La pratica delle cosiddette multe a strascico, quelle che spesso vengono effettuate direttamente con una telecamera, installata sull’auto dei vigili, alle vetture in divieto di sosta o in doppia fila, diventa tema di un’interpellanza presentata da Forza Italia al ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Danilo Toninelli. L’interpellanza è stata presentata da Simone Baldelli e sottoscritta anche dalla capogruppo azzurra alla Camera, Mariastella Gelmini, e dai componenti forzisti della commissione Trasporti di Montecitorio. Il punto su cui viene interrogato il governo riguarda la consuetudine secondo cui agli automobilisti multati non viene rilasciata nell’immediato alcuna notifica per il divieto di sosta. Il che comporta, per il cittadino multato, anche il pagamento dei costi di notifica.

Baldelli, nell’interpellanza depositata alla Camera, chiede “se il ministro non intenda assumere iniziative di carattere normativo, ovvero atti di indirizzo, per imporre l’obbligo del preavviso di notifica almeno per l’accertamento della violazione del divieto di sosta, dando così rilievo al fattore di prevenzione e di deterrenza della sanzione, e riducendo l'aggravio dei costi di notifica per cittadini e amministrazioni”. La richiesta, quindi, è quella di obbligare chi commina la multa a notificarla subito per chi si trova in divieto di sosta, evitando così i costi di notifica.

L'interpellanza di Baldelli (Fi)

Nel testo dell’interpellanza si legge qual è la motivazione che porta Baldelli e Forza Italia ad avanzare questa richiesta al ministro: “Il sempre maggiore ricorso alla pratica delle ‘multe a strascico’ attraverso l’impiego massivo dei dispositivi elettronici di rilevazione a distanza per l’accertamento delle violazioni del Codice della Strada, in particolar modo nel caso dei divieti di sosta, sta ridimensionando drasticamente la virtuosa consuetudine a rilasciare comunicazioni immediate ai trasgressori per mezzo dei preavvisi apposti direttamente sul mezzo”. Questo fenomeno porterebbe a tre “effetti negativi”: “Si fa venir meno una chiara e diretta forma di avviso e comunicazione ai cittadini; si esclude un valido strumento di prevenzione utile a evitare la reiterazione della violazione, poiché l’utente nei tempi della notifica può comunque ripetere il medesimo errore, ed essere avvisato della irregolarità solo dopo diverse violazioni; il trasgressore non ha più la possibilità di evitare la spesa di notifica, con un evidente aggravio economico, che, in caso di mancato pagamento, ricade in capo all’amministrazione”.