schieramenti, caratteristiche dei velivoli, ecc.) sia per scopi puramente propagandistici. Una carta da usare in sede di trattative e per fare pressione sugli avversari. È proprio per questo che i piloti, assieme ai membri delle forze speciali e ad altri militari d’élite, vengono sottoposti a uno specifico programma chiamato SERE, acronimo di Sopravvivenza, Evasione, Resistenza, Fuga. Il SERE dell’Aeronautica Militare statunitense è particolarmente rigido ed è progettato per preparare i piloti a sopravvivere e nascondersi dopo un abbattimento in territorio nemico e, soprattutto, a come comportarsi in caso di cattura.
Come spiegato su The National Interest da Harrison Kass, ex pilota della U.S. Air Force, avvocato e giornalista, questo programma affonda le sue radici nella Seconda Guerra Mondiale e nella Guerra di Corea, quando i piloti americani catturati venivano sottoposti a torture e pressioni estreme per fini propagandistici o per estorcere informazioni. Essere addestrati nel SERE non significa trasformarsi in eroi, ma essere pronti alla resistenza, alla disciplina e al controllo delle emozioni in contesti di stress e rischi elevatissimi. “L’obiettivo è evitare di fornire al nemico informazioni utili, non ‘vincere’ l’interrogatorio in sé, ma limitare i danni”, spiega Kass, nel caso in cui si venga catturati.
Ma prima di questo, ci sono i primi due elementi del programma: la sopravvivenza e l’evasione. Per quanto riguarda la Sopravvivenza, i piloti vengono addestrati a superare i primi momenti critici dopo essere atterrati in territorio nemico (sul velivolo o dopo essersi eiettati col seggiolino) ed eventualmente a resistere tutto il tempo necessario in attesa dell’arrivo dei soccorsi. Tra gli insegnamenti figurano la valutazione delle ferite riportate, la costruzione di rifugi, la raccolta d’acqua, la caccia a piccoli animali, la realizzazione di trappole e altre capacità utili a sopravvivere in ambienti ostili e selvaggi, sia di giorno che di notte. I piloti, che devono rapidamente nascondere il paracadute, dispongono naturalmente di kit con bussola, radio criptata per comunicare, barrette energetiche e altro materiale di primo soccorso, prezioso per questa delicatissima fase.

La fase successiva, Evasione, è particolarmente importante perché addestra i piloti a nascondersi nell’ambiente, a muoversi nel modo corretto, a sfruttare il territorio e la vegetazione a proprio vantaggio per eludere la cattura da parte del nemico, fino all’arrivo dei soccorsi o al raggiungimento del territorio alleato. Il pilota dell’F-15 abbattuto, in base a quanto sappiamo sull'accaduto, si trova in questa fase. In questo momento sono state dispiegate squadre specializzate per cercarlo, le CSAR (Combat Search and Rescue) dotate di equipaggiamento specializzato. Nel caso in cui non potessero raggiungerlo con un elicottero (le forze iraniane hanno annunciato di averne colpito uno – probabilmente un Black Hawk – costringendolo alla ritirata), militari specializzati si lanceranno con il paracadute per una missione di supporto e salvataggio estremamente pericolosa.
Se il pilota non riesce a eludere le forze nemiche e viene catturato, si passa alla fase 3 del SERE, quella della Resistenza, probabilmente la più delicata di tutte, dato che insegna – come suggerisce il nome – a resistere alla prigionia (finanche a torture e pressioni psicologiche di vario genere) al fine di mantenere il controllo, la disciplina e non rivelare informazioni vitali e segreti operativi sotto stress. Non sorprende che nel portale dedicato al corso per diventare addestratori SERE venga sottolineato che gli specialisti di questa disciplina “aiutano gli altri a tornare con onore”.
L’ultima fase del SERE, la Fuga, più che insegnare a scappare insegna a preservare la propria vita, aiutando i piloti a riconoscere i momenti in cui non si deve tentare la fuga. In sostanza, in questa fase – come spiegato da Kass – si viene addestrati a riconoscere opportunità e a valutare i rischi, sottolineando che la fuga, in realtà, “è sia rara che pericolosa”. Non stupisce che per diventare specialisti SERE si debbano affrontare corsi di difficoltà crescente: solo i migliori possono accedere al durissimo training finale della durata di alcuni mesi.