Dopo mesi di liti e discussioni è stato un giudice del Tribunale di Pistoia a dirimere una questione aperta tra moglie e marito: quella sull'opportunità di sottoporre i due figli della coppia, di 7 e 12 anni, a tutte le vaccinazioni obbligatorie e raccomandate dalla Asl. Il padre infatti – convinto No Vax – si era sempre opposto mentre la madre era intenzionata a dare seguito alle indicazioni dei medici. Alla fine, non riuscendo a risolvere il dubbio con le "buone", si sono rivolti al Tribunale che ha richiamato "la tutela della salute come diritto costituzionale che riguarda non solo l'individuo, ma tutta la collettività del Paese", spiegando che la responsabilità genitoriale verso i figli minori è "un elemento indiscutibile che implica, tra le molteplici necessità della prole, l'obbligo dei genitori di garantire ai figli il più ampio diritto alla salute".

Il giudice era stato chiamato a pronunciarsi dopo il ricorso della donna che, dopo una lunga serie di liti con il coniuge, aveva chiesto l'autorizzazione a vaccinare i figli. Lo scorso 9 aprile il giudice ha stabilito che i due figli vanno vaccinati anche senza il consenso del padre. Nel corso del dibattimento l'uomo ha dichiarato di essere favorevole ai richiami dei vaccini obbligatori ritenendoli tuttavia inutili qualora il figlio fosse ancora coperto e opponendosi alla vaccinazione, facoltativa, contro il papilloma virus. Per quanto concerne la contrarietà del padre a far vaccinare il figlio maggiore contro il papilloma virus, il giudice nella sentenza ha affermato che "appare evidente che il padre abbia una scarsa concezione del valore solidaristico dell'art.32 della Costituzione: ossia della concreta salute di tutta la collettività. Soprattutto trattandosi di virus che possono contagiare  estranei alla famiglia".