La vicenda proviene dal Giappone e più precisamente da Kobe, provincia nota in tutto il mondo per la sua carne e ora anche per un caso di "puntualità" nipponica. Un impiegato pubblico della locale amministrazione si sarebbe assentato per ben ventisei volte in sette mesi oltre il dovuto. Il dipendente statale di sessantaquattro anni avrebbe "beneficiato" di tre minuti in più di pausa pranzo rispetto al dovuto.

Un tempo brevissimo eppure tanto è bastato affinché i dirigenti dell'ufficio presso cui l'uomo prestava servizio si dovessero scusare pubblicamente in televisione. I responsabili dell'acquedotto di Kobe, presso cui era impiegato l'anziano signore, si sono scusate e inchinati a più riprese per porgere le proprie scuse ai cittadini della provincia a sud di Tokyo. "E' profondamente deplorevole che questa condotta scorretta abbia avuto luogo. Ce ne scusiamo" hanno affermato in conferenza stampa dopo che a febbraio c'era già stato un altro caso "increscioso" di un dipendente che si era assentato dalla sua postazione per andare a comprare un "bento box" per pranzo.  “La pausa pranzo inizia alle 12 e termina all’una. Lui ha lasciato la sua postazione in anticipo”, ha dichiarato un portavoce del dipartimento. L’impiegato ha violato le leggi per il servizio pubblico che richiede ai dipendenti di “concentrarsi sul proprio lavoro”, secondo quanto riferito dal dipartimento.

In Giappone, la vicenda ha avuto grande eco sui social media polarizzando la discussione tra chi dava la colpa al dipendente pubblico e chi invece se la prende con i politici che "dormono" in parlamento.

Una vicenda che sembra "assurda" vista da questa parte del mondo ma che invece si ascrive nel concetto di onore e rispetto proprio della cultura nipponica. Al centro del dibattito, infatti, più che i tre minuti in quanto tali la reiterazione dell' "abuso" da parte dell'uomo colto in flagrante per ventisei volte ad alzarsi prima dalla sua postazione di lavoro.