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Caccia in città e parchi: gli animali uccisi potranno essere mangiati

La Commissione Bilancio della Camera ha approvato un emendamento che permetterà di cacciare la fauna selvatica anche in aree urbane e protette.
A cura di Andrea Centini
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Una femmina di cinghiale allatta un piccolo. Credit: Andrea Centini
Una femmina di cinghiale allatta un piccolo. Credit: Andrea Centini

La Commissione Bilancio della Camera ha approvato l'emendamento che, nella nuova manovra, permetterà di dare la caccia alla fauna selvatica anche nelle aree in cui attualmente vige il divieto assoluto, “comprese le aree protette e le aree urbane”. Inoltre gli abbattimenti o la cattura degli animali saranno possibili anche “nei giorni di silenzio venatorio e nei periodi di divieto”. Non si tratta di un ampliamento delle normali attività venatorie, ma dell'apertura di un vera e propria caccia di contenimento volta alla "gestione" e al "controllo" delle specie selvatiche, che potranno essere braccate e uccise per tutto l'anno anche nei posti dove fino ad oggi erano al sicuro, come ad esempio all'interno di un parco.

Non c'è da stupirsi che una simile iniziativa, approvata con un colpo mancino dalla maggioranza – il testo della proposta di modifica è stato “fatto uscire dal cilindro” a conclusione delle votazioni – abbia suscitato il fortissimo sdegno da parte delle associazioni animaliste e ambientaliste, oltre che delle opposizioni. In molti hanno già promesso battaglia in tutte le sedi opportune, evidenziando che con l'approvazione di questo emendamento non solo siamo innanzi a una violazione della direttiva Habitat europea (dedicata alla tutela della biodiversità) e dell'articolo 9 della Costituzione, ma anche a un rischio per animali e cittadini.

Il testo dell'emendamento
Il testo dell'emendamento

Il testo è una proposta di modifica dell'articolo 19 della legge 11 febbraio 1992 n° 157, legge nazionale sulla caccia. Al punto 2 si indica che le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano potranno aprire la caccia alla fauna selvatica nei parchi, nelle città e nelle aree protette “per la tutela della biodiversità, per la migliore gestione del patrimonio zootecnico, per la tutela del suolo, per motivi sanitari, per la selezione biologica, per la tutela del patrimonio storico-artistico, per la tutela delle produzioni zoo-agro-forestali ed ittiche e per la tutela della pubblica incolumità e della sicurezza stradale”. Nel mirino dei cacciatori finiranno dunque quelle specie selvatiche che in qualche modo vengono considerate una minaccia, pertanto meritevoli di essere abbattute ed eliminate. Le operazioni saranno coordinate dalle autorità preposte e si avvarranno della collaborazione di cacciatori con licenza, guardie venatorie e agenti di polizia (anch'essi con licenza). Gli animali abbattuti che supereranno le analisi veterinarie potranno inoltre essere utilizzati per scopi alimentari.

Un lupo italiano. Credit: Andrea Centini
Un lupo italiano. Credit: Andrea Centini

Sin da quando è stata presentata, la nuova norma ha avuto il sapore di una legge anti cinghiale (la colpa è solo nostra se entrano nelle città), ma in realtà saranno diverse le specie a rischiare di essere braccate ovunque e in ogni periodo dell'anno. Fra esse anche daini, nutrie e ibis sacri, giusto per citare alcuni esempi di specie valutate come "problematiche". Ma a rischio secondo molti vi sarebbero anche volpi, orsi e lupi. La Lega Italiana Anti Vivisezione (LAV) ha dichiarato che si tratta di un vero e proprio atto scellerato, in grado di mettere a rischio tanto gli animali quanto i cittadini. “La scandalosa approvazione dell’emendamento sulla caccia selvaggia apre ad una nuova stagione di massacri”, ha dichiarato Massimo Vitturi, Responsabile animali selvatici della LAV. “Nessuno sarà più al sicuro: dal lupo all’orso, dal cinghiale alla volpe e con gravi rischi anche per l’incolumità umana. I fucili infatti potranno entrare senza alcuna valutazione scientifica preventiva anche all’interno dei parchi delle oasi oltre che in città”, ha chiosato Vitturi. “La nostra risposta sarà durissima: combatteremo questo emendamento in ogni sede, noi non ci arrendiamo. Gli animali selvatici devono essere tutelati e con loro la sicurezza dei cittadini va assicurata”, ha concluso il dirigente LAV.

Un ibis sacro. Credit: Andrea Centini
Un ibis sacro. Credit: Andrea Centini

Dello stesso avviso anche OIPA (Organizzazione internazionale protezione animali), che ha definito l'emendamento irresponsabile e da “Far West”, in grado di scatenare una mattanza indiscriminata degli animali e rappresentare un pericolo per la pubblica sicurezza e incolumità. “Ogni anno, a fine stagione venatoria, si contano morti e feriti anche tra gli umani, cacciatori e non. Battute di caccia in aree protette, in città e in qualsiasi giorno dell’anno, moltiplicherebbe il fenomeno”, aveva commentato alcuni giorni addietro il presidente dell’Oipa Massimo Comparotto, aggiungendo che l'emendamento comporta una modifica sulla legge nazionale sulla caccia e che dunque è già pronta la segnalazione alla Corte di Giustizia ambientale europea.

Una volpe. Credit: Andrea Centini
Una volpe. Credit: Andrea Centini

Durissime le parole dell'onorevole Angelo Bonelli, che in un post al vetriolo su Facebook ha condannato l'emendamento proposto dal deputato di Fratelli d'Italia Tommaso Foti: “Alle 6.45 di questa mattina la maggioranza di destra, violando regole e intese sui lavori tra maggioranza e opposizione, ha approvato l’emendamento che introduce nella manovra economica la caccia a tutte le specie animali nei parchi e nelle città ad ogni ora ed in ogni periodo. La norma consentirà l’abbattimento di specie protette dalla UE, non riguarda solo i cinghiali, come lupi, orsi, volpi e altro in totale violazione della direttiva Habitat e dell’art.9 della costituzione. Hanno deciso l’abbattimento di animali protetti in aree vietate alla caccia per fare un favore alla lobby venatoria e delle armi. Daremo battaglia in Parlamento ma il nostro esposto all’Unione Europea è già pronto perché siamo convinti che l’Italia sarà messa in mora con l’avvio di una procedura d’infrazione contro il governo italiano”. Si prospetta dunque un'aspra battaglia in difesa degli animali e non solo, qualora il testo dovesse passare definitivamente nella manovra di bilancio.

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