Termina dopo oltre 10 giorni l'odissea dei profughi ospitati a bordo della nave della Guardia Costiera Diciotti. Nella notte, infatti, i circa 130 migranti ancora a bordo (le donne e alcuni malati erano stati fatta sbarcare nel pomeriggio) sono riusciti finalmente ad abbandonare la nave militare italiana e sono cominciate le procedure di identificazione del protocollo standard. Ad accoglierli, sul molo di Catania, il personale della Croce rossa, che ha prestato le prime cure necessarie. Nelle prossime ore saranno tutti trasferiti nell'hotspot di Messina, in attesa della loro nuova "destinazione", frutto delle trattative di questi ultimi giorni.

La soluzione della vicenda arriva quasi contemporaneamente all'apertura dell'indagine a carico del ministro dell'Interno Matteo Salvini, che nei giorni scorsi si era sempre opposto allo sbarco dei migranti.

La situazione si è risolta grazie alla disponibilità della CEI di accogliere circa un centinaio di profughi nelle loro strutture, dalle quali potranno poi fare richiesta di protezione internazionali. Una disponibilità che si è sommata a quelle di Albania e Irlanda, che accoglieranno circa 20 profughi a testa, recependo così l'appello del ministro degli esteri Moavero Milanesi. La scelta dell'Irlanda, va sottolineato, coincide con la visita a Dublino di papa Francesco e sono in molti a ipotizzare che vi siano state pressioni della Chiesa affinché il governo irlandese dimostrasse disponibilità ad accogliere i migranti.

Il commento della Ue è stato comunque piuttosto duro, con il commissario Avramopoulos che ha spiegato: "Accolgo con favore il fatto che sia stata trovata una soluzione e che i migranti a bordo della Diciotti siano in grado di sbarcare e ricevere l'assistenza di cui hanno bisogno. Ma non possiamo sempre aspettare per questo tipo di solidarietà basata sulla buona volontà, dobbiamo avere misure strutturali".