Dopo il "patto della crostata" e il "patto del Nazareno", anche il Movimento 5 Stelle e la Lega hanno siglato un accordo dal nome culinario: il "patto delle tagliatelle". Nella serata di ieri, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini e i ministri Giovanni Tria e Danilo Toninelli si sono incontrati a cena per discutere della legge di bilancio e in particolare della quasi certa bocciatura della manovra finanziaria da parte della Commissione europea. "La bocciatura dell'Ue è pressoché certa ma reddito di cittadinanza e quota 100 non cambiano", ha sottolineato Salvini prima di abbandonare il consesso.

Il ministro Tria avrebbe proposto la possibilità di "snellire" fin da subito il testo, senza eliminare le principali misure, ma riscrivendole in modo tale da ridurne l'impatto sul deficit/Pil. Due le soluzioni prospettate: ridurre la platea degli aventi diritto a quota 100 e reddito di cittadinanza o rinviare l'entrata in vigore delle due misure.

Il governo inoltre avrebbe discusso della tenuta del sistema bancario in caso di bocciatura definitiva della manovra da parte di Bruxelles e solo pochi giorni fa fonti di governo ipotizzavano un allargamento – da concordare con Abi – del fondo centrale di garanzie delle banche come piano di compensazione per un eventuale deprezzamento dei titoli in pancia agli istituti italiani. Nel corso della cena, i componenti del governo Lega-M5s hanno anche affrontato i nodi relativi alle nomine Rai e della Consob, ma al momento sembra non si sia ancora trovato un accordo sui nomi.

"C'è un clima costruttivo, avanti compatti. Capita a tutti di arrabbiarsi quando uno si sente ingiustamente tirato in ballo ma l'incazzatura passa e non ho mai smesso di fidarmi di Conte e Di Maio. A tavola non c'era alcuna manina", ha dichiarato Salvini al termine della cena.