Decine di “zoccoli da bagno” degli Antichi Romani trovati al Vallo di Adriano: li usavano alle terme

Per spostarsi nelle terme, dove si utilizzavano ingegnosi sistemi per aumentare le temperature del pavimento e delle vasche in cui fare il bagno, gli Antichi Romani indossavano dei peculiari zoccoli con una zeppa alta dai 2 ai 5 centimetri. Li chiamavano “sculponeae”, come indicato nella documentazione storica dell'epoca. Erano utili non solo per proteggersi da eventuali scottature alla pianta dei piedi, ma anche da potenziali cadute a causa del pavimento scivoloso. Poiché erano realizzati con materiali deperibili e biodegradabili come pelle e legno, ai giorni nostri ne sono giunti pochissimi. C'è tuttavia una eccezione, il forte romano di Vindolanda nel Northumberland, in Inghilterra, dove sono state trovate circa cinquanta di queste originali calzature da bagno.
La ragione di questa abbondanza risiede nel fatto che al forte, strettamente legato al Vallo di Adriano, si trova un fossato pieno di fango privo di ossigeno, condizione che non permette la decomposizione del materiale organico (o dove comunque risulta estremamente rallentata). Al suo interno è stato recuperato un vero e proprio tesoro di oggetti di uso quotidiano, come pettini, spazzole, spille, portafortuna e molto altro ancora. Non c'è da stupirsi che in questo luogo speciale – dove è stato trovato anche il disegno di un fallo enorme con un insulto – gli archeologi abbiano recuperato ben 5.000 calzature romane. Anche all'interno di un fosso del forte “Magna” sono state trovate diverse scarpe, fra le quali ne è emersa una gigantesca di un soldato romano che portava la taglia 49-50. È un piede enorme ai giorni nostri e lo era ancor di più 2.000 anni fa, quando l'altezza media degli uomini era inferiore a quella attuale (1,70 metri).
Sia il forte di Vindolanda che quello Magna si trovano lungo il Vallo di Adriano, una fortificazione di 120 chilometri che richiese decine di anni per essere costruita, a partire dal 122 dopo Cristo. L'Imperatore Adriano la volle realizzare per arginare le incursioni dei barbari – come i Pitti – al confine settentrionale dell'Impero Romano. Era alta fino a 5 metri e ancora oggi le sue tracce sono ben visibili tra Newcastle e la Cumbria, fino alla foce del fiume Solway. Tra i reperti più interessanti trovati nei forti piazzati lungo il Vallo di Adriano figurano proprio questi zoccoli da bagno. In un articolo del Vindolanda Charitable Trust che gestisce il sito archeologico, la professoressa Elizabeth Greene dell'Università del Western Ontario e la collega Maryl Gensheimer dell'Università del Maryland hanno affermato che presso il forte di Vindolanda sono stati rinvenuti i resti di due terme, pertanto non c'è da stupirsi che dal fossato siano emerse anche queste peculiari calzature da bagno. Le terme erano “diffuse in tutto l'impero e rappresentavano uno dei simboli dell'appartenenza culturale romana nelle città e nei villaggi delle province romane”, hanno scritto le due archeologhe.

Le sculponeae più semplici avevano una zeppa di legno di circa 3 centimetri sormontata da una tomaia in cuoio dove fissare il piede, ma ne esistevano molte varianti. “Alcune assomigliano molto alle nostre ciabatte, mentre altre hanno più di una tomaia sulla parte superiore del piede e talvolta anche cinturini sul tallone. La disposizione dei cinturini e la forma della suola potevano modificare in modo significativo il modo in cui una persona camminava con queste calzature, il che forse aveva un effetto sulla loro funzione”, hanno spiegato Greene e Gensheimer. “Anche il livello di decorazione varia notevolmente. Alcuni zoccoli sono decorati sulla parte superiore della suola di legno con rappresentazioni di dita dei piedi incise sulla superficie, o con motivi a chevron e altri disegni geometrici. Altri, invece, sono completamente privi di decorazioni e sembrano di fattura piuttosto scadente. La varietà di stili e qualità è affascinante”, aggiungono le esperte. Non è difficile immaginare che le calzature più elaborate ed eleganti le utilizzassero personalità importanti dell'epoca, un po' come certe scarpe di lusso ultra costose ai giorni nostri sfoggiate dai vip.
Le ricercatrici non escludono che queste scarpe potessero avere delle funzioni diverse e che probabilmente venissero usate anche al di fuori delle terme, ad esempio come le “soprascarpe” del Medioevo nelle quali venivano inserite le normali scarpe, per passare dentro corsi d'acqua e altre superfici sconnesse. Diverse di queste calzature saranno visibili fino a settembre presso il Bata Shoe Museum di Toronto, in Canada, dove è in corso la spettacolare mostra "Unearthing Vindolanda".