Fatou Boro Lou ha la pelle nera. Eppure è in Italia da vent'anni, ha una splendida famiglia e in questa tornata elettorale ha deciso di candidarsi con Europa Verde. Ieri ha pubblicato un video commento alla vicenda della Sea Watch ed è stata letteralmente coperta di insulti, dal solito «negra torna al tuo Paese» fino a «ma vai a cagare», «che cerchino di sistemare i problemi nella loro giungla», «arrogante la signorina, si desse una calmata», «metti un paio di mutandine rosse così riconosco il balcone dove appendi lo striscione», «sparati se hai un minuto». L'abbiamo intervistata per Fanpage:

Fatou Boro Lou, innanzitutto perché ha deciso di candidarsi?

Sono in Italia ormai da vent'anni. Ho deciso di candidarmi perché penso che sia il momento di far uscire una volta per tutte la faccia di questa Europa che sta cambiando. Essendo un'italiana di origine straniera penso che sia giunta l'ora di dire la nostra. In più l'Europa è la giusta dimensione politica per i diritti umani su cui mi batto da anni e per l'ambiente.

Cosa diceva di così terribile nel video per meritarsi una caterva di insulti?

Nel video dicevo semplicemente che Salvini sta facendo campagna elettorale sui più deboli. Se non abolisce la legge Bossi-Fini ogni volta che si presenterà un caso come quello della Sea Watch sarà impossibile essere riconosciuti come rifugiarti. Già nel suo decreto sicurezza ha, di fatto, abolito il diritto umanitario. In più gli dicevo che sta mettendo in atto una sporca propaganda politica: non sa che bloccando la Sea Watch in realtà fa proprio gli interessi dei trafficanti e delle mafie che sono gli unici mezzi per riuscire ad entrare in Europa. Per questo è urgente trovare un'altra soluzione.

Come si è sentita dopo avere letto i commenti e gli insulti?

All’inizio non mi aspettavo così tanta cattiveria. Sono sconvolta da tanta volgarità. Ho cominciato a rispondere ma poi ho desistito. Insulti sessisti e razzisti. Siamo nel 2019 e ancora insultano le donne in quanto donne. Ma questo mi dà solo forza per lottare per chi subisce ogni giorno violenze verbali e discriminazione.

Non le erano mai capitate cose del genere prima nella sua attività lavorativa?

In modo così forte mai. Cose così cattive non le ho mai subite. Ogni tanto qualcuno ti dice “torna a casa tua”. Ma la cosa che fa più paura sono gli insulti dei deboli che non hanno argomenti.

Come sta vivendo questi ultimi giorni di campagna elettorale? Non nota un preoccupante disinteresse per i temi?

Mi hanno chiamato per gli insulti e non per quello che abbiamo fatto in questa campagna elettorale. Io avrei preferito poter esporre il bellissimo programma che abbiamo. Non mi fa piacere essere chiamata perché mi hanno insultato. Quando mi hanno proposto la candidatura mi sono detta: sarà una bella esperienza. Ed è stata una bella esperienza fino a ieri. Ormai mancano solo quattro giorni. Ma io voglio andare avanti più forte di prima. Questa cosa mi ha molto amareggiata ma vado avanti.

A proposito di programma. Quale sono le sue priorità per la prossima Europa?

Vorrei un’Europa che ritornasse culla dei diritti umani. Un’Europa verde come il rispetto dell’ambiente e una nuova Green Economy perché lo dobbiamo ai nostri figli. Vorrei un’Europa di tutti. Un'Europa che accoglie persone come me con le nostre diversità ma anche con le nostre esperienze. Un'Europa multiculturale e che fa gli interessi di tutti e non solo di certi Paesi sovranisti.