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25 Novembre 2022
17:35

Bambina nata con una coda di 6 centimetri ricoperta di peli: “Evento rarissimo”

In un ospedale messicano è nata una bambina con una coda lunga circa 6 centimetri e ricoperta di peli. L’appendice è stata rimossa tramite resezione chirurgica.
A cura di Andrea Centini
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Credit: Journal of Pediatric Surgery Case Reports
Credit: Journal of Pediatric Surgery Case Reports

Una bambina messicana è nata con una coda lunga 5,7 centimetri. L'appendice, ricoperta di peli, è stata classificata dai medici come una “vera coda”, non un disrafismo spinale, ovvero un'anomalia della colonna vertebrale come la spina bifida, che dà vita a una pseudocoda. In questo caso, infatti, la coda – che è stata rimossa attraverso la resezione chirurgica – non presentava tessuto osseo al suo interno, ma solo pelle, muscoli, nervi, tessuto connettivo, vasi sanguigni e grasso. Come spiegato dai pediatri che hanno descritto il caso della piccola, “le code umane sono estremamente rare e vengono generalmente diagnosticate dopo la nascita, senza alcuna storia prenatale o familiare associata alla loro comparsa”. Di norma si tratta di appendici benigne che non comportano alcuna problematica al paziente, anche dopo la rimozione.

A descrivere il caso della bimba messicana nata con la coda è stato un team guidato da medici e ricercatori del Dipartimento di Chirurgia Generale dell'Azienda Ospedaliera Universitaria “Dr. José Eleuterio González” – Università Autonoma di Nuevo León, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi del Reparto di Pediatria. Gli specialisti, coordinati dal professor Gerardo Munoz, hanno scoperto la coda solo dopo la nascita della bimba, avvenuta tramite parto cesareo alla fine del 2020. L'appendice, come indicato, era lunga circa 6 centimetri e si presentava ricoperta di peli e pelle, senza ossa all'interno. Il diametro era di circa 3 – 5 millimetri e aveva una struttura generalmente cilindrica, più spessa all'apice e con un terminale appuntito.

Credit: Journal of Pediatric Surgery Case Reports
Credit: Journal of Pediatric Surgery Case Reports

Come specificato nel case report, la piccola è nata al termine di una gravidanza regolare in un ospedale rurale del Messico nordorientale; durante la gestazione la madre non è stata esposta a radiazioni, agenti teratogeni o infezioni, tutti fattori noti per innescare anomalie congenite e malformazioni. La bambina è figlia di due genitori sani sulla trentina e non consanguinei. Avevano avuto già un primo figlio, un maschietto. Tutto l'iter è risultato regolare e la bimba è nata perfettamente in salute, senza disfunzioni o malformazioni agli organi. Anche il punteggio Apgar – una scala che rileva se un neonato è sano e vitale – era pienamente nella norma. L'unica anomalia era appunto rappresentata dalla coda, che i medici hanno monitorato per alcune settimane prima di procedere alla resezione chirurgica, eseguita dopo aver appurato che tutti i parametri della bimba fossero nella norma e che stesse crescendo bene. Il taglio è stato effettuato a poco più di due mesi dal parto; a quel punto la coda era cresciuta di altri 0,8 centimetri. Durante l'operazione è stata eseguita una ricostruzione di Limberg, utilizzando tessuto prelevato dalle natiche.

Come indicato nello studio, in letteratura scientifica sono riportati circa 200 casi di coda umana, dei quali una quarantina relativi alle “vere code”, come quella della bimba messicana. Lo scorso anno un bambino brasiliano è nato con una coda ancora più rara e “inquietante”, con una grande struttura globulare all'apice, simile a un'arma medievale. Le code umane più lunghe note alla scienza hanno dimensioni comprese tra 20 e oltre 30 centimetri, sia vere code che pseudocode legate a disrafismo spinale. Ricordiamo che l'embrione umano sviluppa normalmente la coda, una struttura dovuta al nostro retaggio evolutivo, tuttavia essa viene riassorbita nel coccige durante la gestazione. In alcuni casi il riassorbimento può essere incompleto dando vita a una coda vestigiale. I dettagli della ricerca “Human tail in a newborn” sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Journal of Pediatric Surgery Case Reports.

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