Conflitto in Ucraina
6 Aprile 2022
13:39

Viaggio nell’inferno di Kharkiv, dove russi e ucraini lottano ancora: corpi per strada e campi minati

Le immagini di Fanpage.it da Kharkiv, la seconda città più grande dell’Ucraina per numero di abitanti e che resta uno dei fronti più caldi della guerra in corso: cadaveri di civili e soldati russi per strada, crateri lasciati dalle bombe e campi minati.
A cura di Ida Artiaco
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Conflitto in Ucraina

Cadaveri di civili e soldati russi per strada, ricoperti solo da qualche telo, campi minati, veri e propri crateri lasciati dalle bombe. È quanto Fanpage.it ha potuto documentare da Kharkiv, la seconda città più grande dell'Ucraina per numero di abitanti, dopo Kiev, tra i principali bersagli dell'offensiva di Mosca sin dall'inizio dell'invasione. I combattimenti qui continuano ancora e la lotta avviene casa per casa. Resta in altre parole uno dei fronti più caldi della guerra in corso. Sulla superstrada che porta verso Est, si vedono cadaveri di soldati russi, mezzi distrutti e corpi di  civili che tentavano di scappare. Uno di loro, è stato raggiunto da un colo di pistola alla tempia. Addirittura, è spuntato un manuale di preparazione al conflitto precedente al 24 febbraio. Il campo tutto intorno è minato ed è un grande rischio. C'è anche un carro armato, con la famosa Z, simbolo dei russi e che indica la provenienza dal fronte orientale, dipinta sul fianco.

A Nord Est nel piazzale di un area di servizio, ci sono i corpi di sei soldati russi abbandonati in strada, uno di loro con maschera antigas. Vicino c'è una tomba dove gli ucraini hanno seppellito i nemici e lasciato un monito: "Qui giace l'invasore". Nel centro della città ci sono ancora i crateri lasciati dalle bombe, razzi inesplosi e macerie ovunque. Anche a Zernove e Kulynychi la battaglia si combatte casa per casa: "Hanno colpito aree dove non c'erano militari, hanno bombardato senza motivo", ha spiegato un soldato ucraino.

Immagini drammatiche che si sommano a quelle arrivate nei giorni scorsi dalla Regione di Kiev, in particolare da Bucha e Borodyanka, dove decine di civili sarebbero stati giustiziati e lasciati per strada o sepolti in fosse comuni oppure nascosti sotto le macerie degli edifici colpiti dai bombardamenti russi.

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