3I/ATLAS, Avi Loeb contro gli accademici: “Re e regine sul piedistallo, non rispettano curiosità pubblica”

Alcuni giorni dopo il j'accuse contro la NASA per la conferenza stampa su 3I/ATLAS, nella quale non sono state discusse le anomalie da lui riscontrate ed è stato ripetuto il "mantra della cometa naturale", il fisico e astronomo Avi Loeb è tornato a puntare il dito contro il mondo accademico, reo – a suo dire – di comunicare la scienza da un piedistallo e molto spesso in modo unidirezionale, cioè con gli scienziati che dicono al pubblico ciò che essi ritengono "sia necessario sapere". In un passaggio del suo nuovo articolo pubblicato su Medium, Avi Loeb ha affermato che in questo ambiente si è ritrovato "circondato da re e regine autoproclamati che governano comunità di studenti e post-doc in camere di risonanza costruite con i soldi dei contribuenti". Li ha definiti "innamorati di se stessi" e non della natura, la passione per la quale è stata il volano che lo ha spinto a intraprendere la carriera accademica, proprio per imparare il più possibile sull'“oggetto del suo amore”.
Un fiume in piena Avi Loeb, che suggerisce come sia stato toccato dalle accuse mossegli contro per la narrazione alternativa su 3I/ATLAS, il terzo oggetto interstellare mai scoperto nel Sistema solare. Riassumendo il contesto, per la stragrande maggioranza della comunità scientifica l'oggetto è una cometa aliena, cioè proveniente da un altro sistema stellare; Avi Loeb, che è docente presso il Dipartimento di Astronomia dell'Università di Harvard (che ha presieduto per molti anni), sostiene tuttavia che questo visitatore interstellare presenti diverse anomalie significative e straordinarie coincidenze, che suffragano l'ipotesi che possa essere una grande astronave aliena e non un oggetto naturale. Dimensioni, getti, traiettoria, polarizzazione della luce, accelerazione non gravitazionale e composizione sono solo alcune di queste anomalie riscontrate, che lo scienziato ha elencato in questo articolo. È fondamentale sottolineare questo punto: il professor Avi Loeb non ha mai escluso la possibilità che 3I/ATLAS possa essere una cometa naturale, tutt'altro, ciò nonostante sin dapprincipio ha analizzato i dati raccolti con una mentalità aperta e priva di pregiudizi, non scartando a priori la potenziale natura artificiale e tecnologica dell'oggetto. Sta proprio qui il senso del suo nuovo articolo, nel quale ha persino parafrasato la Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti, con la quale il 4 luglio 1776 tredici stati proclamarono la propria indipendenza dalla Gran Bretagna, sancendo la nascita degli USA.
“Riteniamo che queste verità siano di per sé evidenti: che tutti gli esseri umani sono creati uguali, che sono dotati di certi diritti inalienabili, che tra questi vi sono la ricerca della conoscenza extraterrestre, la libertà di allontanarsi dall'arroganza dei dogmatici e la ricerca della verità scientifica.”, ha scritto Avi Loeb nel suo articolo, scimmiottando chiaramente il testo redatto da Thomas Jefferson, Benjamin Franklin e altri, traslando i diritti fondamentali della dichiarazione politica in diritti legati alla ricerca scientifica e alla libertà di pensiero.
Avi Loeb sostiene che gli accademici non assecondano la passione e la curiosità del pubblico per gli alieni, pur essendo il pubblico stesso a finanziare la scienza. Sottolinea che in un recente progetto chiamato Decadal Survey on Astronomy and Astrophysics si è deciso di finanziare con 10 miliardi di dollari in venti anni la ricerca di firme molecolari della vita microbica nello spazio, mentre la ricerca di firme tecnologiche legate all'intelligenza extraterrestre “è stata accantonata senza alcun finanziamento raccomandato”. Per Avi Loeb questo è inaccettabile proprio perché non si rispetta il desiderio del pubblico, a causa della volontà dei “guardiani del mondo accademico” che comunicano la scienza “da un piedistallo”.
“Dopo la scoperta di 3I/ATLAS – scrive Avi Loeb – ho scelto un modo alternativo di comunicare il processo scientifico come opportunità per esplorare l'entusiasmante possibilità che 3I/ATLAS possa essere un oggetto tecnologico, in base alle sue 13 anomalie. Anche se questa spiegazione si rivelasse errata, dobbiamo prenderla sul serio a causa delle sue enormi implicazioni per la società. Ammettere che ci siano fatti misteriosi su 3I/ATLAS ci dà la curiosità di imparare qualcosa di nuovo. Escludere le anomalie dal vocabolario dei funzionari della NASA aliena il pubblico, perché viola la dichiarazione di indipendenza scientifica. Il modo corretto per affrontare le interpretazioni alternative di 3I/ATLAS è spiegare le anomalie, non ignorarle”, ha aggiunto l'astrofisico israeliano naturalizzato statunitense.
Anche se alla fine 3I/ATLAS si rivelasse un oggetto naturale, come sostiene la quasi totalità degli esperti, per lo scienziato avrà comunque raggiunto un risultato straordinario, ovvero quello di aver messo in luce "i principali problemi del modo in cui la scienza viene praticata e comunicata al pubblico". A tal proposito Avi Loeb sostiene che gli esperti di comete dovrebbero includere nei loro set di dati la possibilità di oggetti artificiali, perché noi li abbiamo prodotti e ci sono miliardi di stelle nella Via Lattea che si sono formate miliardi di anni prima del Sole. "Tra un miliardo di anni, la sonda spaziale Voyager visiterà il lato opposto della Via Lattea rispetto al Sole", ha chiosato Avi Loeb, sottintendendo che una civiltà extraterrestre potrebbe aver potuto costruire un oggetto analogo tanto tempo fa e oggi lo stesso potrebbe trovarsi ad attraversare il Sistema solare.