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Volo scomparso, ministro malese: “Potremmo aver sbagliato le ricerche di 3mila chilometri”

La sorprendente rivelazione arriva a 24 ore da quella di Tony Abbott, che ha affermato ieri che le possibilità di trovare il velivolo sono ormai minime.
A cura di D. F.
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A 24 ore dalle dichiarazioni del primo ministro australiano Tony Abbott in merito alle possibilità – ormai minime – di ritrovare il volo MH370 scomparso 53 giorni fa, nella vicenda subentra un nuovo colpo di scena. Per quasi due mesi, infatti, le ricerche potrebbero essere state effettuate a ben 3mila chilometri di distanza dal luogo dove il velivolo potrebbe essersi inabissato l'8 marzo scorso. A dichiararlo è stato il ministro dei trasporti della Malesia Hishammuddin Hussein, secondo cui il relitto potrebbe in realtà trovarsi nel Golfo del Bengala: "Cina e Australia – ha affermato – stanno verificando in collaborazione con altri partner la possibilità che queste informazioni siano credibili". La notizia, infatti, è stata data dalla società di esplorazioni GeoResonance, secondo la quale sarebbero stati individuati elementi chimici e materiale che potrebbero appartenere al Boeing 777: "Si tratta – ha detto la società – di alluminio, titanio, rame, leghe d'acciaio e altri materiali potenzialmente compatibili con il velivolo". Un responsabile della Geo Resonance, inoltre, ha specificato che quei materiali non erano presenti prima dell'incidente al volo MH370″.

Le ultime rivelazioni collidono non poco con quelle fatte ieri da Tony Abbott, premier australiano, che ha detto come le possibilità di ritrovare il relitto siano ormai pressoché nulle, anche perché la scatla nera non emette più nessun segnale. Il primo ministro ha anche affermato che eventuali resti dell'aereo dopo 52 giorni si sarebbero inabissati, perché appesantiti dall'acqua.

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