Frank Magnitz, deputato tedesco di estrema destra, non è stato picchiato con una spranga, come dichiarato ieri dal partito AFD, ma è caduto dopo essere stato spinto da dietro. A renderlo noto è stata la Procura di Brema, in Germania, che sta indagando sulla vicenda ed ha avuto modo di visionare le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza. "Presumiamo che le ferite siano da attribuire alla caduta" ha dichiarato oggi alla Dpa il portavoce della Procura Frank Passade. In base alle immagini, tre uomini hanno spintonato da dietro Magnitz che, per effetto di quel gesto, è caduto di faccia. Il parlamentare, uscito oggi dall'ospedale, non ricorda nulla dell'accaduto ma ammette che "è improbabile, ma potrebbe essersi trattato anche di un caso di rapina", ha dichiarato a Bild.
La Procura ha escluso la possibilità che Magnitz sia stato colpito con un oggetto contundente come riportato dal partito di estrema destra tedesco Alternativa per la Germania scrivendo era stato colpito con una mazza di legno da alcuni militanti antifascisti.

La versione inizialmente fornita dall'AFD era stata creduta anche dal governo tedesco, tanto che il ministro degli Esteri Heiko Maas aveva espresso solidarietà a Magnitz sostenendo che la violenza "non dovrebbe mai essere un mezzo per esprimere disaccordi politici". Steffen Seibert, portavoce della cancelliera Angela Merkel, aveva espresso l'auspicio che gli aggressori venissero al più presto identificati e consegnati alla giustizia. La Procura di Brema oggi ha però chiarito che non si è trattato affatto di un pestaggio e che il deputato dell'AFD è stato spinto da dietro con un gesto fulmineo compiuto da tre persone, che poi sono scappate di corsa e non hanno in nessun modo indugiato nelle violenze. Anche la tesi della "vendetta politica" non ha al momento trovato riscontri.