Fentanyl contaminato da “droga degli zombie”: medici scoprono un sintomo nei pazienti in overdose

Le overdose da oppioidi sintetici come il Fentanyl (o Fentanil) sono un problema di salute enorme soprattutto negli Stati Uniti, dove ogni anno continuano a causare un numero significativo di morti, sebbene sia stato registrato un calo rilevante rispetto agli anni critici della pandemia. Questi farmaci, infatti, sono potentissimi analgesici che vengono usati anche come droghe ricreative perché inducono stordimento ed euforia. Essendo fino a 100 volte più potente della morfina, il Fentanyl anche a piccole dosi può essere molto pericoloso per la salute, inducendo confusione e difficoltà respiratorie fino all'insufficienza respiratoria e alla perdita di coscienza, che possono portare rapidamente alla morte.
Se già da solo il Fentanyl usato come droga rappresenta un grave rischio per la vita, negli ultimi anni viene spesso contaminato dai narcotrafficanti con la xilazina, un potentissimo sedativo approvato soltanto per l'uso veterinario, in genere su animali grandi come mucche e cavalli. La xilazina, conosciuta nell'ambiente delle sostanze illecite anche come “tranq”, è in grado di provocare ulcere, morte dei tessuti (necrosi), ascessi e altri danni cutanei anche lontano dal sito in cui viene iniettata, per questo è nota anche come “droga degli zombie”. Si ritiene che circa il 25 percento delle dosi di Fentanyl vendute illegalmente negli Stati Uniti sia contaminata da xilazina; nella maggior parte dei casi gli utilizzatori non lo sa e corre un rischio sensibilmente superiore rispetto al già pericoloso abuso di Fentanyl.
Molti finiscono in overdose e nelle fasi critiche del soccorso i medici non sanno nell'immediato se sia stato usato soltanto Fentanyl o Fentanyl mischiato con xilazina, un elemento che può fare una grande differenza. Ora i medici sono stati in grado di identificare un sintomo che è molto più probabile nelle persone che hanno usato Fentanyl contaminato da xilazina, ovvero un battito cardiaco particolarmente lento (bradicardia). I ricercatori della Icahn School of Medicine del Mount Sinai di New York hanno fatto questa scoperta dopo aver analizzato i campioni di sangue di circa 1.300 pazienti con sospetta overdose da oppioidi, ricoverati in 10 ospedali americani tra il 2020 e il 2023, durante la fase più critica dell'abuso di queste sostanze. Attraverso l'incrocio dei test tossicologici e delle cartelle cliniche con vari parametri vitali, i medici hanno rilevato che i pazienti che avevano assunto Fentanyl contaminato presentavano bradicardia in numero tre volte superiore rispetto a coloro che avevano assunto solo il Fentanyl.
“All'interno di questo sottogruppo di pazienti esposti al Fentanil adulterato con xilazina e che hanno avuto un'overdose, la bradicardia è l'unico ‘segnale' significativo che abbiamo trovato finora per correlare i risultati degli esami del sangue a un marcatore clinicamente significativo per i medici quando si tratta di sintomi”, ha dichiarato in un comunicato stampa la professoressa Jennifer Love, docente di Medicina d'Urgenza presso l'ateneo newyorchese. “Le persone che usano oppioidi non cercano intenzionalmente sostanze come la xilazina, ma vi sono esposte inavvertitamente, e non conosciamo ancora tutti i potenziali effetti sulla salute che queste nuove sostanze potrebbero avere per i pazienti”, ha aggiunto la scienziata. La scoperta di questo sintomo non solo aiuta gli scienziati a comprendere meglio gli effetti della sindrome tossicologica causata dal mix di sostanze, ma anche di assistere meglio i pazienti con disturbi da abuso. I dettagli della ricerca “Clinical factors linked to xylazine exposure in emergency department patients with illicit opioid overdose” sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Addiction.