Zoe Tighe morta di sepsi a 22 anni: in ospedale 4 volte ma nessuno scoprì che era incinta

Una ragazza britannica di 22 anni, Zoe Tighe, è morta col bimbo che portava in grembo a seguito di una sepsi dopo essersi rivolta per ben quattro volte all'ospedale accusando dolori al basso ventre senza che nessuno si accorgesse della sua gravidanza. Secondo quanto stabilito dall'indagine condotta dal coroner di Norfolk, la giovane donna non sapeva di essere incinta quanto si era recata al pronto soccorso locale per ben quattro volte in sei settimane nel 2023 lamentando dolori al basso ventre.
La giovane era stata ricoverata al pronto soccorso il 24 aprile, il 22 maggio, il 2 giugno e il 7 giugno del 2023. A causa del suo passato di dipendenze da ketamina, però, era stata subito curata per un'infezione alle vie urinarie, un disturbo che l'aveva già interessata in passato in più occasioni in quanto tipico dell'assunzione abituale del farmaco. Cure che però non avevano risolto il problema visto che la donna era incinta. In tutti e quattro gli accessi al pronto soccorso, infatti, nessuno aveva pensato di sottoporla a un test di gravidanza che avrebbe portato sicuramente alla scoperta del bimbo che portava in grembo.
Le ventiduenne estetista era poi collassata in casa poco più di due settimane dopo ma, trasportata d'urgenza alla più vicino ospedale, le fu diagnosticata una sepsi e un'ecografia rivelò che era incinta di 14 settimane ma il suo bimbo era già morto proprio a causa dell'infezione. Trasportata in un altro ospedale più specializzato, la donna è morta dopo aver subito tre arresti cardiaci poco dopo il cesareo.
La famiglia chiede di fare luce sui fatti e di stabilire se la mancata esecuzione del test di gravidanza abbia contribuito in qualche modo al decesso della ventiduenne. Secondo la madre, alla 22enne era stata diagnosticata una fibrosi vescicale, nota come "vescica da ketamina", che le comportava frequenti infezioni del tratto urinario con conseguenti accessi al pronto soccorso.
"Spesso veniva a malapena visitata. È stata rimandata a casa con antidolorifici o antibiotici molto basilari per l'infezione delle vie urinarie, che chiaramente non hanno avuto alcun effetto. Credo sinceramente che chiunque l'abbia visitata al James Paget non sia andato oltre il problema legato alla ketamina" ha spiegato la donna, concludendo: "Credo che se Zoe fosse stata informata della sua gravidanza quando si è presentata per la prima volta con i problemi addominali, la sua attenzione alla cura della propria salute e la ricerca di ulteriore supporto per il bene del nascituro sarebbero state una priorità".