Il mercato del collezionismo non si ferma, e dopo la sensazionale vendita di un Modigliani a ben 170 milioni di dollari, rischia di registrare un nuovo record, di nuovo tutto italiano: la casa d'aste Bolaffi ha annunciato la vendita, il prossimo 2 dicembre, della documentazione e dei cimeli del Nobel di Salvatore Quasimodo. Una base non trascurabile di 50 mila euro, anche se le previsioni sono ben più alte, fino a 150 mila, per gli oggetti risalenti al 1959: è la prima volta che accade in Italia che i cimeli di un Premio Nobel vadano all'asta, rischiando anche di finire nelle mani di qualche collezionista straniero. Proprio per questo, il ministro Franceschini si è attivato affinché il tesoro di Quasimodo resti in Italia, ipotizzando l'acquisto dell'intero lotto da parte della Direzione generale delle biblioteche.

"Per la sua poetica lirica, che con ardente classicità esprime le tragiche esperienze della vita dei nostri tempi": questa la motivazione dell'Accademia svedese in occasione del conferimento del premio Nobel a Salvatore Quasimodo nel 1959. Di quella data memorabile restano una medaglia d'oro con il suo nome, il diploma su due eleganti fogli di pergamena miniata, le fotografie originali scattate durante la cerimonia e il ritratto ufficiale di Quasimodo, realizzato da Anna Riwkin, esule russa che si dedicò alla fotografia dopo una breve carriera nella danza. Tutto questo il 2 dicembre finirà all'asta dal prezzo base di 50 mila euro, ma il valore potrebbe salire ancora di più, secondo le previsioni. È una rarità infatti che all'asta finiscano oggetti del genere, documenti del Nobel, e per di più in letteratura.

Gli oggetti di Quasimodo sono stati messi in vendita dal figlio Alessandro e dalla famiglia, che spera in un acquirente italiano disposto a valorizzarle. Lo stesso Filippo Bolaffi, amministratore delegato della casa d'aste, si chiedeva se non potesse saltare fuori uno scrittore, o magari un uomo dello spettacolo, in grado di compiere un gesto di mecenatismo e far rimanere il tesoro in Italia. Tutte ipotesi, o meglio speranze, che per ora restano tali; intanto, il Mibact si sta attivando per cercare una strada facilmente percorribile per ottenere la vendita degli oggetti: "Ho dato questa mattina l'incarico di fare tutte le necessarie verifiche e la Direzione generale della biblioteche si sta già muovendo per capire se possiamo acquisire il lotto dell'asta Bolaffi", ha dichiarato Franceschini. Una volta acquistati , gli oggetti potrebbero finire in una delle Biblioteche nazionali del territorio: una potrebbe essere la Biblioteca nazionale di Roma, dove già sono state allestite le sale Pasolini e Morante, che ricreano il mondo dei due scrittori attraverso i loro libri, ma non solo. Quella di Elsa Morante, ad esempio, è arredata coi mobili provenienti dallo studio dell’autrice, oltre alla macchina da scrivere, le librerie con i suoi libri, i dischi, i ritratti e naturalmente le carte.

In Italia è la prima volta che accade, ma all'estero il settore delle Memorabilia scatena vere e proprie follie, riferendosi in genere a personaggi dello spettacolo e della politica. Quello dei Nobel è un ambito particolare, che però negli ultimi anni sta conquistando consensi: fino ad ora sono state battute 16 medaglie Nobel (il record è per quella di James D. Watson, premiato per la medicina nel '62: 4 milioni e 760 mila dollari nel 2014), di cui una sola letteraria: quella di William Faulkner, nel 2013. Fu anche l'unico caso in cui non ci furono acquirenti: restò invenduta. Che accada anche per Quasimodo? Tutto può succedere.

la medaglia del Nobel per la letteratura a William Faulkner
in foto: la medaglia del Nobel per la letteratura a William Faulkner

Intanto Filippo Bolaffi ha preso una decisione: Quasimodo, nato a Modica nel 1901, era figlio di un ferroviere, e dovette rinunciare all'Università per ragioni soprattutto economiche. Si rivela come scrittore a Firenze grazie a Elio Vittorini, che ne aveva sposato la sorella. Così, guardando alla vicenda biografica di Salvatore Quasimodo, la casa d'aste ha deciso di stanziare una borsa di studio da 20 mila euro per uno studente dell'Istituto Tecnico "A. M. Jaci" di Messina, dove si diplomò il poeta. Coprirà le spese universitarie: non in una città qualsiasi, ma proprio a Milano, dove Quasimodo trascorse metà della vita, e dov'è sepolto.