Fotografato per la prima volta l’urocione di Cozumel, tra i canidi più rari al mondo: le foto della magnifica “volpe”

Per la prima volta nella storia è stato fotografato il leggendario urocione di Cozumel (Urocyon sp.), uno dei canidi più rari ed elusivi al mondo. È strettamente associato all'urocione comune (Urocyon cinereoargenteus), un canide originario del continente americano conosciuto come volpe grigia o volpe arboricola, sebbene non sia strettamente imparentato con le volpi che conosciamo tutti (pur somigliando loro moltissimo). I dati sulla "volpe nana" di Cozumel – come la chiamano in America – sono talmente scarsi che gli scienziati la conoscono solo da un'osservazione indiretta del 2021 e per alcuni resti sub fossili, recuperati tra i templi Maya dell'isola messicana incastonata nel cuore del Mar dei Caraibi, lungo la Grande Barriera Corallina Mesoamericana. Cozumel è uno dei luoghi in cui si trovano tra i più spettacolari endemismi di diverse specie e sottospecie, cioè di animali che vivono solo lì.
L'urocione di Cozumel non è stato ancora descritto formalmente dagli scienziati; si ritiene infatti sia una forma nana dell'urocione comune generata dal lungo isolamento, durato dai 5.000 ai 37.000 anni secondo le stime. Proprio in virtù di questa separazione geografica e delle palesi differenze morfologiche (è fino all'80 percento più piccolo del comune urocione), si ipotizza che la “volpetta” di Cozumel sia una specie a sé stante. Ora che finalmente abbiamo le prime prove fotografiche e uno studio scientifico ad hoc, sono stati messi in moto tutti i passi per la classificazione tassonomica e soprattutto per la tutela della presunta nuova specie. Si ritiene infatti che il canide, frutto del nanismo insulare che coinvolge anche altre specie presenti sull'isola messicana, sia in pericolo critico di estinzione.

A descrivere l'urocione di Cozumel grazie alla prima documentazione fotografica è stato un team di ricerca internazionale composto da scienziati di Pathos Wildlife (Stati Uniti), del Dipartimento di Scienze delle Risorse Naturali dell'Università del Rhode Island e del Centro di Conservazione ed Educazione Ambientale – Fondazione dei Parchi e dei Musei di Cozumel (FPMC). Tutto ha avuto inizio nel settembre del 2023, quando sui social network sono iniziate a circolare notizie sull'avvistamento di una minuscola volpe nei pressi della strada costiera sul lato orientale dell'isola.
Appresa l'informazione, il dottor Rafael Chacón – direttore del FPMC – ha iniziato subito a cercarla, fin quando attorno alle 6 del mattino del 14 settembre non è riuscito a vederla e a immortalarla. Era proprio un maschio del leggendario urocione di Cozumel. A causa della vicinanza alla strada a traffico veloce, che rappresenta una delle principali minacce alla fauna selvatica dell'isola, gli esperti hanno deciso di prelevare il canide, studiarlo per un po' e poi rilasciarlo in un ambiente sicuro e protetto. Il 17 settembre è stato liberato alla Laguna Colombia State Reserve, tra foreste subdecidue, dune, mangrovie e splendide lagune salmastre, un habitat considerato ideale per questo carnivoro.
Da quando il dottor Chacón ha caricato le immagini dell'urocione di Cozumel su iNaturalist, una delle App più utilizzate al mondo nell'ambito di progetti di Citizen Science legati alla zoologia, si sono attivate tutte le procedure per formalizzare il riconoscimento della nuova specie (grazie alle indagini morfologiche e genetiche condotte sull'esemplare) e per proteggerla, poiché non essendo riconosciuto, l'urocione di Cozumel non ha nemmeno un programma di tutele ad hoc. “Per una specie che molti credevano estinta, vedere quelle immagini fu surreale. Dimostrava che la volpe era ancora viva e l'urgenza di proteggerla aumentò vertiginosamente”, ha affermato in un'intervista a Pensoft il dottor Travis D. Bayer, biologo, fondatore di Pathos Wildlife e coautore dello studio.

Lo scienziato ha spiegato che in genere i carnivori hanno meno possibilità di sviluppare nanismo insulare o di sopravvivere su isole con poche risorse, eppure ci sono almeno tre animali nani di questo tipo a Cozumel: il protagonista di questa storia, il procione pigmeo (Procyon pygmaeus) e il coati nano (Nasua nelsoni). Per quanto concerne l'urocione di Cozumel, alla luce della scarsissima documentazione si ritiene che l'animale sia sull'orlo dell'estinzione o comunque estremamente raro. Per questo sono necessari indagini mirate, studi genetici e soprattutto l'istituzione di un piano di protezione nella zona meridionale dell'isola, dove storicamente si trova il suo habitat. Tra le principali minacce, oltre al traffico dell'autostrada costiera, figurano la distruzione / frammentazione dell'habitat e l'introduzione di specie aliene e invasive, oltre al cambiamento climatico. “La sfida più grande è che ancora non sappiamo quasi nulla sulla dimensione della sua popolazione, sulla sua distribuzione o sulla sua ecologia. Questa incertezza rende incredibilmente difficile un'efficace conservazione, e la mancanza di una descrizione tassonomica formale limita la nostra capacità di attuare tutele legali”, ha spiegato il dottor Bayer.
La speranza è che dopo la pubblicazione delle foto e dello studio venga velocemente formalizzato l'aspetto tassonomico e si possa iniziare a proteggere l'urocione di Cozumel in modo rigoroso e mirato. "In definitiva, speriamo che questo lavoro contribuisca a far sì che l'urocione di Cozumel, da presenza poco conosciuta e incerta sull'isola, diventi un elemento chiave e meglio compreso degli ecosistemi di Cozumel. Speriamo inoltre che dimostri come la conservazione sia spesso più urgente quando le certezze sono minori e che l'incertezza stessa possa essere uno stimolo all'azione", ha chiosato il dottor Bayer in un comunicato stampa. I dettagli della ricerca “First photographic evidence of an insular dwarf fox (Urocyon sp.) on the island of Cozumel, Mexico” sono stati pubblicati su Neotropical Biology and Conservation.