video suggerito
video suggerito

Avvistate rondini a gennaio in provincia di Sondrio: com’è possibile in pieno inverno

Attorno alla metà di gennaio 2026, nel periodo più freddo dell’anno, nel cielo del comune di Delebio (Lombardia) sono state avvistate e filmate delle rondini. Il video condiviso da Emanuele Barini ha suscitato curiosità e incredulità. Ecco perché è possibile vedere questi uccelli anche in pieno inverno.
A cura di Andrea Centini
12 CONDIVISIONI
Le rondini avvistate a Delebio. Credit: Emanuele Barini
Le rondini avvistate a Delebio. Credit: Emanuele Barini

A Delebio, in provincia di Sondrio (Lombardia), attorno alla metà di gennaio sono state avvistate e filmate delle rondini, che hanno suscitato stupore e incredulità. Sulla pagina Facebook “Conoscere gli Uccelli, che aiuta le persone a identificare i volatili immortalati, l'utente Emanuele Barini ha condiviso un video con le immagini degli uccelli, sottolineando con ironia di “non aver ancora fatto un aperitivo” ma di aver visto sulla sua testa uno stormo di rondini (il post è datato 17 gennaio 2026). Il filmato, che mostra gli uccelli svolazzare nel cielo nuvoloso, è stato condiviso anche sul suo canale YouTube e potete vederlo qui di seguito:

Se c'è un animale che annuncia l'arrivo primavera, esso è senza dubbio la rondine. Il famoso adagio “una rondine non fa primavera” si riferisce proprio al fatto che, pur essendo questi uccelli strettamente associati alla bella stagione, alcuni esemplari precoci possono arrivare in anticipo e quindi rappresentano una sorta di eccezione alla “regola” (andrebbero fatti ragionamenti anche sul fatto che la primavera meteorologica non è parallela a quella astronomica, ma non è questa la sede).

Al netto di queste considerazioni, siamo in pienissimo inverno e in Italia, dati alla mano, il periodo più freddo dell'anno è in genere proprio quello compreso tra la metà di gennaio e la metà di febbraio. Quindi, in teoria, queste rondini avvistate in Lombardia sarebbero arrivate dall'Africa proprio per affrontare qui da noi il periodo peggiore per loro – dal punto di vista delle temperature e della possibilità di trovare cibo – e che rappresenta proprio il motivo per cui sono costrette a questi lunghi e pericolosissimi viaggi migratori. Sarebbe un po' un controsenso.

Rondini montane. Credit: Martien Brand / wikipedia
Rondini montane. Credit: Martien Brand / wikipedia

Infatti le rondini avvistate a Delebio non sono esemplari di rondine comune (Hirundo rustica), ma rondini montane (Ptyonoprogne rupestris), una specie che in Italia è “parzialmente sedentaria e nidificante, migratrice e svernante regolare”, come sottolineato nella Guida degli Uccelli d'Europa, Nord Africa e Vicino Oriente di Lars Svensson. Si tratta di uccelli che conoscono in pochi – principalmente studiosi, appassionati di birdwatching e fotografi naturalisti – e dunque non c'è da stupirsi che possano sorprendere quando avvistate in pieno inverno, vista la somiglianza in volo e da lontano con le rondini comuni.

Le rondini montane a Delebio. Credit: Emanuele Barini
Le rondini montane a Delebio. Credit: Emanuele Barini

Le rondini sono uccelli passeriformi appartenenti alla famiglia degli Irundinidi (Hirundinidae) e in nel nostro Paese sono presenti cinque specie diverse: la rondine comune associata alla primavera, caratterizzata da un piumaggio blu-nero lucente, parte frontale della testa rosso sangue e una coda lunga e biforcuta; il piccolo balestruccio bianco e nero (Delichon urbicum); la rara rondine rossiccia (Cecropis daurica) caratterizzata da dettagli color ruggine e somigliante alla rondine comune; il topino (Riparia riparia) marrone chiaro – grigio sul dorso sopra e bianco sul ventre; e la protagonista del video, la rondine montana, che è simile al topino ma è leggermente più grande e presenta la gola screziata di marrone, coda a ventaglio e macchiettata di ovali bianchi. Come indicato dalla Lipu, la rondine montana ha una lunghezza media di 15 centimetri e l'apertura alare arriva a 34 centimetri.

Rondine comune. Credit: Andrea Centini
Rondine comune. Credit: Andrea Centini

A differenza degli altri irundinidi italiani, che migrano verso l'Africa subsahariana tra la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno per svernare, la rondine montana presenta popolazioni stanziali o migratorie a corto raggio che si spostano solo di quota, ad esempio scendendo dall'arco alpino – dove risulta piuttosto comune – verso le aree dei laghi di Garda, Ideo e Como, “dove trovano un clima sufficientemente mite”, spiega la Lipu. Le rondini montane avvistate a Delebio, un comune in provincia di Sondrio alle pendici del Monte Legnone di circa 3.400 abitanti, sono quindi esemplari scesi di quota dall'arco alpino per svernare. Questi affascinanti uccelli, che sopportano bene il freddo, sono presenti anche nelle zone appenniniche “con ampi vuoti di areale sull’Appennino centro-meridionale” così come in Sardegna e Sicilia.

La specie, fortunatamente, è in uno stato di conservazione favorevole e si stima che in Europa vivano tra le 45.000 e le 200.000 coppie, principalmente presenti in Spagna. In Italia si attestano tra le 30.000 e le 50.000. La popolazione locale è in crescita e con un areale di distribuzione in espansione. Tra le principali minacce i lavori edilizi, l'uso di pesticidi in agricoltura e l'impatto del cambiamento climatico.

12 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views