Enorme cometa di 2,4 km può diventare visibile a occhio nudo in pieno giorno: è stata appena scoperta

Una cometa scoperta a gennaio 2026 potrebbe regalare uno spettacolo meraviglioso nel cielo di aprile, diventando non solo la più luminosa dell'anno, ma anche visibile a occhio nudo in pieno giorno. Stiamo parlando di C/2026 A1 (MAPS), scoperta il 13 gennaio 2026 da quattro astronomi amatoriali francesi (Georges Attard, Alain Maury, Florian Signoret e Daniel Parrott) dal deserto di Atacama in Cile, grazie al piccolo telescopio dell'osservatorio AMACS1 da 28 centimetri. Questo astro chiomato appartiene a una particolare famiglia chiamata “comete radenti di Kreutz” (Kreutz sungrazers in inglese), che l'astrofisico Gianluca Masi del Virtual Telescope Project (VTP) aveva definito “suicide” e “spericolate” in un'intervista su Fanpage.it. La ragione è semplice: si avvicinano talmente tanto al Sole che la stragrande maggioranza di esse finisce distrutta dal calore della nostra stella. Ma la nuova cometa è un colosso con un nucleo stimato di ben 2,4 chilometri; si ritiene dunque che sopravvivrà al passaggio al perielio – come poche altre compagne dello stesso gruppo – e che possa illuminarsi in modo estremo, tanto da poter replicare il fenomeno della cometa C/1965 S1 Ikeya-Seki, scoperta nel 1965 e divenuta visibile in pieno giorno. Ma ci sono diverse considerazioni da fare, a maggior ragione per una cometa radente di Kreutz.
Innanzitutto, come indicato in un celebre aforisma, le comete “sono come i gatti: hanno la coda e fanno come gli pare”. Ciò significa che sono del tutto imprevedibili; pertanto, nonostante ci si possa aspettare uno spettacolo meraviglioso nel cielo, esso può essere totalmente disatteso. Talvolta una cometa considerata poco interessante diventa invece luminosissima, ma la svolta negativa è quella più probabile. Per quanto concerne C/2026 A1 (MAPS), classificata ufficialmente dal Minor Planet Center dell'Unione Astronomica Internazionale (IAU) il 20 gennaio scorso, sappiamo che raggiungerà il perielio il 4 aprile 2026 a una distanza di circa 0,005 unità astronomiche. Poiché una UA è pari alla distanza che separa la Terra dal Sole, circa 150 milioni di chilometri, la cometa radente passerà dalla stella ad appena 783.892 chilometri, come indicato dall'astrofisico Tony Phillips di spaceweather.com. Ciò vuol dire circa due volte la distanza tra il nostro pianeta e la Luna. Una distanza tale è “letale” per molte comete radenti, ma come specificato l'astro chiomato è un gigante da 2,4 chilometri, quindi secondo i calcoli degli esperti riuscirà a sopravvivere al calore infernale della stella. Ma non sappiamo come si comporterà il suo nucleo, se si frammenterà e in che modo.
Stando al portale specializzato in comete astro.vanbuitenen.com, la magnitudine (luminosità apparente) stimata per il 4 aprile 2026 è addirittura di –6,4: ciò significa che potenzialmente può diventare visibile in pieno giorno come la C/1965 S1 Ikeya-Seki, che passò a meno di 450.000 chilometri dal Sole e arrivò persino a –11, quasi quanto la Luna Piena. Ricordiamo che la magnitudine si basa su una scala inversa: più è basso il valore (anche negativo), più un oggetto è luminoso. Ribadiamo che sono stime e non sappiamo come si comporterà la cometa, ma c'è un dettaglio da non trascurare: poiché la cometa sarà vicinissima al Sole, anche se diventasse visibile a occhio nudo nelle ore diurne non sarà facilmente “accessibile”. C'è infatti il rischio di guardare direttamente il disco solare e procurarsi gravi danni alla vista e persino la cecità, quindi le osservazioni diurne dovrebbero restare appannaggio solo di chi sa esattamente come fare.

C'è inoltre da considerare il fatto che ci sarà una significativa differenza fra come sarà visibile nell'emisfero settentrionale o boreale (il nostro) e quello meridionale o australe. Quest'ultimo sarà decisamente più avvantaggiato, perché al tramonto – il momento migliore per l'osservazione sicura – resterà più tempo e più in alto nel cielo. Nel giorno del massimo avvicinamento il nucleo potrebbe non essere direttamente visibile, ma una potenziale e lunghissima coda sì. Per il nostro emisfero la situazione sarà peggiore, a causa della vicinanza alla stella e dell'altezza sull'orizzonte, davvero molto bassa. La situazione potrebbe migliorare nei giorni successivi al perielio, quando tuttavia la magnitudine o luminosità apparente sarà inferiore.
Ciò che è certo è che dopo la metà di marzo, tra poco più di un mese, la cometa diventerà visibile con piccoli telescopi amatoriali. Resta da capire come si evolverà nelle prossime settimane e se saranno rispettate le stime della luminosità a ridosso del perielio. Al momento sappiamo che la cometa torna a far visita al Sole ogni 1.200 anni circa e che ha un'inclinazione rispetto al piano su cui giace l'orbita della Terra (eclittica) di poco inferiore ai 145°, condizioni che, combinate con le generose dimensioni del nucleo, potrebbero renderla spettacolare come alcune comete “suicide” del passato.

Gli astronomi ritengono che le comete radenti di Kreutz (dal nome di Heinrich Kreutz) siano frammenti di una gigantesca cometa di 100-150 chilometri che si frammentò migliaia di anni fa: forse è coinvolta la Grande Cometa del 371 avanti Cristo. Sottolineiamo che ad oggi non sappiamo come si comporterà C/2026 A1 (MAPS), quindi bisognerà attendere la sua evoluzione per capire con quale spettacolo avremo a che fare tra fine marzo e inizio aprile. Al momento le premesse sono comunque molto emozionanti.