Foto e video del merlo acquaiolo, l’uccello spericolato che si tuffa nell’acqua gelida: dove vederlo in Italia

Abbiamo incontrato il merlo acquaiolo, un affascinante uccello che vive lungo le sponde di fiumi e torrenti a scorrimento veloce. Questo animale è in grado di tuffarsi, nuotare e persino camminare sul fondale dei corsi d’acqua, dove cattura le sue prede preferite. Le nostre immagini riprese nel Lazio e in Abruzzo.
A cura di Andrea Centini
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Merlo acquaiolo (Cinclus cinclus). Credit: Andrea Centini
Merlo acquaiolo (Cinclus cinclus). Credit: Andrea Centini

Il merlo acquaiolo (Cinclus cinclus) è uno degli uccelli più interessanti da osservare in Italia, principalmente in virtù del suo affascinante comportamento “spericolato”. Come suggerisce il nome, infatti, la specie è strettamente associata all'acqua, ma non a quella di placidi canali e bacini, dove vivono martin pescatore, anatre tuffatrici e altre specie acquatiche. Il merlo acquaiolo è una creatura nata per affrontare l'avventura: vive infatti lungo le sponde di fiumi e torrenti a scorrimento veloce, con rocce affioranti usate come posatoi dalle quali lanciarsi sotto il turbolento flusso.

Merlo acquaiolo. Credit: Andrea Centini
Merlo acquaiolo. Credit: Andrea Centini

Il merlo acquaiolo è un abilissimo nuotatore subacqueo che usa le ali come raffinate pagaie, dando colpi rapidi e potenti. Ma non solo. La solida struttura ossea consente a questo uccello persino di camminare sul fondale, dove è costantemente alla ricerca delle sue prede preferite, soprattutto larve di invertebrati come i tricotteri, pur non disdegnando piccoli crostacei come i gamberi di fiume, molluschi e, all'occorrenza, anche pesciolini. Vederlo tuffarsi e riemergere con l'ambita preda, come nel video in testa all'articolo, è un vero spettacolo della natura, apprezzato da ogni appassionato di birdwatching e fotografia naturalistica. Tutte le foto e il video che vedete li abbiamo ripresi durante escursioni nel Lazio e in Abruzzo.

Nonostante il nome e l'appartenenza all'ordine dei passeriformi, il merlo acquaiolo non ha nulla a che vedere con il comune merlo (Turdus merula) che popola le nostre città; le specie fanno parte di due famiglie diverse – Cinclidae e Turdidae – e occupano nicchie ecologiche totalmente distinte. Anche l'aspetto è molto diverso. Come spiegato nella Guida degli Uccelli d'Europa, Nord Africa e Vicino Oriente di Lars Svensson, il merlo acquaiolo ha una lunghezza compresa tra i 17 e i 20 centimetri ed è caratterizzato da un corpo compatto, “con zampe robuste e coda corta”. L'apertura alare non supera i 30 centimetri e il peso arriva fino a poco meno di 80 grammi negli esemplari più grandi. La silhouette è tozza, arrotondata e decisamente meno slanciata di quella di un merlo, inoltre ha l'abitudine di tenere la coda sollevata.

Merlo acquaiolo. Credit: Andrea Centini
Merlo acquaiolo. Credit: Andrea Centini

Il piumaggio, evidenzia la LIPU, è inconfondibile, “con il capo bruno scuro, le rimanenti parti superiori grigio ardesia e le parti inferiori candide dal mento al basso ventre”. A volte il cappuccio marrone sulla testa risulta più chiaro, mentre sotto l'evidente bavaglio bianco le piume possono tendere al rosso ruggine. Gli occhi sono di un intenso color nocciola, mentre il becco è corto e appuntito. Non esistono differenze significative tra maschi e femmine. Non siamo certamente innanzi al piumaggio variopinto di una ghiandaia marina o di un gruccione, ma il merlo acquaiolo vive in un mondo quasi costantemente all'ombra e sotto il frastuono dell'acqua che scorre. Anche la frequenza del richiamo – “un breve, acuto ed ‘elettrico' zrik!”, spiega la Guida degli Uccelli – è progettata per superare le dinamiche del peculiare habitat, per farsi udire dai conspecifici.

Merlo acquaiolo. Credit: Andrea Centini
Merlo acquaiolo. Credit: Andrea Centini

Noi abbiamo avuto la fortuna di incontrare questo meraviglioso uccello più volte, soprattutto lungo l'Aniene nel Lazio (in particolar modo a Subiaco, in provincia di Roma) e sulle sponde del Sangro, che attraversa il famoso “borgo tra i cervi” di Villetta Barrea. In questi luoghi è possibile osservare i merli acquaioli mentre fanno freneticamente su e giù lungo i fiumi, fino a quando non trovano la posizione ideale da dove tuffarsi in acqua. Spesso li si vede riemergere con le larve di tricotteri, insetti che nella fase larvale vivono in acqua costruendosi “astucci” con pietruzze, sabbia e altri elementi con i quali si proteggono. Il merlo acquaiolo porta i foderi fuori dall'acqua e li sbatte ripetutamente contro sassi e tronchi, fino a quando non riesce a far uscire la larva e nutrirsene. Potete vedere la sequenza anche nel video in testa all'articolo con le nostre immagini.

Merlo acquaiolo. Credit: Andrea Centini
Merlo acquaiolo. Credit: Andrea Centini

I merli acquaioli, spiega la LIPU, in Italia sono sedentari e nidificanti su “Alpi, Appennini, rilievi della Toscana centrale e Sicilia, più frequentemente tra 400–600 m e 1.000–1.200 m, con massimo di 2.200–2.300 m nelle Alpi e tendenza all’espansione verso quote più basse, seguendo le aste dei corsi d’acqua”. Come indicato, sono distribuiti lungo i corsi d'acqua rapidi e poco profondi, ricchi anche di anfratti, cascate, ponticelli e altre infrastrutture artificiali che vengono sfruttati per la nidificazione. L'associazione spiega che nel nostro Paese si stimano tra le 4.000 e le 8.000 coppie, con trend stabile al Centro-Nord e in diminuzione al Centro-Sud. In Lazio e Sicilia si registrano addirittura casi di estinzioni a livello locale. Non parliamo di una specie particolarmente abbondante, il cui stato di conservazione in Italia è considerato inadeguato. Va meglio invece nel resto d'Europa. Tra le minacce principali vi sono gli interventi sui corsi d'acqua e l'inquinamento, che rischiano di avere un impatto catastrofico sulle popolazioni di merlo acquaiolo.

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